Treviso, la chiesa di San Teonisto rivede le sue opere dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale


A Treviso tornano nella loro chiesa diciannove opere di importanti artisti veneti del Cinque e Seicento, spostate dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Sono tornate sabato 13 gennaio nell’antica chiesa di San Teonisto a Treviso diciannove delle ventidue opere che facevano parte del patrimonio del complesso religioso trevigiano prima delle spoliazioni napoleoniche del 1810: a seguito della soppressione degli ordini religiosi, una delle più note misure dei decreti napoleonici, il monastero di San Teonisto venne demanializzato e le opere furono confiscate. Avrebbero dovuto finire in Francia, ma si fermarono nei depositi di Brera e in seguito fecero ritorno nella chiesa riconsacrata. Subirono però le conseguenze del bombardamento del 3 dicembre 1944, durante la seconda guerra mondiale, e furono trasferite nei locali della Soprintendenza di Venezia. Successivamente furono esposte, nel 1952, nei Musei Civici di Treviso e infine, tra il 2010 e il 2015, sono stati spostati nella Pinacoteca del Museo di Santa Caterina.

Adesso, finalmente, le opere tornano sulle pareti per le quali furono dipinte, restaurate per l’occasione grazie al contributo della Fondazione Benetton. Le opere sono state realizzate da grandi pittori veneti del Cinque e del Seicento: Paolo Veronese, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Pietro della Vecchia, Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Ascanio Spineda, Matteo Ponzone e Antonio Fumiani. Le tele troveranno accoglienza nella chiesa di San Teonisto, anch’essa completamente restaurata: i lavori sono iniziati alla fine del 2014, sono stato affidati all’architetto Tobia Scarpa e si sono da poco conclusi.

Come anticipato, sono diciannove le opere che tornano in San Teonisto. In realtà solo diciotto sono opere concepite per la chiesa: la diciannovesima è una pala di Jacopo Lauro, raffigurante la Madonna del Rosario e i santi Domenico e Rosa, che giunge in sostituzione delle Nozze di santa Caterina di Gregorio Lazzerini che rimane nella Pinacoteca Civica di Treviso. Le rimanenti tre opere delle ventidue un tempo nell’edificio sono divise tra diversi musei: il Martirio di santa Giustina di Carletto Caliari è di proprietà del Castello Sforzesco, la pala dell’altare maggiore ovvero il Martirio dei santi Teonisto, Tabra e Tabrata di Jacopo Palma il Giovane è tuttora nei depositi di Brera e le Nozze di Cana del Veronese e bottega si trovano nella Sala Gialla di Montecitorio.

“La famiglia Benetton”, ha dichiarato Marco Tamaro, direttore della Fondazione Benetton, “ha restituito dignità a questa antichissima chiesa e ha voluto affidarla alla nostra Fondazione perché la faccia vivere. La restituzione a San Teonisto delle sue opere, da parte del Comune di Treviso, è un atto di amore e responsabilità che completa quello del signor Luciano che di questa chiesa abbandonata ha voluto farsi carico. In un momento così importante non posso nascondere un sogno, che anche il gioiello maggiore di San Teonisto torni a casa. Mi riferisco alla lunetta di Paolo Veronese raffigurante “Le Nozze di Cana”, oggi “esiliata” a Montecitorio, sede della Camera dei deputati. Quella tela è entrata nelle collezioni di Brera per decreto di Napoleone Bonaparte, finendone confinata nei depositi. Successivamente è stata concessa a Roma per ornare le pareti di un luogo di passaggio e di incontro in Montecitorio. Credo che oggi ci siano le condizioni culturali e strutturali perché questo nostro capolavoro torni a casa. Naturalmente, ferma la “proprietà” che su di esso, da oltre due secoli, ha diritto di vantare il Museo di Brera. Così come mi auguro possa gradualmente avvenire anche per il Palma, che da tempo resta a Brera in attesa di restauro, e per il “Martirio” di proprietà del Castello”.

Per tutta la settimana dal 15 al 20 gennaio 2018 ci saranno visite guidate, sempre alle ore 18, condotte da esponenti della cultura trevigiana: Elisabetta Gerhardinger, conservatore dei Musei Civici; Luca Majoli della Soprintendenza di Venezia, Belluno, Padova e Treviso; Paolo Barbisan, direttore dell’Ufficio diocesano per l’arte sacra e i beni culturali; Marta Mazza, direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce; Eugenio Manzato, storico dell’arte. A seguire, alle 19, concerti per pianoforte in collaborazione con il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto. Esecuzioni a cura di Davide Amoroso, Giulia Spagnol e Anna Lerose (15 gennaio, musiche di Chopin, Brahms); Paolo Tirro e Chinami Matsushima (16 gennaio, musiche di Chopin, Brahms, Beethoven); Alice Rampazzo e Maria Cristina Pezzolato (17 gennaio, musiche di Clementi, Schubert); Olga Gavryliuk e Giacomo Menegardi (18 gennaio, musiche di Haydn, Chopin); Sara Mannarini e Beniamino Iozzelli (19 gennaio, musiche di Debussy, Chopin, Schumann); Massimiliano Grotto e Laura Pinnella (20 gennaio, musiche di Haydn, Liszt). Per informazioni è possibile consultare il sito www.fbsr.it.

Immagine: Pietro della Vecchia, Ascensione di Gesù Cristo

Treviso, la chiesa di San Teonisto rivede le sue opere dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale
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