Riccione, la proposta di David2 per Villa Mussolini: farla diventare polo di arte e design


A Riccione è in vendita Villa Mussolini, e la società David2 srl, uno dei tre soggetti che hanno partecipato alla gara, punta a trasformare la sede in un centro culturale con focus su futurismo, modernismo e arti applicate. Il progetto prevede una parte allestita a raccolta permanente e una parte riservata alle mostre per arricchire l’offerta culturale della città.

Un centro espositivo focalizzato soprattutto sulle arti applicate, che possa moltiplicare l’offerta culturale della città di Riccione, e una collezione permanente dedicata al futurismo e al modernismo. È questo, in estrema sintesi, il progetto che la società David2 srl di Torino ha in mente per Villa Mussolini, che è stata messa in vendita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini a fine 2025 (proprio a vent’anni dalla sua inaugurazione come polo culturale, a seguito dei lavori di riqualificazione degli anni Novanta) e che fino allo scorso anno è stata sede di mostre fotografiche di richiamo nazionale. Alla chiusura dei termini per le proposte, il 22 dicembre scorso, le offerte arrivate sono state tre: una da parte del Comune (che per lungo tempo ha gestito il bene), e due da parte di privati. Uno di questi privati è David2 srl che ha già idee precise su quello che vorrebbe fare dell’edificio e ha proposto un piano che, per la parte culturale, si è avvalso della consulenza di Enzo Biffi Gentili, storico, critico, curatore indipendente, studioso di arti applicate e di allestimenti, curatore di numerose mostre e autore di libri e cataloghi su design, arredamento, disegno industriale.

Villa Mussolini
Villa Mussolini

Per quel che riguarda le attività, la società torinese intenderebbe avviare una collaborazione operativa con il Comune di Riccione: David2, in particolare, si è resa disponibile a una co-progettazione e cogestione, con l’obiettivo di integrare e arricchire le stagioni espositive cittadine senza gravare ulteriormente sulla collettività. Un qualcosa di simile a quello che è avvenuto fino all’anno scorso, quando a occuparsi delle mostre allestite a Villa Mussolini sono state società private specializzate in organizzazione di esposizioni, come Civita, che si è occupata delle recenti rassegne. La società torinese vorrebbe a questo proposito rivalutare i rapporti storici rapporti tra Piemonte e Riviera romagnola, che riguardano innanzitutto l’architettura e il design: molti infatti gli edifici, come le ex Colonie Novarese a Miramare, o l’acquario Le Navi di Cattolica, che sono legati a committenti, architetti, ingegneri, vicende piemontesi, così come la tradizione dei locali notturni romagnoli, dal punto di vista degli interni e del design, ha ulteriori connessioni (si pensi, per esempio, a locali come il Piper di Torino o L’Altro Mondo di Rimini, entrambi progettati dagli stessi architetti, ovvero Pietro Derossi e Giorgio Ceretti). Senza contare poi le continuità nella musica e nel cinema. Su quest’ultimo ambito, si può citare l’architetto riminese di nascita, ma torinese di formazione, Addo Cupi, che intervenne sul Palazzo Valloni a Rimini, divenuto poi sede del mitico cinema Fulgor, ovvero il luogo dove avvenne l’imprinting di Federico Fellini attraverso la visione, per sua stessa affermazione, di un film estremamente rilevante (per l’epoca e anche per oggi) come Maciste all’Inferno di Guido Brignone con Bartolomeo Pagano, girato nel 1925 negli stabilimenti torinesi della Fert e per gli esterni nella valle della Stura di Demonte in Provincia di Cuneo. Dopo alcune anteprime alla Fiera di Milano, fu distribuito, in definitiva versione censurata, nel 1926: l’idea di David2 è quella di celebrare in riviera il centenario del film, e tra le prime attività proposte c’è proprio un’azione che ricordi l’importanza del lungometraggio, per il quale David2 avrebbe l’intenzione di chiedere un’eventuale collaborazione con il Museo del Cinema di Torino, anche per verificare la possibilità di recuperare le scene “licenziose” tagliate cent’anni fa per tutelare la pubblica morale secondo la mentalità dell’epoca. Da ricordare inoltre che Maciste all’Inferno, film muto, è stato “musicato” dai CCCP – Fedeli alla Linea: una prova documentale di quella “mediazione culturale” tra generazioni che David2 ha indicato in premessa come uno dei fondamenti del suo progetto.

Proprio sulla musica, la società mira ad avviare delle azioni che ricordino la Francesca da Rimini di Gabriele d’Annunzio, opera a soggetto romagnolo rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 19 febbraio 1914. Un’altra proposta riguarda Fred Buscaglione, il cantante torinese a lungo presente in Riviera: David2 vorrebbe celebrarlo trasferendo a Riccione una grande installazione luminosa e sonora dedicata al cantante torinese dall’artista Sergio Cascavilla, una sorta di tempietto-giostrina che consente l’ascolto, premendo un pulsante che attiva un juke-box nascosto, di una canzone di Fred selezionata casualmente tra le cinquanta registrate e dopo averla ascoltata tutta attentamente, di chiedere l’esaudimento di un desiderio d’amore da parte dell’utente.

Come anticipato, David2 vorrebbe anche fare di Villa Mussolini la sede di una collezione permanente i cui elementi verranno esposti a rotazione. Il fondo di dotazione, qualora la società risultasse vincitrice, verrebbe garantito dalla collezione di Elena e Massimo Massano, che ha sede a Torino, raccolta di opere futuriste e moderniste. L’idea è quella di esporre opere di Umberto Boccioni e altri futuristi di origine romagnola come Mario Guido Dal Monte, Achille Lega, Giannetto Malmerendi, tutti rappresentati nella collezione torinese. La prima selezione, fa sapere David2, dovrà partire da uno Studio per dinamismo plastico del 1913-1914 di Umberto Boccioni (artista che, pur nato a Reggio Calabria per ragioni del lavoro del padre, era originario di Morciano di Romagna). L’idea di installare a Villa Mussolini quella che David2 chiama una “antenna futurista” andrebbe anche a riaccendere le luci su di un rapporto, quello tra il futurismo e la Romagna, che è stato poco approfondito, anche se non sono mancate le occasioni: le ultime due mostre significative sono Il Futurismo in Romagna a cura di Enrico Crispolti a Rimini nel 1986, e Romagna Futurista a cura di Beatrice Buscaroli a San Marino nel 2006. Ci sarebbe anche disponibilità del fondo archivio iconografico dello storico periodico “Il Borghese”.

Francesco Cangiullo, Ritratto di Marinetti al Kursaal di Rimini (1914-1915; olio su tavola, 24x16,5 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Francesco Cangiullo, Ritratto di Marinetti al Kursaal di Rimini (1914-1915; olio su tavola, 24x16,5 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Umberto Boccioni, Studio per Dinamismo plastico - Cavallo + case (1913-1914; matita e tempera su cartoncino, 38,5 x 56,5 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Umberto Boccioni, Studio per Dinamismo plastico - Cavallo + case (1913-1914; matita e tempera su cartoncino, 38,5 x 56,5 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Umberto Boccioni, Studio per volumi orizzontali (La madre Cecilia Forlani) (1912; matita su carta applicata su cartoncino, 21 x 16,5 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Umberto Boccioni, Studio per volumi orizzontali (La madre Cecilia Forlani) (1912; matita su carta applicata su cartoncino, 21 x 16,5 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Mario Guido Dal Monte, Motociclista (1928; tempera su cartoncino, 26,8 x 35 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Mario Guido Dal Monte, Motociclista (1928; tempera su cartoncino, 26,8 x 35 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Giannetto Malmerendi, Senza titolo (1915; acquerello su carta, 33 x 27 cm circa; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Giannetto Malmerendi, Senza titolo (1915; acquerello su carta, 33 x 27 cm circa; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Achille Lega, Compenetrazione di un volto (1917; gesso patinato bronzo, struttura in metallo, 50 x 25 x 27 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)
Achille Lega, Compenetrazione di un volto (1917; gesso patinato bronzo, struttura in metallo, 50 x 25 x 27 cm; Torino, Collezione Elena e Massimo Massano)

Il focus del centro espositivo che dovrebbe nascere a Villa Mussolini, secondo l’invito dell’ICOM a concepire ogni museo anche come “centro erogatore di idee progettuali per il territorio”, dovrebbe essere quello delle arti applicate e del design. “Non si sta trattando di generico sostegno all’artigianato artistico, competenza di assessorati di ministeri economici”, si legge nella proposta progettuale, “ma di affermazione delle arti applicate ‘maggiori’ come forme espressive equivalenti a quelle delle arti plastico visive e del design”. L’edificio, in sostanza, dovrebbe diventare un centro di riferimento per queste materie. Per raggiungere questo obiettivo, sono stati individuati quattro settori di interventi prioritari, sulle arti applicate romagnole: l’arredo, la ceramica, la grafica, la moda. Quanto agli arredi, David2 intende valorizzare il Movimento Bolidista, fondato nel 1986 a Bologna e composto da architetti, designer e artisti che tra le loro dichiarate referenze avevano il Movimento Futurista. Nel 2026 ricorrerà il quarantennale del movimento e l’intento di David2 sarebbe quindi quello di contribuire a riattivare i riflettori sul Bolidismo, attraverso la sua componente romagnola. In particolare, la società vorrebbe valorizzare la figura di Giovanni Tommaso Garattoni, forte di esperienze progettuali negli arredi e nella comunicazione di locali della Riviera come lo Slego e l’Aleph, di una passata attività formativa a San Patrignano nel campo del design. Il suo capolavoro, la chaise longue Snobbishness of Kitsch è stata ritrovata di recente: David2 srl intende procurarsi questo importante pezzo di design ed installarlo a Villa Mussolini, spiegandone la storia.

Sulla ceramica, David2 intende partire da quella futurista in Romagna, mirando a un aggiornamento della ricerca per il 2028, anno nel quale sarà celebrato il centenario della Bottega Gatti di Faenza, per poi ordinare in una sola mostra testi fittili creati sulla Riviera e immediati dintorni da artieri e manifatture in attività nel secondo dopoguerra come Giacomo Onestini a Cervia, la sezione artistica delle Ceramiche Domeniconi a Cesena con i suoi collaboratori Giannetto Malmerendi e Amedeo Masacci, Giò Urbinati a Rimini, Luigi Santi a Cattolica, alcune fabbriche sanmarinesi come la Meloni, il Laboratorio Pesaro e altre. Nel settore d’intervento delle arti grafiche, David2 ricorda che la Riviera Romagnola ha avuto molti visual designer eccellenti, come Michele Provinciali, Massimo Dolcini, Mauro Bubbico, e si tratterebbe dunque di valorizzare le figure storiche e quelle contemporanee. Sul settore della moda (basti pensare a nomi come la decana gradarese Alberta Ferretti e ai riccionesi di nascita o di residenza Oscar Dal Bianco e Matteo Sorbellini con la sua Monichina, al mondolfese Filippo Sorcinelli, al cesenaticense Angelo Gallamini), secondo David2 manca una selezione e rappresentazione collettiva criticamente severa di questo patrimonio: l’obiettivo dunque è procedere in questa direzione per consolidare dal punto di vista culturale prima ancora che commerciale un’immagine creativa particolare di Riccione e della Riviera.

Giovanni Tommaso Garattoni, Snobbishness of Kitsch, dalla serie The Decline of Western Civilization  (1995; ferro battuto, legno e pelle, 87x175x72 cm, realizzazione Portos Giusti, Pontedera; Torino, Archivio SSAA/MIAAO)
Giovanni Tommaso Garattoni, Snobbishness of Kitsch, dalla serie The Decline of Western Civilization (1995; ferro battuto, legno e pelle, 87x175x72 cm, realizzazione Portos Giusti, Pontedera; Torino, Archivio SSAA/MIAAO)
Elica Studio, Aboutilon (2010; abito in porcellana, ossido di rame, ferro cotto, lana, seta, tulle; Torino, Archivio SSAA/MIAAO). Foto: Elica Studio
Elica Studio, Aboutilon (2010; abito in porcellana, ossido di rame, ferro cotto, lana, seta, tulle; Torino, Archivio SSAA/MIAAO). Foto: Elica Studio
Roberta Sama, Washi (2017; collana in porcellana, osso, argento; Torino, Archivio SSAA/MIAAO)
Roberta Sama, Washi (2017; collana in porcellana, osso, argento; Torino, Archivio SSAA/MIAAO)
Enzo Biffi Gentili. Foto: FCRC
Enzo Biffi Gentili. Foto: FCRC

Non da ultima, verrebbe considerata anche la storia peculiare della villa e in particolare la presenza ingombrante di Benito Mussolini: la villa infatti deve il nome al fatto che fu residenza del Duce tra il 1934 e il 1943. Su questo delicato punto, David2 ha voluto subito manifestare una disponibilità alla collaborazione sia col Comune che con la Fondazione Carim sia con ogni altro necessario interlocutore qualificato. L’idea di David2 è quella di dotare il centro espositivo di un comitato scientifico composto da docenti delle Università di Torino e Bologna. Ad ogni modo, in riferimento a quel periodo storico, le attività del nuovo centro espositivo riguarderebbero inevitabilmente tanto la Riccione fascista quanto quella socialista e antifascista (lo stimolo a questa considerazione, fa sapere Biffi Gentili, deriva anche da una sua esperienza personale: una sua pro-zia, Maria Vittoria Mariani Gentili Rambelli, che peraltro spesso soggiornava a Riccione in estate, venne arrestata nell’agosto del 1927, ottantenne, a seguito del rinvenimento nella sua casa al mare di materiali ritenuti compromettenti a causa dei suoi rapporti col nucleo antifascista parigino oltre che con Olindo Vernocchi, già segretario nazionale del PSI, che per la sua attività antifascista fu costretto alla clandestinità, per poi essere graziato nel 1928: la signora sarebbe stata poi scarcerata per ordine diretto dello stesso Mussolini). Ad ogni modo, ogni soluzione non potrà prescindere, fa sapere David2, da un confronto con interlocutori istituzionali riccionesi e riminesi.




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