A Sabbioneta, Georg Baselitz in mostra con le sue opere nella Galleria degli Antichi


Uno dei maggiori artisti contemporanei in una delle più belle cittadine rinascimentali italiane. Georg Baselitz è infatti protagonista di una mostra personale a Sabbioneta, dal 27 aprile al 24 novembre 2024, nella maestosa architettura rinascimentale della Galleria degli Antichi di Palazzo Giardino.

Uno dei maggiori artisti contemporanei in una delle più belle cittadine rinascimentali italiane. Georg Baselitz (Hans-Georg Kern; Deutschbaselitz, 1938) è infatti protagonista di una mostra personale a Sabbioneta, dove dal 27 aprile al 24 novembre 2024, la maestosa architettura rinascimentale della Galleria degli Antichi di Palazzo Giardino accoglie Belle Haleine, personale dell’artista tedesco, una figura di spicco nel mondo dell’arte contemporanea, considerato uno dei più grandi artisti viventi. Organizzata dalla Fondazione Sabbioneta Heritage e curata da Mario Codognato, questa mostra internazionale vuole segnare un momento significativo nelle attività di gestione e valorizzazione del patrimonio artistico e monumentale del sito UNESCO di Sabbioneta, la Città Ideale fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna nella seconda metà del XVI secolo. Sotto i magnifici soffitti lignei e lungo le ventisei arcate della Galleria degli Antichi di Palazzo Giardino, la seconda più lunga galleria affrescata d’Italia dopo quella degli Uffizi, saranno esposte imponenti sculture, grandi dipinti su tela e, per la prima volta tutte insieme, dieci provocatorie incisioni di Georg Baselitz. Baselitz è noto al pubblico internazionale per il suo tratto vigoroso e spietato, nonché per la sua consuetudine di rappresentare le figure capovolte, diventando una sorta di cantore delle angosce del XX secolo.

Belle Haleine espone alcune delle opere più significative del percorso artistico di Georg Baselitz, offrendo al pubblico un’ampia visione della poliedricità del pioniere dell’arte neo-espressionista. Un elemento di fondamentale importanza per comprendere l’opera di Baselitz è la forte connessione che lo lega all’arte di Marcel Duchamp: il titolo stesso della mostra, infatti, è un riferimento diretto all’opera omonima Belle Haleine, Eau de Voilette (“Bel respiro, acqua di velo”), realizzata da Marcel Duchamp e Man Ray nel 1920. Oltre alle sculture e ai grandi dipinti su tela, la mostra presenterà, come detto, dieci incisioni, linoleografie stampate a mano di dimensioni considerevoli, ognuna delle quali supera i due metri di altezza. Queste incisioni raffigurano scene tratte da litografie erotiche del XIX secolo, in cui sono rappresentate coppie amoreggianti parzialmente vestite. Le incisioni furono esposte per la prima volta da Baselitz nel 1963, durante la sua prima mostra personale a Berlino Ovest. Sebbene oggi scene erotiche e allusioni sessuali non suscitino più uno shock nello spettatore, all’epoca delle prime esposizioni due dei suoi dipinti furono sequestrati dai pubblici ministeri e accusati di oscenità e immoralità. La successiva aggiunta di buchi bianchi a coprire i genitali di ogni coppia di amanti può essere quindi interpretata come un atto di autocensura, ma sarebbe una spiegazione solo parziale: “un buco nel quadro permette all’immaginazione di girare intorno, come il buco in un disco, attorno al quale suona la musica”, dice l’artista.

La tecnica delle incisioni su linoleum utilizzata da Georg Baselitz per creare le opere esposte in mostra rappresenta un connubio tra tradizione e innovazione. Il linoleum, un materiale malleabile e versatile, ha consentito all’artista di lavorare su scala monumentale con relativa facilità, esprimendo la sua visione artistica in modo audace e dinamico. In queste incisioni, si può notare un chiaro richiamo all’arte tradizionale cinese, in particolare all’opera del pittore del XVII secolo Bada Shenren. L’influenza di Bada Shenren si manifesta soprattutto nell’uso dello spazio negativo, nella leggerezza della linea di taglio e nell’eleganza dei tratti ripetuti, brevi e dinamici. Questi elementi conferiscono alle opere di Baselitz un senso di equilibrio e armonia, nonché una profondità e una complessità visiva che richiamano le tecniche e gli stili dell’arte tradizionale cinese.

L’allestimento ecologico della mostra, realizzato con il Pannello Ecologico® fornito da Gruppo Saviola, vuole riflettere l’impegno della Fondazione Sabbioneta Heritage per la sostenibilità ambientale nella gestione del patrimonio culturale e nell’organizzazione degli eventi culturali. Questo pannello, realizzato al 100% da legno post-consumo, rappresenta un esempio di economia circolare e di utilizzo responsabile delle risorse naturali. Grazie a questa scelta, la mostra vuole anche promuovere valori di responsabilità ambientale e di conservazione del nostro pianeta. La mostra si realizza con il contributo di Gruppo Tea e BCC Banca Rurale Artigiana di Rivarolo Mantovano.

Georg Baselitz, Belle voilette (2002; linoleografia, 201,7 x 148,8 cm)
Georg Baselitz, Belle voilette (2002; linoleografia, 201,7 x 148,8 cm)
Georg Baselitz, Der Schachspieler und die Kammerzofe (Remix) (2007; olio su tela, 300 x 250 cm)
Georg Baselitz, Der Schachspieler und die Kammerzofe (Remix) (2007; olio su tela, 300 x 250 cm)
Georg Baselitz, Donna Via Venezia (2004 - 2006; bronzo patinato e colori a olio, 263,5 x 86,5 x 93,5 cm)
Georg Baselitz, Donna Via Venezia (2004 - 2006; bronzo patinato e colori a olio, 263,5 x 86,5 x 93,5 cm)
Georg Baselitz, Tor nach Westen (2002; linoleografia, 202,2 x 148,6 cm)
Georg Baselitz, Tor nach Westen (2002; linoleografia, 202,2 x 148,6 cm)
Georg Baselitz
Georg Baselitz

Dichiarazioni

“Questa mostra segna, in particolare, la prima volta che le dieci colossali e provocatorie linoleografie stampate a mano e intitolate collettivamente Belle Haleine vengono esposte insieme da quando furono realizzate e presentate oltre 20 anni fa”, spiega Mario Codognato. “Il nome è tratto da un’opera d’arte di Marcel Duchamp, artista a cui Baselitz fa spesso riferimento, con risentimento per la tesi da questi proposta, all’inizio del XX secolo: la pittura è morta. Baselitz continua a minare questa affermazione attraverso pastiche dipinti delle parole e delle opere di Duchamp, in una sorta di "elaborazione attraverso un avversario”.

Ezio Zani, Direttore della Fondazione Sabbioneta Heritage (già Direttore di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21), aggiunge: “Per quanto possa sembrare antitetica e dissonante la figura di Vespasiano Gonzaga, duca, condottiero e fondatore di città, con quella di Georg Baselitz, figlio del popolo e artista dal tratto sincero fino ad essere spietato, al centro del pensiero di entrambi vi è sempre l’uomo: l’uomo di Vespasiano che posto al centro della sua città ideale nel coltiva il mito e l’uomo di Baselitz, eroe sconfitto ma non rassegnato, che assiste alla caduta delle ideologie. Prospettive diverse ma, alla fine di tutto, sempre e pur sempre un uomo. Portare la grande pittura di Georg Baselitz nella galleria del Duca potrebbe apparire, superficialmente, quasi dissacrante; al contrario, a ben vedere, si tratta di una consacrazione e l’atto di restituzione di questi ambienti alla loro vocazione di conservare la bellezza”.

Gianni Fava, Presidente Sabbioneta Heritage ETS, dichiara: “Nell’ottica di un progressivo posizionamento internazionale di Sabbioneta come città produttrice di cultura, a partire da questa primavera andremo a programmare annualmente eventi espositivi che andranno ad abbinarsi a un articolato programma di ammodernamenti funzionali, di cantieri di innovazione tecnologica, di laboratori di partecipazione. In particolare, per il rilancio culturale e turistico degli antichi palazzi del sito UNESCO di Sabbioneta, si scommetterà su una giustapposizione di antico e contemporaneo, con opere di grandi maestri viventi collocate nei luoghi unici che la storia ci ha consegnato”.

“È per Sabbioneta un’occasione unica”, sottolinea il sindaco Marco Pasquali. “Dopo decenni la nostra città torna a rivendicare un ruolo importante nel contesto culturale europeo, come è proprio della sua storia. Una strada nuova, quella tracciata dalla Fondazione Sabbioneta Heritage, che punta a valorizzare le prerogative turistiche e culturali di un piccolo centro storico Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Una realtà quella sabbionetana che si apre al mondo, mantenendo autenticità e radici, guardando con rinnovata fiducia al proprio futuro”.

Veduta di Sabbioneta
Veduta di Sabbioneta. Foto: Studio Digital Art
Sabbioneta, Galleria degli Antichi
Sabbioneta, Galleria degli Antichi
Sabbioneta, Galleria degli Antichi
Sabbioneta, Galleria degli Antichi
Sabbioneta, Galleria degli Antichi
Sabbioneta, Galleria degli Antichi. Foto: Gian Maria Pontiroli

Note sull’artista

Hans-Georg Kern, meglio conosciuto con il nome d’arte Georg Baselitz, è una figura iconica dell’arte contemporanea. Nato nel 1938 a Deutschbaselitz, in Sassonia, una regione che in seguito diventerà parte della Germania Est, ha iniziato la sua formazione artistica all’Accademia d’Arte di Berlino Est, ma viene espulso nel 1956 per quello che viene definito “immaturità politica”, poiché non si conforma agli standard artistici imposti dalla DDR. Successivamente si iscrive all’Accademia di Berlino Ovest, dove completa gli studi nel 1962. Durante questo periodo adotta il cognome Baselitz, che richiama il luogo di nascita, Deutschbaselitz.

La sua carriera artistica ha inizio nel 1963 con la sua prima mostra personale a Berlino, suscitando notevoli polemiche e attirando l’attenzione delle autorità tedesche, che confiscano alcuni dei suoi dipinti per indecenza pubblica. Nei suoi primi anni, Baselitz compone una serie di dipinti che raffigurano figure maschili monumentali, influenzati dalle stampe manieriste italiane che ha avuto modo di studiare a Firenze nel 1965 durante una borsa di studio. Il 1969 segna un momento cruciale nella sua carriera, quando introduce la tecnica delle immagini capovolte, diventata il suo tratto distintivo per i successivi 50 anni. Con questa tecnica, Baselitz sfida lo spettatore a resistere a un’interpretazione descrittiva dell’opera, concentrandosi invece sul puro segno, che diventa il vero soggetto delle sue opere. Negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta, il suo lavoro si evolve diventando più denso e complesso, e Baselitz si afferma a livello internazionale con mostre alla Biennale di Venezia del 1980 e a Documenta del 1983. Nel 2021 viene eletto membro associato straniero dell’Académie des Beaux-Arts, una delle istituzioni più prestigiose dell’Institut de France.

Baselitz è noto per essere un prolifero incisore, impegnato in una varietà di processi tecnici che includono la xilografia, la linoleografia e l’acquaforte. Egli descrive le qualità di resistenza delle lastre di rame, dei blocchi di legno e dei blocchi di linoleum come forze creative nella sua arte, sfruttando le caratteristiche di ciascun materiale per creare opere di grande impatto visivo e simbolico. Le stampe, secondo Baselitz, possiedono un “potere simbolico che non ha nulla a che vedere con un dipinto”, sottolineando l’importanza di questo medium nella sua pratica artistica. Pur avendo una propria incisorìa, Baselitz preferisce collaborare con una selezione di importanti studi e maestri stampatori per realizzare le sue opere grafiche, sfruttando al massimo le competenze e la tecnica di esperti nel campo.

Le opere di Baselitz, che includono dipinti, sculture e incisioni, sono presenti nelle collezioni permanenti dei principali musei e nelle più accreditate gallerie e collezioni private del mondo. Questo lo ha consacrato come uno dei maggiori artisti viventi, riconosciuto per il suo contributo significativo alla storia dell’arte contemporanea.


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