La notte di Capodanno ad Amsterdam è stata segnata da un evento drammatico che ha colpito profondamente il patrimonio architettonico della città. Intorno alle ore 00:50 del 1° gennaio 2026, un incendio di vaste proporzioni è divampato presso la Vondelkerk, la chiesa neogotica del XIX secolo situata nel distretto di Amsterdam-West. Le fiamme, che hanno rapidamente avvolto la struttura, hanno causato danni irreparabili, portando al crollo della torre campanaria alta cinquanta metri e di una sezione significativa della navata centrale. Nonostante l’intensità del rogo e il collasso di gran parte del tetto, le autorità locali e i tecnici strutturali intervenuti sul posto hanno confermato che le pareti perimetrali dell’edificio sono rimaste in piedi, escludendo per il momento il rischio di ulteriori crolli strutturali immediati.
La situazione è apparsa critica sin dai primi istanti, tanto che i servizi di emergenza hanno dovuto gestire non solo lo spegnimento delle fiamme, ma anche una complessa operazione di evacuazione dei residenti nelle abitazioni limitrofe. La densità abitativa del quartiere e la massiccia emissione di fumo, unita a una densa pioggia di scintille che si spingeva verso est, hanno reso necessario allontanare decine di persone dalle proprie case per garantire la loro incolumità. Per domare l’incendio, i vigili del fuoco hanno lavorato ininterrottamente per tutta la notte, attingendo grandi quantità d’acqua direttamente dal laghetto del vicino Vondelpark per alimentare le operazioni di spegnimento. Molti cittadini evacuati hanno dovuto trovare un rifugio temporaneo, mentre circa novanta abitazioni sulla Vondelstraat sono rimaste prive di energia elettrica per diverse ore a causa delle precauzioni di sicurezza adottate dai tecnici.
La sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, ha descritto l’evento come un incendio terribile e di estrema intensità, sottolineando che la priorità dell’amministrazione comunale è stata fin da subito il benessere e la sicurezza dei residenti coinvolti. Al momento non sono stati segnalati feriti legati direttamente al rogo della chiesa, ma lo shock tra la popolazione locale è palpabile. Molti abitanti hanno espresso il proprio dolore per la perdita di un edificio che consideravano un punto di riferimento fondamentale per il quartiere. L’area è stata adesso recintata per impedire l’accesso a curiosi e residenti fino a quando la struttura non sarà dichiarata completamente sicura. Le autorità municipali hanno inoltre pianificato interventi di pulizia speciale per rimuovere la fuliggine che si è depositata su giardini, finestre e automobili della zona circostante.
La Vondelkerk non era solo un edificio religioso, ma un monumento simbolo dell’architettura olandese del diciannovesimo secolo. Progettata dal rinomato architetto Pierre Cuypers, lo stesso autore del Rijksmuseum, la chiesa fu concepita intorno al 1870 e completata nel 1880. Cuypers, che risiedeva nei pressi del cantiere, profuse una cura particolare su questa basilica neogotica, che era dedicata al Sacro Cuore di Gesù. La sua costruzione fu resa possibile anche grazie a una grande lotteria nazionale a cui parteciparono figure di spicco dell’epoca, tra cui la regina Sofia di Württemberg e papa Pio IX, che donarono oggetti di valore per raccogliere i fondi necessari al completamento dell’opera.
L’edificio si distingueva per l’uso magistrale dei materiali e per le innovazioni tecniche, come l’impiego di strutture in acciaio per sostenere la torre, una scelta moderna per il periodo. All’interno, la chiesa presentava una ricchezza cromatica unica, con pilastri in mattoni rossi e volte decorate con toni gialli, verdi e bianchi. Tra gli elementi artistici più significativi vi erano le vetrate istoriate raffiguranti i quattro evangelisti e uno scudo centrale che offriva una rappresentazione simbolica di Gerusalemme. Nel corso della sua storia, la Vondelkerk ha vissuto diverse fasi: dopo essere stata chiusa al culto nel 1977 a causa di problemi strutturali e minacciata di demolizione, era stata salvata da una fondazione nel 1980 e successivamente restaurata sotto la guida dell’architetto André van Stigt. Da allora, l’edificio era diventato uno spazio polifunzionale utilizzato per uffici, concerti ed eventi culturali, gestito dall’organizzazione Stadsherstel Amsterdam.
Curiosamente, la storia della Vondelkerk è già stata segnata dal fuoco in passato. Nel novembre del 1904, un altro grave incendio distrusse la torre originale. In quell’occasione, il resto della chiesa fu risparmiato grazie a un ingegnoso anello di acciaio che ne protesse la struttura portante. La torre crollata nella notte di Capodanno 2026 era dunque una ricostruzione successiva, realizzata su progetto di Joseph Cuypers, figlio di Pierre, che aveva mantenuto l’altezza di cinquanta metri voluta dal padre, il quale sosteneva che una torre bassa fosse esteticamente inaccettabile.
Sebbene le cause ufficiali del rogo del 2026 siano ancora oggetto di indagine da parte della polizia e dei vigili del fuoco, l’opinione pubblica e diversi media locali guardano con sospetto all’uso dei fuochi d’artificio durante i festeggiamenti di Capodanno. La notte appena trascorsa è stata definita dalle forze dell’ordine olandesi come caratterizzata da un livello di violenza senza precedenti. In tutto il Paese, la polizia ha dovuto affrontare attacchi diretti con petardi e fuochi d’artificio.
Il bilancio nazionale delle celebrazioni è tragico: almeno due persone hanno perso la vita a seguito di incidenti legati ai botti, un giovane di diciassette anni a Nimega e un uomo di trentotto anni ad Aalsmeer. Gli ospedali, in particolare quello oculistico di Rotterdam, hanno trattato numerosi pazienti per gravi lesioni agli occhi, tra cui molti minorenni. In diverse città come Breda, le forze dell’ordine sono state bersaglio di bombe molotov, portando le autorità a lanciare un raro allerta nazionale via cellulare per invitare i cittadini a contattare i numeri di emergenza solo in caso di pericolo di vita, dato il sovraccarico delle linee. Questa escalation di incidenti giunge in un momento in cui i Paesi Bassi si preparano a introdurre, nel corso del 2026, un divieto nazionale sulla vendita di fuochi d’artificio ai privati, una misura richiesta da anni da medici e forze di polizia per ridurre i danni economici e umani che ogni anno segnano l’inizio del nuovo anno: ad aprile infatti Camera e Senato dei Paesi Bassi avevano votato una legge che introduce questo divieto a partire dal 1° gennaio 2026, ma non sono ancora chiari i termini dell’applicazione (quali saranno i tipi di botti vietati, cosa potrà invece essere venduto, se e come i commercianti che vendono i botti verranno ristorati).
Mentre Amsterdam si risveglia tra le ceneri di uno dei suoi monumenti più cari, la questione della sicurezza durante i festeggiamenti pubblici torna al centro del dibattito politico e sociale. La distruzione della Vondelkerk rappresenta non solo la perdita di un pezzo di storia architettonica, ma anche il simbolo di una notte in cui la festa ha lasciato il posto a una violenza che le istituzioni faticano a contenere.
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