I templi dell'antica Grecia avevano gli scivoli per i diversamente abili? Una ricerca vuole dimostrarlo


Uno studio della California State University vuole dimostrare che i templi dell’antica grecia avevano rampe d’accesso per i diversamente abili.

Una ricerca della California State University intende dimostrare che gli antichi greci avevano cura delle persone con disabilità e che gli odierni scivoli per i diversamente abili non sono un’invenzione moderna, ma erano già utilizzati nei templi dell’antica Grecia. L’archeologa statunitense Debby Sneed è arrivata a questa conclusione studiando alcuni templi greci, soprattutto del IV secolo avanti Cristo: a suo avviso, ci sono sempre state le prove per arrivare a questa conclusione, ma l’argomento non è stato granché approfondito. Il suo studio è stato pubblicato l’altro ieri su una delle più prestigiose riviste accademiche di archeologia, Antiquity, edita dall’università di Cambridge.

Nell’immaginario collettivo, ha spiegato Sneed alla rivista Science, c’è l’idea che i greci fossero tutti atletici e in forma e che “non ci fosse spazio, nella società greca, per chi non avesse un corpo abile”. In realtà, anche le stesse opere d’arte ci suggeriscono il contrario: nelle raffigurazioni vascolari e nelle sculture abbondano personaggi che si reggono a bastoni o che camminano con stampelle, inoltre gli studi anatomici sugli scheletri rivelano che erano frequenti l’artrite e i problemi alle articolazioni. E molte descrizioni di guai fisici si ritrovano non soltanto in Ippocrate, ma anche nelle opere di Omero, di Esiodo e di altri autori dell’antica Grecia. Inoltre molte persone affette da disabilità lasciavano molti ex voto nei santuari dedicati ad Asclepio, il dio della medicina.

E la scoperta degli scivoli per i diversamente abili è associata proprio al dio Asclepio. O meglio: la presenza di rampe nei templi greci è ben nota da tempo, ma si pensava fossero destinate soprattutto al trasporto (per esempio degli animali che venivano sacrificati durante i rituali, oppure degli apparati decorativi). Ma le evidenze emerse dallo studio dei templi di Asclepio hanno suggerito che, probabilmente, gli scivoli servivano anche ai diversamente abili: i due santuari dedicati al dio che sono meglio conservati hanno infatti molte più rampe di questo tipo rispetto ad altri edifici sacri simili, segno che evidentemente servivano per facilitare l’accesso delle persone che chiedevano la grazia alla divinità per i loro problemi fisici. L’edificio principale del santuario di Asclepio a Epidauro, per esempio, ha una rampa principale e due altre rampe laterali, e in tutto, nei vari templi che lo componevano, c’erano almeno undici scivoli in pietra: “le prove che abbiamo a disposizione”, si legge nello studio, “indicano che nei santuari dedicati alla guarigione, che accoglievano molte persone con una gran varietà di malattie, infortuni e problemi di salute, inclusi quelli della mobilità, avevano più rampe dei santuari dedicati ad altro”. Il santuario di Epidauro, il più importante per le guarigioni, si componeva di diversi edifici, tutti dotati di rampe, e lo stesso vale per quello di Corinto. Nelle vicinanze della città, spiega Sneed, si trovava un tempio di Asclepio fornito di ben due rampe d’accesso, e questa caratteristica si nota solo nei templi più grandi, come quello di Zeus a Olimpia, uno dei maggiori edifici di culto di tutta l’antica Grecia.

Nella comunità, fa sapere Science, c’è comunque un po’ di scetticismo attorno alle ricerche di Sneed. Secondo Katja Sporn, direttrice dell’Istituto Tedesco di Archeologia ad Atene, che in passato aveva esaminato in un suo studio le rampe d’accesso ai templi greci, nota che queste strutture abbondano soprattutto nel Peloponneso, e a suo avviso si tratta esclusivamente di una tendenza architettonica. O tutt’al più che si trattasse di parti dell’edificio destinate a diversi utilizzi: “aiutavano tutti, non soltanto i diversamente abili. Ma non mi convince il fatto che fossero stati espressamente ideati per le persone con disabilità”. Altri ancora (come Jane Draycott dell’Università di Glasgow) accolgono però lo studio di Sneed come un passo avanti nella comprensione di come fosse la vita dei diversamente abili nel passato. Draycott non è in disaccordo con la collega: “questi siti radunavano soprattutto persone con disabilità: e allora non avrebbe senso pensare che cercassero di essere per loro più comodi?”.

Nell’immagine, una rappresentazione artistica di una rampa nel santuario di Asclepio a Epidauro.

I templi dell'antica Grecia avevano gli scivoli per i diversamente abili? Una ricerca vuole dimostrarlo
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