Il governo approva la manovra di bilancio, ecco le misure per cultura e turismo


Dal governo via libera al testo della manovra di bilancio 2024, che ora passerà in Parlamento. Ecco le misure per cultura e turismo, dall’abolizione del bonus diciottenni ai rinnovi contrattuali dei lavoratori della cultura passando per la spending review dei ministeri.

Si appresta a essere vagliata da Camera e Senato la Manovra di Bilancio approvata dal Governo che dopo una riunione tra partiti di maggioranza dovrebbe arrivare in aula con l’accordo di non avere emendamenti presentati da parlamentari di maggioranza. Quindi, stante il gentlemen’s agreement, il testo approvato da Palazzo Chigi come entra dovrebbe uscire salvo libertà di deputati e senatori anche di maggioranza di presentarne e trovare i voti per cambiare il testo. Dopo la firma del presidente Sergio Mattarella e la “bollinatura” della Ragioneria centrale dello Stato il testo del DDL, che al momento conta 109 articoli, è approdato al Senato per l’inizio della discussione parlamentare partendo dalla Commissione Bilancio di Palazzo Madama alla quale entro il 10 novembre dovranno arrivare i pareri di tutte le altre commissioni. Poi ci sarà l’avvio delle audizioni delle parti sociali e la discussione per trasmettere il testo in Aula entro il 27 novembre. Poi il testo passerà alla Camera dei Deputati. Vediamo quindi come si prospetta la nuova Legge di Bilancio per quanto riguarda Cultura e Turismo.

App18 eliminata e sostituita da Carta cultura e la Carta del Merito.

Cominciamo dal dare conto di quello che non ci sarà più: la App18 era un Bonus introdotto nel 2016 con il ministro Franceschini che prevedeva 500 euro per i neo-maggiorenni da spendere in servizi e prodotti culturali, come musica, concerti, cinema, eventi culturali, musei, libri, parchi e monumenti, danza e teatro, corsi di lingua straniera, prodotti dell’editoria audiovisiva e abbonamenti a quotidiani anche in formato digitale. Dal 2024 sarà sarà sostituito da due misure differenti: Carta Cultura e la Carta del Merito, entrambe da 500 euro e cumulabili dove però la prima sarà legata al reddito con un Isee massimo di 35mila euro, mentre la seconda è rivolta agli studenti che abbiano preso 100, il massimo, all’esame di maturità. Proprio alcuni giorni fa il ministro Sangiuliano aveva espresso la necessità di ridefinizione del Bonus cultura dopo che la Guardia di Finanza aveva indagate quattro persone accusate di frode ai danni dello Stato tramite la simulazione di acquisto di libri attraverso il bonus: “L’ennesima truffa sul Bonus Cultura scoperta dalle indagini della Guardia di Finanza conferma la bontà della decisione presa a suo tempo di superare questo strumento con la Carta Giovani e la Carta del Merito”.

Quotidiano in classe

Viene rinnovato ma modificato il contributo per le scuole che vogliano acquistare abbonamenti ai quotidiani e periodici, anche online fino al 90% della spesa, dal prossimo anno scolastico. In vigore già da tre anni la misura vede eliminate delle restrizioni che conteneva.

Affitti brevi per locazioni turistiche

Tema di stretta attualità per i tanti italiani che hanno una seconda casa (il mercato degli affitti brevi conta 640mila seconde case inutilizzate attualmente a reddito con affitti brevi, l’1,8% delle case esistenti in Italia; inoltre circa il 96% delle case in offerta sui siti web appartiene a proprietari singoli) e per i centri storici delle città d’arte è quello riguardante le novità su cedolare secca e affitti brevi per turisti. Per questo tipo di immobili così affittati arriva viene istituito a livello nazionale quello che c’è già in alcune Regioni: il codice identificativo unico. Strumento che servirà, nelle intenzioni, a far emergere il sommerso visto che si andrà a identificare i proprietari che affittano case e controllarne il pagamento delle tasse, che vedrà un cambio del regime fiscale con la la cedolare secca che sale dal 21 al 26% ma solo dalla seconda alla quarta casa messa in affitto fino a 30 giorni. Per la prima casa messa in affitto la cedolare secca resta al 21%. Il gettito stimato delle maggiori entrate del combinato disposto di queste due norme è di circa un miliardo. Soddisfatta la ministra del Turismo Santanchè: “La Manovra accoglie le mie proposta di riforma sul tema affitti brevi e nel contesto della cedolare secca l’introduzione del CIN Codice identificativo nazionale ci permetterà di contrastare il sommerso e l’abusivismo e di rispondere, al tempo stesso, ad una chiara esigenza delle stesse piattaforme online di avere regole certe nazionali. Un passo avanti per normalizzare un settore che era più simile ad un Far West”. E sulla cedolare secca dice che “quella di innalzare l’aliquota in base al numero di case e dalla modalità di messa a reddito è una scelta di buonsenso che rispetta la proprietà privata, ma soprattutto che non mette le mani in tasca degli italiani. Oggi mettiamo ordine in un settore che non era mai stato toccato da chi ci ha preceduto, lo facciamo senza aumentare le tasse, ma regolamentando e reinvestendo quei denari su famiglie, imprese e sviluppo. A chi, dalle opposizioni, ha sperato che la granitica unione maggioranza si sgretolasse di fronte al bene degli italiani dico riprova sarai più fortunata”. Per Confedilizia invece è “una scelta sbagliata fatta per accontentare gli albergatori” che porterà a “qualche casa sfitta in più, si alimenterà il sommerso e i borghi delle nostre aree interne avranno qualche speranza in meno di tornare a vivere”.

Tassa di soggiorno

Due novità in arrivo per i Comuni. Le Amministrazioni dei comuni capoluogo, le unioni di comuni e le città d’arte e turistiche, infatti, per l’anno del Giubileo della Chiesa cattolica nel 2025 potranno incrementare fino a 2 euro per notte l’imposta di soggiorno a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive del proprio comune.

Giubileo

Sempre per il Giubileo lo stato inoltre stanzia 600 milioni di euro per la realizzazione delle opere e degli interventi necessari per l’anno di celebrazione.

Tassa d’imbarco e tassa di sbarco

Per i Comuni capoluogo di Città Metropolitana è prevista la possibilità, per quelli con porto o aeroporto, di aumento delle tasse d’imbarco e di sbarco, con “un incremento dell’addizionale comunale all’Irpef non superiore a 0,4 punti percentuali” e “un’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale e aeroportuale per passeggero non superiore a 3 euro per passeggero”. Il Corriere della Sera stima un incremento nelle relative casse comunali di 380 milioni di euro. La tassa d’imbarco fu introdotta nel 2004 con il valore di 1 euro, oggi è arrivata a 6,5 euro in molti aeroporti italiani, 7,5 euro a Roma Fiumicino e Ciampino e 9 euro a Venezia. Come sottolinea il Corriere, “se i Comuni decidessero di incrementare l’imposta di tre euro, ovvero fino al massimo consentito, i viaggiatori dall’Italia pagheranno di addizionale comunale dai 9,5 euro a 12 euro”. Giusto per saperlo, vediamo come è suddivisa la tassa, prendiamo il caso dello scalo con la tassa a 6,5 euro di addizionale: 1 euro è diviso tra Enav, Comuni aeroportuali e misure volte alla sicurezza, 50 centesimi sono finalizzati a ridurre il costo per lo Stato del servizio antincendi negli aeroporti, 1,5 euro sono per il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, 3,5 euro vanno all’INPS per il sostegno delle gestioni previdenziali.

Detassazione lavoratori comparto turismo, servizi e affini

Il testo della Manovra prevede che ai lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e ai lavoratori del comparto del turismo (Alberghi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari e termali), è riconosciuto un trattamento integrativo speciale, che non concorre alla formazione del reddito, pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte in relazione al lavoro notturno e alle prestazioni di lavoro straordinario effettuate nei giorni festivi.

Canone RAI

La più grande impresa culturale italiana, la chiama qualcuno. Eppure la Rai fa sempre discutere sia fuori che dietro lo schermo. Dopo la riduzione del canone già avvenuto nel 2016 con pagamento tramite addebito sulla bolletta elettrica il Governo ha decis una nuova riduzione dagli attuali 90 a 70 euro all’anno. In compenso l’emittente pubblica riceverà dallo Stato (la fiscalità generale) un contributo pari a 430 milioni di euro per l’anno 2024 per il “miglioramento della qualità del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale su tutto il territorio nazionale” ed è allo studio anche un innalzamento del tetto pubblicitario. Il ministro allo Sviluppo economico Giorgetti sulle modalità di pagamento non ha escluso che in futuro questo possa avvenire non più tramite la bolletta elettrica ma quella dell’utenza dello smartphone e tablet per lo streaming via piattaforma.

Stipendi lavoratori cultura

Per i contratti della pubblica amministrazione arrivano 8 miliardi di nuove risorse che riguarderanno quindi anche il comparto dei dipendenti nel settore cultura. Con i rinnovi contrattuali sono 3 i miliardi previsti per in 2024 e 5 nel 2025.

Spending review ai Ministeri: 2,5 miliardi di tagli in tre anni

Per finanziare la manovra sono previste delle revisioni di spesa nei vari ministeri che dovranno raggiungere circa i 2 miliardi e mezzo in tre anni. Coinvolti tutti i ministeri: per quello della Cultura dovrà tagliare 71 milioni e il Turismo 11 milioni.

Parchi Archeologici

Al fine di sostenere la realizzazione di una campagna nazionale di scavi archeologici a Pompei e negli altri parchi archeologici nazionali, nonché interventi per la sicurezza e la conservazione e attività finalizzate alla tutela delle aree e delle zone di interesse archeologico è autorizzata la spesa di 4 milioni di euro annui a decorrere dal 2024. E al fine di assicurare la tutela e la valorizzazione degli istituti e luoghi della cultura nazionali, in particolare delle aree e dei parchi archeologici, attraverso un processo virtuoso di manutenzione ordinaria e programmata, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro annui a decorrere dal 2024.

Fondi per tutela e valorizzazione da eventi culturali

Il Ministro della cultura può disporre con propri decreti che una quota dei proventi conseguiti in occasione di concerti, mostre, manifestazioni culturali e altri eventi, dagli uffici del Ministero della cultura dotati di autonomia o, in accordo con i soggetti interessati, dagli enti controllati o vigilati dal medesimo Ministero, incluse le Fondazioni lirico sinfoniche e i teatri nazionali, nonché dai teatri di tradizione, dalle istituzioni concertistico-orchestrali e dai musei accreditati al sistema museale al netto dei relativi oneri, sia versata all’entrata del bilancio dello Stato e riassegnata nel corrispondente esercizio finanziario con decreti del Ragioniere Generale dello Stato allo stato di previsione della spesa del Ministero della cultura, per essere destinata alla tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali

Cinema. 20 milioni per il Fondo, modifiche al Tax credit

Al fine di consentire una più diffusa e omogenea distribuzione delle sale cinematografiche sul territorio nazionale, di stimolare gli investimenti per l’adeguamento funzionale e tecnologico delle sale cinematografiche attive, tenuto conto anche delle esigenze delle persone con disabilità è costituita un’apposita sezione del Fondo per il cinema e l’audiovisivo, con dotazione fino a 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2024, per la concessione di contributi a fondo perduto, ovvero contributi in conto interessi sui mutui o locazioni finanziarie. In un’intervista pubblicata dalla Stampa, il 24 ottobre, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni spiegava che “Il fondo per il cinema perderà 50 milioni, non 100 milioni. Di questi, 36 milioni li chiede il ministero dell’Economia come taglio lineare del 5% chiesto a tutti i dicasteri, mentre 14 milioni verranno invece spostati ad altre voci sempre della cultura”. Per quanto riguarda invece il tax credit per cinema non sarà più del 40% ma potrà variare tra il 20 e il 40% in relazione alle dimensioni di impresa o gruppi di imprese nonché in relazione a determinati costi eleggibili o soglie di costo eleggibile, ferma rimanendo la misura massima del 40 per cento. “La norma” ha precisato il Sottosegretario Borgonzoni con una nota “serve a poter inserire uno strumento, discusso e in valutazione con tutte le associazioni del comparto audiovisivo, per rendere il sistema più efficiente, un descaletor legato agli investimenti. La valutazione parte dal fatto che un film da 30 milioni non può beneficiare di un 40% come uno da 10. Inserire un parametro decrescente senza creare problemi al settore e lasciandolo competitivo rispetto ai mercati nostri diretti competitor”. Il Tax credit per l’audiovisivo l’aliquota del 40 per cento può essere prevista in via prioritaria per le opere realizzate per essere distribuite attraverso un’emittente televisiva nazionale e, congiuntamente, in coproduzione internazionale ovvero per le opere audiovisive di produzione internazionale; per le opere non realizzate in coproduzione internazionale ovvero che non siano opere audiovisive di produzione internazionale. Lo spiegava la sottosegretaria nell’intervista: “C’era una stortura da correggere. Quando in Italia arriva un attore, regista o sceneggiatore straniero gode di un credito di imposta del 40%, ma in realtà paga il 30% di tasse. Gli davamo indietro più di quello che pagava effettivamente. La tax credit rimarrà al 40% per i film internazionali in Italia solo se queste produzioni comprendono un attore, sceneggiatore o regista italiano. Altrimenti scenderà al 30%. Un sistema di premialità per chi chiama sul set professionisti italiani. Il Ministro Sangiuliano rivendica le novità perché aiutano a “incentivare la produzione e la promozione di opere di qualità”. Con decreto del Ministro è la modalità prevista per l’erogazione di fondi fino a 200 mila euro all’anno per le attività di promozione cinematografica e audiovisiva.

La Commissione di esperti

Per stabilire l’entità del tax credit e la destinazione delle risorse è prevista una Commissione per valutare la qualità artistica e culturale composta da esperti nominati dal Ministro tra personalità di comprovata qualificazione professionale nel settore. Con decreto del Ministro si provvederà a disciplinare le modalità di costituzione e di funzionamento della Commissione, il numero dei componenti, 15, e, tenuto conto della professionalità e dell’impegno richiesto, la misura delle indennità loro spettanti nel limite di 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2024.

Sale cinematografiche

Inoltre, di potenziare l’offerta cinematografica e in particolare per favorire le attività e lo sviluppo delle sale cinematografiche, agli esercenti sale cinematografiche è riconosciuto un credito d’imposta nella misura massima del 40 per cento dei costi di funzionamento delle sale cinematografiche, se esercitate da grandi imprese, o nella misura massima del 60 per cento dei medesimi costi, se esercitate da piccole o medie imprese.

Il governo approva la manovra di bilancio, ecco le misure per cultura e turismo
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