Recuperate le iscrizioni della Cappella degli Scrovegni: l'importante ricerca di Giulia Ammannati


Giulia Ammannati, ricercatrice della Normale di Pisa, ha recuperato in maniera pressoché completa le iscrizioni di Vizi e Virtù nella Cappella degli Scrovegni.

Per illustrare le complesse personificazioni dei vizi e delle virtù nella Cappella degli Scrovegni a Padova, il grande Giotto (Vespignano, 1267 - Firenze, 1337) fece completare i dipinti con una serie di “tituli”, di iscrizioni in latino per meglio specificare i significati delle allegorie. Queste iscrizioni si trovano sul registro inferiore delle pareti laterali della cappella decorata col grande ciclo giottesco, e la mano che le tracciò, pur diversa da quella dell’artista toscano, è di un autore a lui contemporaneo. Purtroppo, a causa della tecnica con cui furono eseguite (con pittura a secco), hanno subito un degrado che, nel corso dei secoli, le aveva fatte diventare illeggibili: finora erano state decifrate solo in parte (in particolare, le allegorie rimaste leggibili erano quelle della Speranza, della Carità e della Giustizia).

Fortunatamente, i “tituli” sono stati recuperati e “decifrati” in maniera pressoché integrale. Il pubblico può comprenderli grazie a una pubblicazione di Giulia Ammannati, ricercatrice presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e insegnante di paleografia latina presso lo stesso istituto (dove si è laureata nel 1995 in Filologia classica e perfezionata nel 2000 in paleografia latina). Alla professionalità e alla competenza di Giulia Ammannati si deve il recupero pressoché completo delle iscrizioni: il libro giunge infatti a coronamento di una lunga ricerca. È intitolato "Pinxit industria docte mentis. Le iscrizioni delle allegorie di Virtù e Vizi dipinte da Giotto nella Cappella degli Scrovegni" ed è da oggi acquistabile sul sito delle Edizioni della Normale.

“Affascinante documento letterario del cosiddetto preumanesimo padovano”, leggiamo in quarta di copertina, “i testi riemersi si rivelano fondamentali per la comprensione delle figure dipinte, fornendo una chiave di lettura finalmente certa delle intenzioni che guidarono Giotto nel concepimento delle sue mirabili allegorie”. La ricerca di Giulia Ammannati, puntualmente spiegata nel libro (dove ogni iscrizione è tradotta in italiana e commentata), riveste una notevolissima importanza in quanto aiuterà studiosi e pubblico a meglio comprendere il messaggio che committente e artista vollero inviare attraverso il ciclo. E ovviamente perché, dopo secoli, le iscrizioni tornano a rivivere.

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