Dal 14 febbraio 2026 la Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona apre le proprie sale a due prestiti di eccezionale rilievo che mettono in dialogo diretto due protagonisti assoluti del Rinascimento italiano: Tiziano Vecellio e Lorenzo Lotto. L’Annunciazione Malchiostro e il Ritratto del balestriere Battista di Rocca Contrada diventano il fulcro di due distinte mostre studio, concepite come occasioni di approfondimento scientifico e confronto ravvicinato con opere cardine della storia dell’arte. Le due esposizioni, allestite in parti differenti del museo di via Ciriaco Pizzecolli 17, si intitolano Tiziano 1520. La Pala Gozzi di Ancona e l’Annunciazione del Duomo di Treviso e Lorenzo Lotto. Un volto per la città. Il Mastro Batista balestrier de la Rocha Contrada. L’apertura è accompagnata da un segnale forte di accessibilità: il 14 e 15 febbraio l’ingresso sarà gratuito per tutti.
“Queste due mostre rappresentano un momento di altissimo valore scientifico e simbolico per la Pinacoteca e per la città di Ancona”, dichiara Marta Paraventi, assessora alla cultura del Comune di Ancona. “Accogliere opere di Tiziano e Lorenzo Lotto nel momento in cui la città in corsa come finalista per la nomina a Capitale italiana della cultura 2028 significa rafforzare il ruolo della nostra Pinacoteca come luogo di ricerca, di dialogo e di produzione culturale. È una scelta che conferma l’impegno dell’Amministrazione nel considerare la cultura non come elemento accessorio, ma come investimento strutturale per il futuro della città”. L’iniziativa si inserisce nel programma legato alla candidatura di Ancona a Capitale italiana della cultura 2028 e porta la Pinacoteca a ospitare quattro mostre in contemporanea. Accanto ai due focus su Tiziano e Lotto, sono infatti visitabili fino al 15 marzo 2026 Carlo Maratti e l’incisione, curata da Simonetta Prosperi Valenti Rodinò e Stefano Papetti nell’ambito delle celebrazioni per il quarto centenario della nascita dell’artista, e fino al 4 maggio 2026 Umberto Grati – Spin Off, dedicata all’illustratore e pittore anconetano recentemente scomparso.
La mostra studio dedicata a Tiziano nasce da una circostanza particolare: l’assenza temporanea della celebre Pala Gozzi, partita per Pieve di Cadore in occasione della mostra Tiziano e il Paesaggio. Dal Cadore alla Laguna: la Pala Gozzi e la Sommersione del faraone, che apre le celebrazioni per i 450 anni dalla morte del maestro nella sua terra natale e si svolge durante le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Fino al 29 marzo 2026 la Pinacoteca propone così un focus sull’Annunciazione proveniente dalla cappella Malchiostro della Cattedrale di San Pietro Apostolo di Treviso, datata 1520 come la Pala Gozzi, data emersa proprio grazie a un recente restauro.
L’operazione è stata resa possibile dalla collaborazione tra il Comune di Ancona, la Magnifica Comunità di Cadore, il Comune di Pieve di Cadore, la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e la Diocesi di Treviso, che ha concesso il prestito, con coordinamento organizzativo di Villaggio Globale International, il sostegno di DBA Group e la collaborazione del Ministero della Cultura, della Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e delle Soprintendenze competenti per territorio.
Al posto della Pala Gozzi è visibile in Pinacoteca una riproduzione in scala 1:1, ottenuta dal gemello digitale realizzato da mAIndh, il Laboratorio di Intelligenza Artificiale per i Beni Culturali dell’Università Politecnica delle Marche diretto dal professor Paolo Clini. Una soluzione tecnologica che consente di mantenere leggibile il percorso espositivo anche durante l’assenza dell’originale. Per la Pasqua 2026 la Pala Gozzi rientrerà ad Ancona e sarà esposta per la prima volta insieme all’Annunciazione Malchiostro e alla Crocifissione di Tiziano, offrendo un confronto diretto tra opere coeve e profondamente innovative. Tra aprile e giugno un ciclo di conferenze, realizzato in collaborazione con la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, accompagnerà l’evento con interventi dei più autorevoli studiosi del maestro veneto.
L’Annunciazione Malchiostro, la cui movimentazione è legata anche agli imminenti lavori di restauro della cappella trevigiana finanziati da Save Venice, rappresenta un passaggio cruciale nella ricerca tizianesca. Con questa opera, insieme alla Crocifissione e alla Pala Gozzi, Tiziano rivoluziona l’iconografia tradizionale dell’Annunciazione: la Vergine è posta in primo piano e rivolta verso lo spettatore, mentre l’arcangelo Gabriele arretra lungo una diagonale spaziale. Sullo sfondo, al centro della composizione, si inginocchia il committente Broccardo Malchiostro, plenipotenziario del vescovo umanista Bernardo de’ Rossi, ricordato da un’iscrizione in basso a destra. Una soluzione di straordinaria modernità che non sfuggì a Lotto, il quale la rielaborò nell’Annunciazione di Recanati.
Parallelamente, fino al 16 aprile 2026, la Pinacoteca ospita il Ritratto del balestriere Battista di Rocca Contrada, proveniente dai Musei Capitolini. L’opera dialoga con la Pala dell’Alabarda già presente nella collezione permanente e consente di approfondire uno dei ritratti più significativi dell’ultima stagione lottesca, contestualizzato nella città di Ancona dove l’artista stava operando. L’evento è promosso dal Comune di Ancona e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il supporto della Regione Marche e di partner territoriali.
Il dipinto, catalogato nel 1767 come opera di Giorgione e ricondotto a Lotto alla fine dell’Ottocento da Adolfo Venturi e Giovanni Morelli, con identificazione del personaggio proposta da Gustavo Frizzoni nel 1894, rappresenta una delle più alte espressioni della ritrattistica dell’artista. Il protagonista non posa in modo convenzionale, ma sembra colto in un momento di sospensione psicologica, come sorpreso nei propri pensieri. La balestra non è un semplice attributo, ma emblema di una funzione civile legata a disciplina e responsabilità. La luce, sobria e non idealizzante, fa emergere il volto dal buio restituendo un’identità complessa, specchio di una società cinquecentesca fondata su competenze e reputazione.
Con queste due mostre la Pinacoteca Podesti vuole ribadire la propria vocazione a museo vivo e autorevole, capace di dialogare con istituzioni nazionali e centri di ricerca, e affermare una strategia che considera la cultura come infrastruttura del futuro, con proposte che mirano a trasformare la Pinacoteca in un centro propulsore della vita culturale cittadina, nel segno di un dialogo continuo tra ricerca, patrimonio e contemporaneità.
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