Murales diventano opere digitali animate con la realtà aumentata: si amplia il Museo di Arte Urbana Aumentata


Il MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata si amplia e giunge nei borghi del Centro e Sud Italia e nelle città di Firenze e Cosenza. Oltre cento murales, realizzati da alcuni noti street artist, sono stati trasformati con la realtà aumentata in opere digitali animate.

Il MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata si amplia e approda nei borghi di Aielli (L’Aquila), Diamante (Cosenza), Santa Croce di Magliano (Campobasso), Favara (Agrigento) e nelle città di Firenze e Cosenza. Grazie al finanziamento dell’Unione Europea – Fondo Next Generation EU e alla gestione del Ministero della Cultura, nasce la Special Edition di MAUA, che integra sei nuovi territori nella rete del museo diffuso, con l’intento di ridefinire il rapporto tra arte e città, intrecciando comunità locali, innovazione tecnologica e pratiche artistiche partecipative, attraverso la street art e la realtà aumentata.

In questa nuova fase, oltre cento murales, realizzati da alcuni noti street artist, sono stati trasformati in opere digitali animate, visibili dall’11 ottobre 2025. Chiunque, munito di smartphone o tablet, potrà inquadrarli e vederli prendere vita grazie all’app gratuita Bepart – the Public Imagination Movement. Ogni intervento artistico diventa così un dispositivo narrativo immersivo, arricchito da animazioni, testi, immagini e sonorità, capace di ampliare e moltiplicare i livelli di lettura dell’opera fisica.

Dopo aver coinvolto città come Palermo, Milano, Torino, Brescia e Waterford (Irlanda), il progetto, nato per valorizzare le periferie urbane, si estende ora anche a questi borghi e città del Centro e Sud Italia.

MAUA, Aielli. Street artist: Edoardo Ettorre. AR: Elena Leonardi
MAUA, Aielli. Street artist: Edoardo Ettorre. AR: Elena Leonardi
MAUA, Diamante. Street artist: Baruch Kadmon. AR: Elisabetta Giordano
MAUA, Diamante. Street artist: Baruch Kadmon. AR: Elisabetta Giordano
MAUA, Santa Croce. Street artist: Guerrilla Spam. AR: Concetta Gioia
MAUA, Santa Croce. Street artist: Guerrilla Spam. AR: Concetta Gioia

Ad Aielli i murales che raccontano l’incontro tra arte e astronomia vengono reinterpretati da giovani artisti digitali grazie alla realtà aumentata. A Cosenza e dintorni (Rogliano e Santa Maria del Cedro) gli interventi già protagonisti di processi di rigenerazione urbana diventano portali digitali che attivano nuove forme di partecipazione e memoria condivisa. Diamante, con i suoi oltre 400 murales, si trasforma in un museo urbano aumentato dove tradizione e linguaggi digitali si fondono. A Firenze la realtà aumentata si fa strumento di riscrittura narrativa dello spazio urbano. Favara diventa museo aumentato in cui comunità, arte e tecnologie emergenti si incontrano.

A Santa Croce di Magliano, le strade animate da oltre 40 murales del Premio Antonio Giordano acquistano nuova vita grazie all’intervento di più di 30 artisti digitali da tutta Italia.

Dal primo nucleo realizzato a Milano nel 2017, il progetto ha dato vita a una collezione di oltre 340 opere aumentate, coinvolgendo più di 450 artisti insieme a studenti, docenti, cittadini e associazioni. Come sottolinea Joris Jaccarino di Bepart, cooperativa sociale che ha ideato il progetto MAUA, “le città coinvolte fino a oggi – Palermo, Milano, Torino, Waterford (Irlanda), Brescia, Santa Croce di Magliano, Aielli, Diamante, Favara, Cosenza, Firenze – non sono semplici scenari ma agenti della narrazione, territori vissuti che diventano parte integrante del racconto artistico”.

Alla base di ogni edizione di MAUA c’è un approccio curatoriale e formativo partecipativo: studenti, creativi, artisti digitali ed enti locali vengono coinvolti in percorsi che spaziano dalla fotografia all’animazione 2D/3D, dalla scrittura creativa alla post-produzione, fino alla progettazione urbana e alla curatela artistica.

Ogni opera è quindi un punto d’incontro tra visioni, competenze e memorie locali, al tempo stesso testimonianza del contesto e creazione condivisa. MAUA si configura così come un’infrastruttura culturale decentralizzata, capace di generare valore sociale, immaginazione collettiva e nuove modalità di vivere l’arte pubblica.


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