Le Marche celebrano Raffaello. Ecco tutte le mostre dedicate al pittore divino


Un ricco palinsesto di mostre tutte dedicate a Raffaello: così le Marche celebrano il pittore divino. Ecco tutte le rassegne.

Nel 2020 si celebra il cinquecentesimo anniversario della scomparsa di Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 - Roma, 1520), e la regione d’origine del grande artista, le Marche, offre al pubblico un lungo palinsesto culturale per ricordare il suo pittore. A cominciare proprio da Urbino, città natale dell’artista nonché città Unesco: qui l’artista nacque nel 1483 e si formò nella casa del padre, Giovanni Santi (Colbordolo, 1440 - Urbino, 1494), umanista, poeta e pittore alla corte di Federico da Montefeltro, visse i primi anni della sua formazione artistica. Ancora oggi è possibile visitare la casa natale di Raffaello dove, come scriveva Carlo Bo nel 1984, “ha imparato la divina proporzione degli ingegni, soprattutto ha imparato il valore della filosofia, della dignità da dare al suo lavoro di Pittore”.

All’interno della casa è possibile ammirare l’Annunciazione di Giovanni Santi, e soprattutto l’affresco della Madonna col Bambino attribuito dalla critica ora a Giovanni Santi, ora a Raffaello giovane, poco più che bambino. Di particolare interesse sono un disegno attribuito a Bramante (1444 - 1514) e la raccolta di ceramiche rinascimentali, deposito temporaneo della Collezione Volponi. Al piano superiore, sede dell’Accademia Raffaello, sono conservati alcuni oggetti strettamente connessi a Raffaello (copie di suoi dipinti, bozzetti per il suo monumento, omaggi di altri artisti al pittore e così via) e una ricca documentazione della storia delle città in campo artistico, civile e religioso e del mito che in varie epoche ha accompagnato la figura dell’urbinate. Altre testimonianze raffaellesche si trovano a Palazzo Ducale, dimora dei duchi di Montefeltro voluta dal più noto esponente della dinastia, Federico da Montefeltro: qui si trova uno dei dipinti più famosi dell’artista, la Muta, e da qui cominciano gli eventi in onore di Raffaello.

Alla Galleria Nazionale delle Marche, che ha sede in Palazzo Ducale, è infatti in corso fino al 27 settembre 2020 la mostra Raphael Ware. I colori del Rinascimento (a cura di Timothy Wilson e Claudio Paolinelli), che presenta 147 raffinati esemplari di maiolica italiana rinascimentale, provenienti dalla più grande collezione privata al mondo, di questo genere, con l’obiettivo di focalizzare l’attenzione su quell’importante momento della tradizione artistica italiana, a cui viene associato il nome del grande pittore urbinate, in inglese Raphael ware, appunto.

Sempre qui, dal 19 luglio al 1 novembre 2020, nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale, sarà possibile visitare la mostra Baldassarre Castiglione e Raffaello. Volti e momenti di Corte, a cura di Vittorio Sgarbi e Elisabetta Losetti e promossa dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dei cinquecento anni dalla morte di Raffaello, dalla Regione Marche e dal Comune di Urbino. L’esposizione racconta in modo del tutto originale la vicenda di Baldassarre Castiglione, figura centrale del Rinascimento europeo, a tutti noto per il suo trattato del Cortegiano: Castiglione, finissimo intellettuale e attento politico, fu vicino a grandi artisti, a Raffaello prima di tutti, ma anche a scrittori, intellettuali, regnanti e papi. Attingendo alla fonte imprescindibile delle sue Lettere, la mostra di Urbino, attraverso sette sezioni integrate con soluzioni multimediali, intende ricostruire l’intera vicenda del Castiglione ponendola, correttamente, nel contesto del suo tempo, accanto a figure altrettanto complesse e affascinanti come quelle di Guidobaldo da Montefeltro, Duca di Urbino, di Leone X, dei Medici, degli Sforza, dei Gonzaga e di Isabella d’Este, dell’Imperatore Carlo V e di artisti (Raffaello innanzitutto, ma anche Leonardo, Tiziano, Giulio Romano e altri), di intellettuali come Pietro Bembo e di studiosi come Luca Pacioli.

Sempre dal 18 luglio il progetto Raffaello Bambino, creato dal Comune di Urbino in stretto legame con l’Accademia Raffaello, propone immagini, testi e indicazioni in un circuito di scoperta, suddiviso in vari punti, in cui la città parla ai bambini in visita e si racconta anche agli adulti. Inoltre anche la Regione Marche vuole celebrare il genio del Rinascimento con la mostra Raffaello. Una mostra impossibile, al Collegio Raffaello di Urbino dal 25 luglio al 1 novembre 2020. L’esposizione, ideata e curata da Renato Parascandolo e con la direzione scientifica di Ferdinando Bologna recentemente scomparso, presenta 45 dipinti di Raffello (compreso l’affresco della Scuola di Atene) riprodotti in scala 1:1 e riuniti insieme, permettendo così di ammirare in un unico allestimento opere disseminate in 17 paesi diversi, un’impresa che non riuscì nemmeno allo stesso artista.

Per quanto riguarda invece il resto della regione, ci si sposta a Loreto (provincia di Ancona), dove fino al 30 agosto 2020, nei rinnovati spazi espositivi del Bastione Sangallo, il Comune di Loreto rende omaggio a Raffaello con una mostra che espone per la prima volta in assoluto l’arazzo da cartone di Raffaello raffigurante Ananias e Saphira, appartenente alla Collezione Bilotti Ruggi d’Aragona. Sempre a Loreto, il Museo Pontificio della Santa Casa presenterà in autunno la Madonna del velo o Madonna di Loreto di Raffaello, a cui è dedicata una mostra curata da Fabrizio Biferali e Vito Punzi, con la consulenza dei Musei Vaticani, che darà conto della storia di un celebre soggetto caro a Raffaello, la cosiddetta Madonna del Velo o Madonna di Loreto appunto, una cui pregevole replica della bottega dello stesso maestro urbinate (di cui ora di sono perse le tracce) fu donata all’inizio del XVIII secolo al santuario lauretano.

Infine, a Jesi (Ancona), i Musei Civici di Palazzo Pianetti, presenteranno (sempre in autunno) la mostra Raffaello e Angelo Colocci. Bellezza e scienza nella costruzione del mito della Roma antica, a cura di Giorgio Mangani, Francesco Di Teodoro, Ingrid Rowland, Vincenzo Farinella, Fabrizio Biferali, Paolo Clini. La rassegna si pone l’obiettivo di esplorare le connessioni tra Raffaello e l’umanista jesino Angelo Colocci, punto di riferimento a Roma per artisti, antiquari e poeti, attraverso documenti originali e l’uso di tecnologie digitali innovative che permetteranno ricostruzioni dei capolavori raffaelleschi.

Nella foto, l’arazzo di Ananias e Saphira

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