Addio a Valentino, lo stilista che ha imposto l'eleganza italiana nel mondo


È scomparso a Roma, all’età di 94 anni, lo stilista Valentino, una delle icone della moda made in Italy, capace d’imporre l’eleganza italiana nel mondo.

È scomparso oggi a Roma, all’età di 94 anni, lo stilista Valentino, una delle più importanti figure della moda nel mondo. A dare l’annuncio è stata la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, che scrive: “Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari”. Valentino, creatore dell’omonimo marchio, ha incarnato più di ogni altro l’idea di eleganza, lusso e raffinatezza del made in Italy nel mondo. La sua figura ha attraversato oltre sessant’anni di storia della moda internazionale, imponendo uno stile inconfondibile, divenuto simbolo di bellezza senza tempo.

Valentino Ludovico Clemente Garavani, noto universalmente come Valentino, era nato a Voghera l’11 maggio 1932, secondo figlio di Mauro Garavani e Teresa de Biaggi, dopo la sorella maggiore Wanda, e manifestò fin dall’adolescenza una spiccata inclinazione per il disegno e la sartoria. Fondamentale fu l’incontro con la stilista vogherese Ernestina Salvadeo, che ne incoraggiò il talento. Dopo aver frequentato una scuola di figurino a Milano, studiò francese alla Berlitz School e intraprese numerosi viaggi all’estero, soggiornando a lungo a Parigi. Qui si formò professionalmente all’École de la Chambre Syndicale de la Couture, tempio dell’alta moda francese. Negli anni Cinquanta, dopo essersi distinto in un importante concorso, Valentino entrò come collaboratore nella maison di Jean Dessès e successivamente nell’atelier di Guy Laroche, assorbendo la disciplina, il rigore e l’eleganza della couture parigina. Tornato in Italia, lavorò a Roma come allievo di Emilio Schuberth e poi presso l’atelier di Vincenzo Ferdinandi. Nel 1957 fondò la propria casa di moda, la Valentino, insieme ad alcuni soci, tra cui il padre. I costi elevati e il gusto spiccato per il lusso portarono però a una crisi finanziaria che rischiò di decretarne il fallimento.

La svolta arrivò con l’incontro con Giancarlo Giammetti, studente di architettura e compagno di vita, che entrò in società assumendo la gestione finanziaria e organizzativa, lasciando a Valentino la piena libertà creativa. Nel 1959 lo stilista aprì il suo atelier in via dei Condotti a Roma e nel 1960 iniziò ufficialmente la collaborazione con Giammetti, destinata a segnare la storia del marchio.

Valentino. Foto: Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti
Valentino. Foto: Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti

Il successo internazionale esplose nel 1962, quando Valentino presentò la sua prima collezione a Pitti Moda a Firenze: un trionfo che gli valse la consacrazione definitiva. L’edizione francese di Vogue gli dedicò due pagine, segno inequivocabile del suo ingresso nel gotha della moda mondiale. Nel 1967 ricevette a Dallas il prestigioso Premio Neiman Marcus, considerato l’Oscar della moda. Nello stesso anno disegnò le divise per gli assistenti di volo della TWA e lanciò la prima collezione Valentino Uomo. Nel 1968 adottò come griffe la celebre “V”, destinata a diventare un’icona globale, e realizzò il celeberrimo abito da sposa per Jacqueline Bouvier Kennedy in occasione delle nozze con Aristotele Onassis. Da quel momento il marchio Valentino intraprese una decisa strategia di internazionalizzazione, aprendo atelier e boutique nelle capitali della moda – Parigi, New York, Tokyo, Ginevra, Losanna – e avviando importanti collaborazioni industriali. Negli anni Settanta e Ottanta il brand si espanse ulteriormente con linee dedicate, accessori, profumi e prêt-à-porter.

Valentino vestì le donne più celebri del mondo, diventando sinonimo di alta eleganza. Il suo stile, classico e sofisticato, si distingueva per la capacità di valorizzare il corpo senza sovrastarlo, unendo rigore formale e tocchi di audace fantasia. Emblema assoluto della sua estetica fu il Rosso Valentino, una particolare tonalità intensa e luminosa, ispirata ai colori visti dallo stilista durante una vacanza in Spagna, divenuta uno dei segni cromatici più riconoscibili della moda contemporanea.

Nel corso della sua carriera Valentino ricevette numerosi riconoscimenti: fu nominato Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1985, Cavaliere di Gran Croce nel 1986, Cavaliere del Lavoro nel 1996 e, nel 2006, insignito della Legion d’Onore francese. Parallelamente si impegnò anche nel sociale: nel 1990, insieme a Giammetti, fondò l’associazione L.I.F.E., dedicata alla lotta contro l’AIDS.

Il marchio Valentino fu venduto nel 1998 alla casa tedesca HDP e nel 2002 passò al Gruppo Marzotto. Nel luglio 2007 lo stilista celebrò a Roma i 45 anni della maison con un evento spettacolare al Tempio di Venere nel Foro Romano. Pochi mesi dopo annunciò il suo ritiro dalla moda. Il suo addio fu raccontato nel documentario Valentino: The Last Emperor, che seguì gli ultimi due anni della sua attività.

Dichiaratamente omosessuale, Valentino visse una lunga e intensa relazione con Giancarlo Giammetti; anche dopo la separazione sentimentale, i due rimasero legati da un profondo sodalizio umano e professionale. Successivamente ebbe una relazione con l’ex modello Bruce Hoeksema. Cattolico devoto, Valentino dichiarò più volte la propria fede e l’importanza della preghiera nella sua vita quotidiana.

Con la scomparsa di Valentino si chiude un capitolo fondamentale della storia della moda: quello di un uomo che ha trasformato l’eleganza in linguaggio universale e ha reso il suo nome sinonimo eterno di stile, grazia e bellezza.

“Valentino Garavani”, scrive in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, “non è stato soltanto una guida e un’ispirazione per tutti noi, ma un’autentica fonte di luce, creatività e visione. Il suo esempio straordinario modella il modo in cui pensiamo, creiamo e lavoriamo, e continuerà a guidarci ogni giorno. Con profonda gratitudine e senso di responsabilità, ci impegniamo a onorare la sua eredità portando avanti la sua visione con passione, dedizione, e con un saldo impegno per la bellezza e per il futuro”.




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