Norcia, sequestrato il Centro Polivalente e indagato il suo autore, l'architetto Stefano Boeri


Norcia, sequestrato il Centro Polivalente e indagato Stefano Boeri, autore dell’edificio. La procura di Spoleto ritiene che siano state violate le norme paesaggistiche e non solo.

È stato posto sotto sequestro il Centro Polivalente di Norcia, la struttura costruita dopo il sisma che ha colpito l’Italia centrale nel 2016: l’edificio, inaugurato lo scorso giugno, è stato realizzato grazie ai fondi raccolti da Tg La7 e Corriere della Sera nell’ambito della campagna Un aiuto subito. Il Centro, che dispone di una superficie di 450 metri quadrati, è divenuto sede del nuovo Centro operativo comunale ma ha anche spazi destinati alle associazioni del territorio, oltre che ambienti per iniziative varie. Il sequestro è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari di Spoleto su richiesta della procura. Le contestazioni mosse alla costruzione: il fatto che il Centro Polivalente insista su di un’area sottoposta a tutela paesaggistica senz’aver ottenuto il necessario permesso della Soprintendenza, e il carattere permanente della struttura, in deroga alla normativa per la gestione dell’emergenza che prevede la realizzazione di strutture temporanee. Nell’ambito delle indagini sono stati notificati anche avvisi di garanzia al sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, e all’architetto Stefano Boeri, che ha progettato l’edificio, prestando gratuitamente la propria opera.

Ovviamente a nulla è valso il fatto che il Centro fosse considerato dagli abitanti di Norcia un simbolo della rinascita della città e il fatto che da subito si sia posto come una struttura indispensabile per i cittadini, che vi hanno subito trovato un punto di riferimento sicuro, un luogo di aggregazione. In sostanza, il giudice equipara la realizzazione del Centro a un abuso edilizio: nel provvedimento emanato dal gip si legge che l’opera “veniva indicata come ’struttura permanente polivalente in legno a uso sociale’, contrariamente a quanto previsto nella disciplina legale della procedura amministrativa seguita, la cui applicazione è limitata a opere temporanee” e che “l’abuso edilizio commesso è destinato ad avere un’incidenza negativa sulle diverse matrici ambientali e un impatto su una zona oggetto di particolare tutela”.

L’architetto Boeri, raggiunto dal Corriere della Sera, ha parlato di un “equivoco”, dal momento che l’edificio è costruito interamente in legno e lo si può dunque smontare pezzo per pezzo: dal punto di vista tecnico sarebbe dunque un’opera temporanea. “È una struttura fatta tutta di pannelli prefabbricati in legno”, ha dichiarato Stefano Boeri, “montati con bulloni e viti a secco. Perfino i serramenti e gli impianti sono stati fatti con accorgimenti tecnici particolari per essere rimovibili. È tutta smontabile e semovente”. La procura ha anche contestato la base in cemento armato. La replica di Boeri: “Qui bisogna essere seri. Quella è una zona dove c’è stato un terremoto devastante. Il Comune ci ha chiesto una struttura sicura dove potessero trovare accoglienza le persone che durante il sisma sono rimaste a dormire all’aperto senza saper dove andare. Noi, per essere attenti, abbiamo fatto una base molto più leggera. Con cordoli e travi in cemento, e un vespaio areato che si rimuove facilmente. Ma se non va bene mi chiedo: sequestreranno anche tutte le casette (soluzioni abitative di emergenza) con platea in cemento armato?”. Quanto invece al fatto che l’edificio insiste su di un’area sottoposta a tutela, Boeri risponde affermando che l’area su cui sorge il Centro Polivalente è stata individuata dal Comune in seguito a un’ordinanza del sindaco coerente con le ordinanze della Protezione Civile, e che l’iter di costruzione è stato seguito dall’archeologo della Soprintendenza.

La procura di Spoleto è stata quindi contestata (nell’edizione delle 20 del Tg La7 di ieri, il direttore Enrico Mentana ha utilizzato parole molto dure: “è una vergogna che ci si trovi a dover dire che se, come immaginiamo, tutto questo finirà in nulla, saremo noi che dovremo ricorrere alla magistratura per dover vedere, in qualche modo, risarcita moralmente la dannosità di questa situazione, il danno reputazionale che tutti noi e tutti voi, dando dei soldi per costruire questa struttura, state subendo da questa iniziativa improvvida della magistratura inquirente di Spoleto”). Tuttavia il procuratore, Alessandro Cannavale, ha inviato nelle ultime ore un comunicato per difendere il suo operato. “Individuare nei magistrati della procura di Spoleto il capro espiatorio da additare agli abitanti di Norcia come bersaglio per risentimenti e timori”, si legge nella nota, “è ingiustificato, anche prescindendo dalla definitiva valutazione sulla fondatezza dell’accusa, che spetterà al giudice”. Entrando nel merito del provvedimento, si legge che “né in seguito agli eventi sismici del 2016 né in seguito ai precedenti terremoti, la normativa di emergenza ha mai neppure lontanamente ipotizzato che ai sindaci, alla protezione civile o ad altre autorità fosse consentito autorizzare nuove costruzioni derogando in via generale e incondizionata alle norme urbanistiche ordinarie. Il sequestro della struttura non può provocare pregiudizi o ritardi all’opera di ricostruzione, né all’assistenza alle popolazioni in caso di futuri terremoti”.

Nell’immagine: il Centro Polivalente di Norcia. Copyright Stefano Boeri Architetti

Norcia, sequestrato il Centro Polivalente e indagato il suo autore, l'architetto Stefano Boeri
Norcia, sequestrato il Centro Polivalente e indagato il suo autore, l'architetto Stefano Boeri


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