Firenze, nota azienda che produce marmellate finanzia i restauri al Chiostro Grande di Santa Maria Novella


Sarà la Rigoni di Asiago, nota produttrice di marmellate, a finanziare il restauro delle lunette del Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze.

A Firenze può cominciare un nuovo restauro delle lunette del Chiostro grande di Santa Maria Novella, pesantemente danneggiate dall’alluvione del 1966 che devastò il capoluogo toscano, e che continuano a necessitare di una costante manutenzione. Il progetto di restauro, che prevede anche una nuova illuminazione, è interamente finanziato dalla società Rigoni di Asiago, nota azienda produttrice di miele, confetture e marmellate, che è accompagnata da Fondaco srl, società attiva nel settore della consulenza e strategia nella comunicazione associata al recupero e al restauro di opere d’arte e dei beni culturali. L’intervento, la cui fine è prevista per dicembre e che si può vedere quotidianamente online sul sito www.skylinewebcams.com, rientra nel progetto Florence I Care, che il Comune di Firenze porta avanti dal 2011 e che consiste nella ricerca di sponsor per finanziare interventi di restauro su beni culturali cittadini.

Il Chiostro grande di Santa Maria Novella attendeva i restauri dal 1966, anno in cui l’alluvione di Firenze causò danni notevoli di conservazione agli affreschi delle lunette: per cercare di salvarle, furono staccate dalla parete originaria, quindi fatte aderire a un nuovo supporto e ricollocate in loco. I tagli per la rimozione sono ancora visibili e tutte le scene sono abbastanza impoverite di materia a causa dell’operazione di strappo, anche se probabilmente, senza questo tipo di intervento, le lunette sarebbero pervenute a noi in condizioni molto peggiori.

Nel corso degli anni le lunette sono state interessate da numerosi interventi di restauro: tuttavia, l’ambiente favorevole alle correnti, ai flussi di aria e ai depositi di polvere ha fatto sì che le superfici pittoriche abbiano sofferto l’accumulo di sostanze inquinanti che sono penetrate dentro le pitture con conseguente perdita di colore e stuccature incoerenti e malmesse diffuse. Come spesso succede per gli affreschi staccati, si possono notare delle macchie scure che sono dovute alla colla animate non rimossa completamente sulla superficie pittorica che ha causato un attacco di microorganismi. L’intervento di restauro prevede dunque il consolidamento della superficie pittorica, la pulitura dai depositi di sporco, inquinanti e materiali incoerenti, la rimozione delle vecchie stuccature e l’applicazione di nuove stuccature contro fessurazioni e cadute di intonaco. I lavori di restauro, sotto la direzione dei servizi tecnici e belle arti di Palazzo Vecchio, vengono eseguiti dal Consorzio Edile Restauratori, Società Cooperativa a responsabilità limitata di Firenze. L’intervento prevede anche il posizionamento di un nuovo impianto illuminotecnico che verrà realizzato da Enel X.

L’ambiente oggetto dell’intervento è uno dei più preziosi della chiesa: edificato dal 1340 al 1360, fa parte del convento di Santa Maria Novella ed è il più grande chiostro della città. Nel 1565, il duca Cosimo de’ Medici aveva assunto il patronato della chiesa di Santa Maria Novella, anche perché peraltro, a seguito dell’arrivo a Firenze di sua moglie, la nobildonna spagnola Eleonora di Toledo, scomparsa nel 1562, la colonia di suoi compatrioti arrivati con lei dalla Spagna era solita radunarsi in preghiera nella chiesa. A partire da quella data, diversi esponenti della colonia spagnola commissionarono a diversi artisti tra i più importanti del tempo (come lessandro Allori, Santi di Tito, Bernardino Poccetti, Giovanni Maria Butteri, Cosimo Gamberucci, Ludovico Cardi detto il Cigoli e Alessandro Fei detto del Barbiere) la decorazione ad affresco delle lunette, eseguita per lo più tra il 1570 e il 1590. Sono cinquantadue le lunette decorate, e si tratta di uno dei più ampi cicli della pittura controriformata che esistano in Italia.

Nel XVIII secolo il Chiostro venne infine risistemato per quanto riguarda gli elementi lapidei e alcune lunette rimaste vuote vennero dipinte. Dal 1920 il Chiostro ha fatto parte della scuola Marescialli e Brigadieri Carabinieri ma recentemente, nel 2016, è passato a far parte del Museo di Santa Maria Novella.

“In un momento difficile per tutto il settore della cultura”, dichiara il sindaco di Firenze, Dario Nardella, “fa particolarmente piacere vedere che alcune realtà private, che tra l’altro ci hanno già sostenuto in passato, hanno ancora interesse, voglia e passione nell’investire nel sostegno al nostro patrimonio artistico e culturale. Il Comune, fortemente penalizzato dalla pandemia, è lieto che possa continuare questo virtuoso rapporto tra pubblico e privato che ci consente non solo di proteggere ma di valorizzare ed esaltare i nostri monumenti”.

“Proprio nelle scorse settimane”, sottolinea l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, “ho chiesto, insieme ad altri assessori alla cultura delle più importanti città italiane, di estendere ulteriormente lo strumento dell’Art Bonus, che ha dimostrato in questi anni di sapere raccogliere e consentire di ottimizzare per l’ambito del restauro di opere e monumenti storici, svariati milioni di euro. Aumentare la possibilità di sponsorizzazioni e donazioni defiscalizzate in regime Art Bonus al numero più ampio possibile di iniziative e investimenti culturali potrebbe essere davvero un potente volano per la ripartenza”.

“Con questa iniziativa di responsabilità sociale d’impresa”, afferma Andrea Rigoni, amministratore Delegato di Rigoni di Asiago, “vogliamo contribuire a valorizzare un luogo di estrema bellezza e ricco di storia che concorre a rendere splendida Firenze. Diamo avvio al progetto in uno dei momenti più difficili per il nostro Paese. Mi piace condividere con voi questo momento con l’augurio che possa rappresentare un segnale di positività che parta dalla Capitale del Rinascimento e che leghi le logiche imprenditoriali a quelle della cultura in modo che si traducano in una reciproca forza. Desidero ringraziare il Comune di Firenze, la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Firenze e Fondaco Italia per aver reso possibile la nostra partecipazione all’iniziativa che, oltre a consentirci di consolidare il nostro rapporto con l’arte, la cultura e la formazione, ci permette di coinvolgere anche Firenze”.

“Siamo molto contenti di realizzare il quarto intervento a Firenze grazie a Rigoni di Asiago”, sottolinea Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia, “e consolidare la collaborazione con il Comune in questo momento di profondo cambiamento e di grande difficoltà che colpisce tutti. Per questo il restauro assume un significato ancor più importante perché ricco di energia e di positività grazie all’impegno e alla sensibilità di una famiglia di imprenditori che crede nell’Italia e nel valore del suo immenso patrimonio artistico in questa sorta di Grand Tour iniziato nel 2015. Un segnale forte che auspico possa essere di stimolo per altre imprese e costruire, in particolare con i giovani, un rinnovato spirito di appartenenza. Desidero ringraziare il Comune di Firenze e la Soprintendenza per la puntuale disponibilità e collaborazione e Rigoni di Asiago per aver rinnovato la fiducia nel nostro operato”.

Firenze, nota azienda che produce marmellate finanzia i restauri al Chiostro Grande di Santa Maria Novella
Firenze, nota azienda che produce marmellate finanzia i restauri al Chiostro Grande di Santa Maria Novella


Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE



Arte antica     Politica e beni culturali     Patrimonio     Musei     Arte contemporanea     Rinascimento     Seicento     Ottocento     Novecento     Cinquecento     Firenze     Quattrocento     Barocco     Genova     Toscana    

NEWSLETTER