Sfuggita al furto al Louvre del 19 ottobre 2025, la corona dell’imperatrice Eugenia era stata ritrovata ai piedi della Galleria di Apollo. Trattenuta inizialmente dalla polizia giudiziaria a fini istruttori, la corona era stata consegnata il 20 ottobre 2025 al Dipartimento delle Arti Decorative. In questa occasione era stato redatto un primo rapporto sul suo stato di conservazione dal direttore del Dipartimento, Olivier Gabet, e dalla vicedirettrice Anne Dion, responsabile anche di questa sezione delle collezioni.
Nonostante i danni da schiacciamento e la marcata deformazione subita, la corona dell’imperatrice Eugenia ha conservato quasi integralmente la propria struttura e potrà ora essere sottoposta a restauro.
Dall’esame preliminare è emerso che la montatura della corona, caratterizzata da una struttura flessibile e leggera, ha subito una significativa deformazione. Tale alterazione sarebbe stata inizialmente causata dalle sollecitazioni esercitate durante la rimozione dalla teca, attraverso una fessura relativamente stretta praticata con una smerigliatrice angolare, operazione che avrebbe provocato il distacco dei cerchi della corona, uno dei quali risulta disperso nella galleria. Successivamente, un impatto particolarmente violento avrebbe determinato lo schiacciamento della corona. In origine la corona era ornata da otto palmette di diamanti e smeraldi, alternate a otto aquile d’oro. Attualmente risulta mancante una sola aquila, mentre tutte le palmette sono state recuperate, sebbene quattro si siano staccate dalla montatura e presentino in alcuni casi deformazioni. Il globo centrale, decorato con diamanti e smeraldi, è invece rimasto integro e saldamente fissato alla struttura, senza perdite di elementi.
Composta originariamente da 56 smeraldi, la corona li conserva tutti; dei 1.354 diamanti che la arricchivano, soltanto una decina di piccolissime pietre che correvano lungo il perimetro inferiore risultano mancanti, mentre altre nove si sono staccate ma sono state recuperate.
Sebbene la forma complessiva della corona risulti alterata, quasi tutti i suoi componenti sono ancora presenti e manca un solo elemento decorativo. Di conseguenza, il restauro potrà essere realizzato integralmente senza ricorrere a ricostruzioni o riproduzioni, limitandosi al rimodellamento della struttura originaria.
Come avviene per tutte le opere appartenenti alle collezioni nazionali francesi, il restauro della corona sarà affidato a un restauratore accreditato selezionato tramite gara d’appalto, nel pieno rispetto del Codice del Patrimonio, della Legge sui Musei e del Codice degli Appalti Pubblici. In questo quadro saranno inoltre redatti rapporti sullo stato di conservazione più approfonditi e tecnici. Data la portata simbolica e al tempo stesso inedita di un intervento di questo tipo, nonché l’elevata specificità dell’oggetto da restaurare, l’incarico del professionista selezionato sarà affiancato dalla costituzione di un comitato consultivo di esperti, che avrà il compito di affiancare il restauratore, contribuendo con indicazioni e valutazioni sulle scelte operative e sulla metodologia di intervento.
Il comitato sarà presieduto da Laurence des Cars, Presidente-Direttrice del Museo del Louvre, e riunirà Anne Dion, vicedirettrice del Dipartimento delle Arti Decorative del Museo del Louvre, Michèle Heuzé, storica della gioielleria e dei metalli preziosi, Anaïs Alchus, conservatrice responsabile delle arti decorative del Secondo Impero presso il Museo d’Orsay, François Farges, mineralogista e professore al Museo nazionale di storia naturale, Emmanuel Plé, responsabile del laboratorio dei metalli storici e dei corsi di arti decorative al C2RMF, e Olivier Gabet, direttore del Dipartimento delle Arti Decorative del Museo del Louvre. Accanto a questi membri, saranno inoltre invitati uno o più rappresentanti delle cinque storiche maison di gioielleria francesi la cui lunga tradizione si intreccia profondamente con la storia dei diamanti della Corona: Mellerio, Chaumet, Cartier, Boucheron e Van Cleef & Arpels, in particolare attraverso i loro capi-laboratorio e artigiani.
Fin dall’annuncio del furto della corona dell’imperatrice Eugenia, avvenuto il 19 ottobre 2025, e dopo il suo successivo recupero, ciascuna di queste prestigiose maison ha manifestato la volontà di sostenere il restauro di quest’opera.
In occasione dell’Esposizione Universale del 1855, Napoleone III commissionò la corona dell’imperatrice Eugenia ad Alexandre Gabriel Lemonnier, gioielliere ufficiale dell’Imperatore, affidandogli la realizzazione di due corone distinte, una destinata all’Imperatore e l’altra all’Imperatrice. Per portare a termine quest’incarico, Lemonnier riunì un’équipe di collaboratori specializzati. Tra questi figurava lo scultore Gilbert (1816–1891), probabilmente responsabile della modellazione delle aquile che formano gli archi della corona, alternati a palmette impreziosite da diamanti. Il gioielliere Pierre Maheu (1807–1866) fu invece chiamato a dirigere il laboratorio incaricato del progetto. La selezione delle gemme e la definizione della loro disposizione furono affidate a Devin, ispettore dei diamanti della Corona. Presentata all’Esposizione del 1855, la corona dell’Imperatrice venne descritta dai commentatori dell’epoca come “più leggera e civettuola” rispetto a quella dell’Imperatore, pur mantenendo una solennità adeguata al suo ruolo, come riportato da Arnoux nel 1856.
Dopo la caduta dell’Impero e la conseguente liquidazione della Lista Civile, si rese necessario un risarcimento a favore dell’Imperatore, che aveva contribuito ad arricchire la collezione dei Gioielli della Corona a spese di tale fondo. Alla sua morte, nel 1875, la corona fu quindi restituita a Eugenia. Questa restituzione ne garantì la conservazione, sottraendola alla distruzione che colpì invece la corona dell’Imperatore nel 1887 durante la vendita dei Gioielli della Corona ordinata dalla Terza Repubblica.
Lasciata in eredità dal sovrano nel 1920 alla principessa Maria Clotilde Napoleone, contessa di Witt, la corona fu infine acquisita dal Museo del Louvre nel 1988. Pur non essendo mai stata utilizzata per un’incoronazione, e forse neppure indossata, poiché l’imperatrice Eugenia non fu mai formalmente incoronata, la corona rimane un oggetto di eccezionale rilevanza storica. Insieme alla corona di Luigi XV, i cui diamanti originali furono sostituiti da repliche subito dopo l’incoronazione, e alla cosiddetta corona di Carlo Magno, realizzata nel 1804 per l’incoronazione di Napoleone I, quella dell’Imperatrice Eugenia rappresenta una delle pochissime corone sovrane conservate in Francia.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.