Gli Uffizi sui dipinti di Daniele da Volterra: “Non è possibile cederli alla Pinacoteca di Siena, ma faremo mostre”


Gli Uffizi mettono l'ultima parola sui dipinti di Daniele da Volterra che un comitato di intellettuali vorrebbe vedere a Siena: impossibile cederli alla Pinacoteca perché le normative non prevedono operazioni di questo tipo, ma si faranno mostre.

Arriva la parola “fine” sulla vicenda dei dipinti d’Elci di Daniele da Volterra (Daniele Ricciarelli; Volterra, 1509 - Roma, 1566): a fine 2019, un comitato di intellettuali aveva lanciato un appello per chiedere alle Gallerie degli Uffizi (che hanno acquistato le due opere tra il 2017 e il 2019) di “ripensare alla loro destinazione” coinvolgendo la Pinacoteca Nazionale di Siena. Oggi, in mattinata, è arrivata la risposta degli Uffizi, a seguito di un incontro tra il direttore Eike D. Schmidt e il sindaco di Siena, Luigi De Mossi. Gli Uffizi e il Comune di Siena, in particolare, hanno fatto sapere che la normativa non permette la cessione dei dipinti alla Pinacoteca Nazioanle di Siena, ma Schmidt non ha escluso future mostre non solo a Volterra (come era già stato prospettato al momento dell’acquisto), ma anche a Siena, proprio per un artista così importante come Daniele Ricciarelli.

Durante l’incontro sono state annunciate anche altre occasioni espositive: in particolare, è stata annunciata la mostra Masaccio: Madonna del Solletico. Il Cardinal Antonio Casini, “l’altro papa”, che si terrà dal 14 maggio al 31 ottobre 2020 nella cripta del Duomo di Siena, a realizzare un progetto dell’Opera Metropolitana di Siena in collaborazione con gli Uffizi. La Galleria delle Statue e delle Pitture si priverà temporaneamente di questo capolavoro di Masaccio per celebrare la figura del suo committente, il cardinale senese Antonio Casini (1378 - 1439). Inoltre, Schmidt e De Mossi hanno parlato nuovamente dei due dipinti di Albrecht Altdorfer con le Storie di San Floriano, dalla collezione Spannocchi di Siena, dal 1913 in deposito agli Uffizi. Già dal 2018 le opere sono esposte nel complesso di Santa Maria della Scala, e nell’incontro di questa mattina, Schmidt ha ribadito che le due opere, di proprietà della Provincia di Siena, ritorneranno a far parte della grande impresa di ricomposizione della storica collezione senese, su impulso del dottor Alessandro Bagnoli della Soprintendenza senese, e di concerto con il soprintendente Andrea Muzzi e del direttore del Polo Museale Toscano, Stefano Casciu. Con questa restituzione gli Uffizi vogliono contribuire a un’operazione di importante valore storico, facendo sì che la collezione Spannocchi possa tornare a rivivere nella città cui appartenne fin dal 1709. Gli Uffizi, inoltre, invieranno a Siena anche opere del Sodoma in occasione della prossima mostra che vedrà protagonista anche l’affresco della Cappella di piazza del Campo, attualmente in restauro, Madonna con Bambino e santi.

Infine, è stata lanciata anche l’idea di una collaborazione musicale: Schmidt ha infatti invitato l’Accademia Chigiana a suonare nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, nell’ambito del cartellone di eventi annualmente accolti nello spazio della reggia medicea.

“Negli ultimi anni”, commenta Schmidt, “le Gallerie degli Uffizi si sono impegnate con dedizione in favore del territorio e dei musei meno celebri e frequentati. Solo nell’ultimo anno, ne sono prova le mostre organizzate a Poppi, Anghiari, Signa, Bagno a Ripoli, Urbania e Matera. La possibilità di estendere la collaborazione con Siena ci onora e sancisce una pax intraregionale. Sono lieto di contribuire, con tutta l’energia e la partecipazione possibili, ai progetti e alla visione del sindaco De Mossi di rendere Siena ancora più rilevante nel panorama della cultura internazionale”.

“Sono molto soddisfatto dell’incontro con il direttore Schmidt del quale ho già avuto modo di apprezzare la sensibilità e l’alta professionalità in occasione della sua precedente visita a Siena per il Palio di agosto”, dichiara De Mossi. “Sono certo che la collaborazione tra gli Uffizi, il Santa Maria della Scala, l’Accademia Chigiana e il complesso del Duomo di Siena, che è di competenza arcivescovile, produrrà grandi risultati in campo culturale superando i campanilismi e i particolarismi e concorrendo a costruire un circuito tra i più prestigiosi del mondo, se non il più prestigioso. Devo sottolineare, ancora una volta, che l’operazione realizzata dagli Uffizi consente di trattenere nel patrimonio pubblico due opere che sarebbero state conosciute e godute soltanto da soggetti privati. Torno a sottolineare e a ringraziare il direttore Schmidt per lo sforzo fatto”.

Nell’immagine, i “dipinti d’Elci”. A sinistra: Daniele da Volterra, Elia nel deserto (1543 circa; olio su tela, 81 x 115 cm; Collezione privata). Foto: Andrea Lensini, Siena. A destra: Daniele da Volterra, Madonna col Bambino, san Giovannino e santa Barbara (1548 circa; olio su tavola, 131,6 x 100 cm)

Gli Uffizi sui dipinti di Daniele da Volterra: “Non è possibile cederli alla Pinacoteca di Siena, ma faremo mostre”
Gli Uffizi sui dipinti di Daniele da Volterra: “Non è possibile cederli alla Pinacoteca di Siena, ma faremo mostre”


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