Marmi del Partenone, timida apertura del British: “necessario concludere un accordo”


Arriva una timida apertura del British Museum sul caso dei marmi del Partenone. Il presidente, George Osborne, ha dichiarato che è necessario giungere a un accordo in cui si possano “raccontare entrambe le storie ad Atene e a Londra”.

Ci sono timide aperture da parte inglese nel caso dei marmi del Partenone, l’insieme di sculture oggi al British Museum ma che in antico decoravano il grande tempio di Atene, che furono asportate nel 1901 da Lord Elgin, e delle quali la Grecia reclama da tempo la restituzione. Questo martedì, infatti, il presidente del British Museum, George Osborne, in un’intervista all’emittente radio LBC, ha fatto intendere che in futuro si potrebbe arrivare a un accordo con Atene, anche se al momento non è dato sapere di più.

“È necessario concludere un accordo”, ha detto Osborne, “in cui possiamo raccontare entrambe le storie ad Atene e a Londra se entrambi ci avviciniamo a questo senza un carico di precondizioni, senza un carico di linee rosse... Le persone ragionevoli potrebbero organizzare qualcosa che valorizzi al meglio i marmi del Partenone, ma se una delle parti dice che non c’è niente da fare, allora non ci sarà un accordo”. Il giornalista che ha intervistato Osborne, Andrew Marr, gli ha quindi chiesto se questo significa che possono esserci le condizioni per spostare alcuni dei marmi in Grecia, almeno temporaneamente. Il presidente ha risposto che si tratta di un accordo fattibile, ma anche che il presidente non può parlare in vece dei trustees del museo, che decideranno sul da farsi.

Il British Museum ha anche rilasciato una nota caratterizzata da toni più morbidi rispetto a quelli usati in passato. “Il museo”, si legge nella nota, “è sempre disposto a prendere in considerazione le richieste di prendere in prestito qualsiasi oggetto dalla collezione. Queste bellissime opere d’arte sono amate da una comunità mondiale e crediamo che l’accesso del pubblico debba essere al centro di queste conversazioni; troppo spesso le discussioni sono limitate a un contesto legalistico e contraddittorio invece di concentrarsi su come condividere le sculture con un mondo più ampio. Approfondire l’accesso del pubblico, creare nuovi modi e opportunità per condividere e comprendere le collezioni in tutto il mondo, rimane al centro di ciò che il British Museum cerca di ottenere”.

Insomma, toni decisamente più distesi rispetto a quando, nel 2019, il British Museum faceva sapere alla Grecia che di prestito si poteva parlare solo qualora Atene avesse riconosciuto formalmente la proprietà inglese dei marmi. Inoltre, è interessante anche la tempistica dell’intervista a Osborne, che arriva pochi giorni dopo la restituzione alla Grecia del Frammento di Palermo, l’unico marmo del Partenone conservato in Italia, e l’annuncio di un prossimo incontro formale tra Grecia e Regno Unito per decidere del caso.

Al momento non c’è ancora niente di concreto, ma dati questi ultimi sviluppi non è detto che la situazione, per i marmi del Partenone, non possa cambiare in un futuro abbastanza ravvicinato.

Immagine: Marmi del Partenone, la parte meridionale del frontone est al British Museum. Foto di Brian Jeffery Beggerly

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Marmi del Partenone, timida apertura del British: “necessario concludere un accordo”


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