Napolitano vince causa contro Sallusti e devolve risarcimento al Museo dell'Ebraismo


Il presidente emerito Giorgio Napolitano ha vinto una causa per diffamazione contro il giornalista Alessandro Sallusti e ha deciso di devolvere il risarcimento, 30.000 euro, al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara.

Il presidente emerito e senatore a vita Giorgio Napolitano ha vinto una causa per diffamazione contro Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, e ha deciso di devolvere al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) di Ferrara il risarcimento di 30.000 euro che il Tribunale Civile di Roma ha imposto come pena pecuniaria al giornalista. Il museo è stato scelto come destinatariod ella donazione in quanto “luogo di memoria della storica presenza ebraica in Italia, di testimonianza delle persecuzioni razziali e della Shoah e di promozione del dialogo e della civile convivenza tra culture, religioni e tradizioni diverse”, riferisce il portavoce di Napolitano.

Il Tribunale di Roma, si legge in una nota dello staff di Giorgio Napolitano, “ha affermato che nei titoli e negli articoli riportati Sallusti si riferisce reiteratamente al senatore Napolitano utilizzando oltre ad espressioni ed accostamenti suggestivi, allusivi ed insinuanti, termini quali trame, golpe, complotto, alto tradimento che travalicando il limite della continenza e correttezza espressiva si traducono in un attacco alla persona e alla dignità dell’ex Capo dello Stato che integra gli estremi della diffamazione e, segnatamente, dato il mezzo usato, della diffamazione a mezzo stampa”.

“Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine al presidente emerito Giorgio Napolitano che ha riconosciuto il ruolo del MEIS quale luogo di testimonianza e di divulgazione della storica presenza ebraica in Italia, di memoria delle persecuzioni razziali e della Shoah e di promozione del dialogo e della civile convivenza tra culture, religioni e tradizioni diverse”, dichiarano il presidente del MEIS, Dario Disegni, e il direttore del museo, Amedeo Spagnoletto. “Sentiamo ancora più forte e saldo il senso di responsabilità per la missione che lo Stato italiano ha affidato al MEIS, che racconta la storia di ognuno di noi e celebra la ricchezza della diversità e del dialogo”.

Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah - MEIS di Ferrara nasce con la legge del 17 aprile 2003 n. 91, poi emendata dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006, “quale testimonianza delle vicende che hanno caratterizzato la bimillenaria presenza ebraica in Italia”. La legge riconosce e valorizza l’eccezionale continuità di un percorso ricco, ininterrotto, ma ai più sconosciuto, in cui gli ebrei hanno portato alla storia e al tessuto del paese le proprie tradizioni e un fondamentale contributo culturale, tra periodi di convivenza e interazioni feconde, e altri di discriminazione e persecuzioni, come la chiusura nei ghetti e la tragedia della Shoah. Il museo vuole essere anche un laboratorio di idee e di riflessioni aperto a tutti, che stimola il dibattito sull’ebraismo e sul valore del dialogo tra culture.

Foto: la facciata del MEIS di Ferrara. Credit

Napolitano vince causa contro Sallusti e devolve risarcimento al Museo dell'Ebraismo
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