Amart 2023, antiquariato di alta qualità a Milano: un resoconto (con prezzi)


A Milano partita la quinta edizione di Amart, mostra-mercaton di antiquariato che si tiene al Museo della Permanente dall’8 al 12 novembre. Ecco alcuni dei momenti più interessanti: un resoconto, con anche alcuni prezzi di opere esposte.

Una quinta edizione di Amart davvero di alto livello. La mostra-mercato dell’antiquariato di Milano, che quest’anno si tiene al Museo della Permanente dall’8 al 12 novembre, punta a diventare un evento di riferimento per appassionati e collezionisti italiani e non solo, che alla mostra organizzata dall’Associazione Antiquari Milanesi hanno modo di vedere, quest’anno, la proposta di ben 64 espositori caratterizzati da una grandissima varietà: si va dai fondi oro al grande Ottocento italiano, dall’arte orientale all’arte africana, dal XX secolo all’arte del Rinascimento, dai gioielli alle stampe, ai libri rari, ai tappeti. Nata nel 2018 e cresciuta rapidamente, Amart quest’anno vanta una selezione di qualità, con opere che coprono tutte le fasce di prezzo.

Il giro tra gli stand comincia da Antichità Nobili che, primo espositore che s’incontra salendo lo scalone della Permanente, si presenta con una bella Allegoria della Carità di Sebastiano Ricci, opera che risente delle suggestioni di Annibale Carracci, il cui senso di classicità e fascino armonioso si può cogliere in quest’opera, in particolare nelle dolci espressioni delle figure e nell’uso sensibile della luce, mentre la ricca pennellata, particolarmente evidente nei riflessi ben conservati sui panneggi bianchi e sui toni dell’incarnato, è tipica dello stile pittorico e spontaneo di Ricci, che aprì la strada ai grandi artisti veneziani del Settecento. Poco distante è lo stand della genovese Capozzi che presenta un busto del doge Giovanni Antonio Giustiniani attribuito a Domenico Parodi, uno dei grandi nomi della scultura barocca ligure, opera di qualità che raffigura il doge con taglio di sbieco, movimentata parrucca e sguardo severo, tutti dettagli che contribuiscono a rendere decisamente efficace l’immagine. La vicina Galleria d’Arte Mainetti si presenta invece con un singolare Autoritratto dal barbiere di Anselmo Bucci, opera del 1916, mentre da vedere, nel vicino stand della spoletina Umbria Artis, una bella croce astile in rame dorato e sbalzato di orafo sulmonese degli inizi del Duecento. Di fianco, da Mattarte viene presentata quella che è definita da una perizia dello storico dell’arte Riccardo Lattuada come “una eccezionale scoperta circa l’attività giovanile di Salvator Rosa”, ovvero un Martirio di san Lorenzo (45.000 €) eseguito dal pittore napoletano agli esordi, che mostra “con la violenza del segno, il gusto sapido della pittura studiata nella bottega di Aniello Falcone, con evidenti riferimenti al gusto di Battistello Caracciolo e Belisario Corenzio e poi a contatto con l’amico Domenico Gargiulo detto Micco Spadaro e il tedesco Johan Heinrich Schoenfeld”.

Lo stand di Laocoonte Gallery - W. Apolloni
Lo stand di Laocoonte Gallery - W. Apolloni
Lo stand di Dame e Cavalieri
Lo stand di Dame e Cavalieri
Lo stand di Verdini Antiques
Lo stand di Verdini Antiques

Arriva poi una schiera di dipinti animalier: un leone e una volpe con cuccioli allo stand di Lucas, e i gatti di Jules Gustave Leroy da RV Art Gallery Studio. Particolare lo stand di Studiolo Fine Art con alcune perle tra Otto e Novecento: le due odalische di Vito d’Ancona, esemplificative del gusto per gli esotismi del tempo (i due dipinti risalgono al 1877 e al 1874: 30.000 € ciascuno), e la grande ginnasta in bronzo di Vindizio Nodari Pesenti (25.000 €) del 1939, esposta alla Biennale di Venezia dell’anno successivo. Arte nordica allo stand di Caiati con le singolari Tentazioni di sant’Antonio del seicentesco fiammingo Mattheus van Helmont (80.000 €) e con una minuscola ma squisita Natura morta con elmo ottocentesca di Hippolyte Pierre Delanoy (8.000 €), mentre Ars Antiqua evoca l’arte caravaggesca con una Incoronazione di spine che Massimo Pulini ha assegnato a Bartolomeo Mendozzi, e spazia dal Cinquecento (con una delicata Maddalena penitente di Giovanni Battista Castello) al Settecento: da non perdere il Re Davide e l’arca dell’Alleanza al tempio di Gerusalemme che “svela l’evidente pennello di Alberto Carlieri”, come recita la scheda tecnica redatta da Alberto Crispo. Proposta eterogenea allo stand di Tornabuoni Arte, che spazia dai fondi oro (una Madonna col Bambino tra i santi Giacomo maggiore, Paolo, Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria di Ventura di Moro, fascia di prezzo 70-90.000 €) al Novecento (una Natura morta di Giorgio Morandi, oltre 1.000.000 €) passando per il Rinascimento (una Madonna col Bambino di Giovanni di Niccolò Mansueti, sempre sui 70-90.000 €, individuata dallo studioso Matteo Vinco, per un ritrovamento che ha trovato conferma in una riproduzione in bianco e nero nella fototeca di Federico Zeri, a cui spetta il merito d’aver attribuito l’opera a Mansueti). Vinco, che nel suo esaustivo studio colloca l’esecuzione di questa tavola tra il 1510 e il 1515, nota come il “Gesù Bambino sbilanciato su un lato e in atto di benedire” rappresenti “una soluzione adottata di frequente da Giovanni Mansueti”, così come la “Madonna seduta, con le gambe e il busto ruotati generalmente verso sinistra e la mano a sostenere il piede di Gesù Bambino”. Caratteristica anche la “crettatura regolare e uniforme” della biacca, “dovuta probabilmente alla composizione del pigmento”, ritrovata dallo studioso in altre opere dell’artista, quali ad esempio la Madonna con il Bambino, San Giovannino e San Benedetto dello stesso Mansueti, già in collezione Berenson a Firenze. Allo stesso modo è peculiare dell’autore veneziano il marcato disegno sottostante riemerso alla vista col passare dei secoli, particolarmente evidente “all’altezza della mano sinistra della Madonna e del piede sinistro di Gesù Bambino” e “da ascrivere probabilmente all’utilizzo di un cartone”.

Sebastiano Ricci, Allegoria della Carità (olio su tela, 150,7 x 109,5 cm). Presentato da Antichità Nobili
Sebastiano Ricci, Allegoria della Carità (olio su tela, 150,7 x 109,5 cm). Presentato da Antichità Nobili
Domenico Parodi, Giovanni Antonio Giustiniani (busto in marmo bianco, altezza 75 cm). Presentato da Capozzi Antichità
Domenico Parodi, Giovanni Antonio Giustiniani (busto in marmo bianco, altezza 75 cm). Presentato da Capozzi Antichità
Anselmo Bucci, Autoritratto dal barbiere (1916; olio su tela). Presentato da Galleria d'Arte Mainetti
Anselmo Bucci, Autoritratto dal barbiere (1916; olio su tela). Presentato da Galleria d’Arte Mainetti
Orafo sulmonese, Croce astile (inizi XIII secolo; rame dorato e sbalzato). Presentato da Umbria Artis
Orafo sulmonese, Croce astile (inizi XIII secolo; rame dorato e sbalzato). Presentato da Umbria Artis
Salvator Rosa, Il martirio di san Lorenzo (olio su tela, 43 x 72 cm). Presentato da Mattarte
Salvator Rosa, Il martirio di san Lorenzo (olio su tela, 43 x 72 cm). Presentato da Mattarte
Vito d'Ancona, Odalisca seduta (1877; olio su tavola, 32 x 23,7 cm). Presentato da Studiolo Fine Art
Vito d’Ancona, Odalisca seduta (1877; olio su tavola, 32 x 23,7 cm). Presentato da Studiolo Fine Art
Vindizio Nodari Pesenti, La ginnasta (1939; gesso patinaot, altezza 170 cm). Presentato da Studiolo Fine Art
Vindizio Nodari Pesenti, La ginnasta (1939; gesso patinato, altezza 170 cm). Presentato da Studiolo Fine Art
Mattheus van Helmont, Le tentazioni di sant'Antonio (olio su tela, 57,5 x 83,5 cm). Presentato da Caiati
Mattheus van Helmont, Le tentazioni di sant’Antonio (olio su tela, 57,5 x 83,5 cm). Presentato da Caiati
Hyppolite Pierre Delanoy, Natura morta con elmo (olio su tavola, 12,5 x 16 cm). Presentato da Caiati
Hyppolite Pierre Delanoy, Natura morta con elmo (olio su tavola, 12,5 x 16 cm). Presentato da Caiati
Alberto Carlieri, Re David e l'arca dell'Alleanza al tempio di Gerusalemme (olio su tela, 111 x 114 cm). Presentato da Ars Antiqua
Alberto Carlieri, Re David e l’arca dell’Alleanza al tempio di Gerusalemme (olio su tela, 111 x 114 cm). Presentato da Ars Antiqua
Giovanni di Niccolò Mansueti, Madonna col Bambino (olio su tavola; 59 x 46 cm). Presentato da Tornabuoni Arte
Giovanni di Niccolò Mansueti, Madonna col Bambino (olio su tavola; 59 x 46 cm). Presentato da Tornabuoni Arte
Julian Schnabel, Version of Chuck 12 (2003; olio su tela cerata, 182,9 x 182,9 cm). Presentato da Sperone Westwater
Julian Schnabel, Version of Chuck 12 (2003; olio su tela cerata, 182,9 x 182,9 cm). Presentato da Sperone Westwater

Scendendo al piano terra, dove ci sono gli altri espositori, s’incontra per prima una grande tela, Version of Chuck 12, di Julian Schnabel: si presenta così al pubblico Gian Enzo Sperone, che porta in mostra questa sorprendente opera del 2003. Art Studio Pedrazzini porta da Amart una bella selezione di opere dell’ottocentesco Giorgio Belloni, di cui la galleria milanese ha cominciato a redigere il catalogo generale, mentre tutto dedicato ad Achille Funi è lo stand di Laocoon Gallery – W. Apolloni: in mostra opere da cavalletto, disegni, studi per affreschi. C’è anche il grande Parnaso di quasi cinque metri di larghezza (150.000 €), una delle più famose realizzazioni di Funi del dopoguerra, che voleva rivaleggiare con le omologhe opere di Mengs a Villa Albani a Roma e di Appiani a Villa Reale a Milano (l’opera fu peraltro custodita dall’artista fino alla sua scomparsa: la teneva nell’aula all’Accademia di Brera in cui insegnava tecnica dell’affresco, dopodiché passò al gallerista Luigi Colombo, esecutore testamentario di Funi, quindi finì in collezione privata ed è stata scoperta di recente). Le gallerie Enrico propongono una fine selezione d’arte dell’Ottocento, tra cui spiccano un Ritratto di signora col guanto di Giovanni Boldini e il famoso Rio a Riomaggiore di Telemaco Signorini, una delle più interessanti opere della fiera (sia Boldini sia Signorini circa 200.000 €), mentre al vicino stand di Brun Fine Art si distingue un’altra opera importante, il Ritratto di Bartolomeo Compagni di Pier Francesco Foschi, e grande interesse anche per un esemplare della Melancolia I, celebre bulino di Albrecht Dürer del 1514 portato ad Amart da Salamon Fine Art: “Si tratta”, ci spiega Lorenza Salamon, “di una prova coeva, Meder a, con una provenienza strepitosa: Mariette” (110.000 €). La torinese Giamblanco presenta un Martirio di sant’Andrea che Tommaso Borgogelli ha assegnato al raro genovese Pasquale Chiesa, oltre a una Conversione della Maddalena di Giovanni Francesco Guerrieri di prossima pubblicazione nella monografia dell’artista, e ancora la reggiana Phidias propone, oltre ad alcune tavole di Ligabue, tra cui i Cavalli imbizzarriti sotto il temporale, anche un grande quadro a tema dantesco di Cesare Saccaggi, Incipit Vita Nova, che curiosamente torna esposto nello stesso luogo, la sede della Permanente, dove venne mostrato per la prima volta, nel 1903. “Pochissimi ed estremamente simbolici”, scrive la studiosa Elena Lago, “sono i riferimenti temporali e spaziali che ci fornisce Dante nella Vita nova e Saccaggi sembra voler assecondare questo espediente poetico, collocando l’immagine dei due giovani in un magico momento indefinito dell’adolescenza, nel prezioso attimo di cambiamento interiore connaturato all’Incipit vita nova, espressione riprodotta sulla sommità dell’elaborata cornice dorata. Beatrice è vestita sia di rosso che di bianco, in una versione immaginaria dell’abito, che unisce le due visioni dantesche del primo e del secondo incontro. Immaginaria è anche la scena. In nessun passaggio della Vita nova, infatti, Dante descrive un momento in cui camminano assieme: il massimo del contatto che intercorre tra i due è quello visivo, seguito dallo scambio virtuoso e purissimo del saluto; per il resto, tutto appare piuttosto vago e allegoricamente indefinito, con il chiaro intento di voler evocare un emozionante colloquio contemplativo”.

Spettacolari fondi oro allo stand di Altomani & Sons (anticipati da uno dei dipinti più famosi di Antonio Campi, il suo San Girolamo firmato e datato 1563, oggetto di una pubblicazione di Marco Tanzi risalente al 2008): svettano in particolare una rara Cornice da parete raffigurante santa Caterina d’Alessandria, opera di Sano di Pietro, e uno scomparto di predella di Spinello Aretino, una Adorazione dei Magi probabilmente dipinta durante il soggiorno di Spinello a Pisa, dove l’artista si recò dopo il 1391 (in origine faceva parte con buona probabilità di un trittico che come pannello centrale aveva una Madonna col Bambino). Vicino, Dys44 Lampronti Gallery presenta una selezione molto simile a quella portata la settimana prima a Torino da Flashback: anche il pubblico milanese ha quindi modo di vedere il Canaletto da circa 10.000.000 € (L’arrivo dell’ambasciatore francese Jacques-Vincent Languet, conte di Gergy, a Palazzo Ducale il 5 novembre 1726) di un metro e ottanta d’altezza per più di due e mezzo di larghezza, presentato nel 2019 a Modenantiquaria con attribuzione a Luca Carlevarijs, anche se già passato data a Canaletto. Rispetto a Flashback c’è però anche una bella opera di Elisabetta Sirani, una Berenice che si taglia i capelli che figurava nella mostra sulle donne nell’arte tenutasi nel 2022 a Brescia a Palazzo Martinengo (circa 200.000 €). Un’altra delle “star” di questa edizione di Amart è allo stand di Callea Antichità: è la Madonna col Bambino di Domenico del Ghirlandaio (840.000 €), recentemente esposta alla grande mostra sul Perugino della Galleria Nazionale dell’Umbria, e che figura di fronte alla Madonna Ryerson del Garofalo (180.000 €), splendida opera del 1500-1502 circa, notificata, esattamente come quella del Ghirlandaio. Allo stand di Top Time è presenta un’eccezionale pendola francese da tavolo, a due quadranti, di epoca Luigi XVI, con complicazioni astronomiche, detta “à la Geometrie”, e raffigurante due figure in bronzo brunito, a destra una allegoria della Geometria che regge nelle proprie mani un goniometro e una tavola sulla quale è riportata la formula matematica di ottimizzazione tra la “fusée” e il movimento della molla all’interno del bariletto, calcolata nel 1702 dal matematico Pierre de Varignion e installata nel movimento dell’orologio proposto dalla galleria: un oggetto di grande rarità che si mostra su di una base in marmo rosso griotte e bronzo dorato.

Eccellenti fondi oro anche presso la Galleria Cannucciari, in particolare una Madonna con Bambino e santi del Maestro di Montefloscoli, presentata vicino a un bel Ritratto di gentiluomo col figlio di Santi di Tito. La galleria Orsini Arte e Libri presenta inece un Ila rapito dalle ninfe di Pelagio Palagi, una recente aggiunta al corpus del grande pittore bolognese, ritenuta significativa opera della sua prima maturità. Finale con una sontuosa parete di opere di piccolo formato del divisionista livornese Benvenuto Benvenuti, proposte dalla livornese 800/900 Artstudio.

Opere di Giorgio Belloni presentate da Art Studio Pedrazzini
Opere di Giorgio Belloni presentate da Art Studio Pedrazzini
Achille Funi, Parnaso (1948-1953; tempera e foglia oro su tavola, 212 x 476 cm). Presentata da Galleia del Laocoonte - W. Apolloni
Achille Funi, Parnaso (1948-1953; tempera e foglia oro su tavola, 212 x 476 cm). Presentata da Galleia del Laocoonte - W. Apolloni
Albrecht Dürer, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo (1513; bulino originale, 246 x 187 mm). Presentato da Salamon Fine Art
Albrecht Dürer, Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo (1513; bulino originale, 246 x 187 mm). Presentato da Salamon Fine Art
Cesare Saccaggi, Incipit Vita Nova (1903; olio su tela, 120,6 x 92,7 cm). Presentato da Phidias
Cesare Saccaggi, Incipit Vita Nova (1903; olio su tela, 120,6 x 92,7 cm). Presentato da Phidias
Sano di Pietro, Cornice da parete raffigurante Santa Caterina d’Alessandria (legno di pioppo, osso intagliato, intarsi a nastro di osso, corno e legno, tempera e foglia d’oro dipinto, al centro diametro 10 cm, cornice 38 x 23,5 cm). Presentato da Altomani & Sons
Sano di Pietro, Cornice da parete raffigurante Santa Caterina d’Alessandria (legno di pioppo, osso intagliato, intarsi a nastro di osso, corno e legno, tempera e foglia d’oro dipinto, al centro diametro 10 cm, cornice 38 x 23,5 cm). Presentato da Altomani & Sons
Spinello Aretino, Adorazione dei Magi (1395 circa; tempera e oro su tavola, 21,9 x 38,1 cm). Presentato da Altomani & Sons
Spinello Aretino, Adorazione dei Magi (1395 circa; tempera e oro su tavola, 21,9 x 38,1 cm). Presentato da Altomani & Sons
Giovanni Boldini, La signora col guanto (olio su tavola, 46,3 x 37,6 cm). Presentato da Enrico Gallerie d'Arte
Giovanni Boldini, La signora col guanto (olio su tavola, 46,3 x 37,6 cm). Presentato da Enrico Gallerie d’Arte
Domenico Ghirlandaio, Madonna Wendelstadt (1472 circa; tempera grassa su tavola, 60 x 44 cm). Presentato da Callea
Domenico Ghirlandaio, Madonna Wendelstadt (1472 circa; tempera grassa su tavola, 60 x 44 cm). Presentato da Callea
Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Madonna Ryerson (1500-1502 circa; tavola trasportata su tela, 48 x 28 cm). Presentato da Callea
Benvenuto Tisi detto il Garofalo, Madonna Ryerson (1500-1502 circa; tavola trasportata su tela, 48 x 28 cm). Presentato da Callea
Antonio Canal detto Canaletto, L’arrivo dell’Ambasciatore francesce Jacques-Vincente Languet, Comte de Gergy, a Palazzo Ducale a Venezia il 5 novembre 1726 (1726-1727; olio su tela). Presentato da Lampronti Gallery
Antonio Canal detto Canaletto, L’arrivo dell’Ambasciatore francesce Jacques-Vincente Languet, Comte de Gergy, a Palazzo Ducale a Venezia il 5 novembre 1726 (1726-1727; olio su tela). Presentato da Dys44 Lampronti Gallery
Pendola à la géométrie (1782-1788; 70 x 64,5 cm). Presentato da Top Time Musa
Pendola à la géométrie (1782-1788; 70 x 64,5 cm). Presentato da Top Time Musa
Pelagio Palagi, Ila rapito dalle ninfe (1810 circa; olio su tela, 170 x 215 cm). Presentato da Orsini Arte e Libri
Pelagio Palagi, Ila rapito dalle ninfe (1810 circa; olio su tela, 170 x 215 cm). Presentato da Orsini Arte e Libri
Maestro di Montefloscoli, Madonna con Bambino e santi (prima metà del XV secolo; tempera su tavola a fondo oro). Presentato da Galleria Cannucciari
Maestro di Montefloscoli, Madonna con Bambino e santi (prima metà del XV secolo; tempera su tavola a fondo oro). Presentato da Galleria Cannucciari
Opere di Benvenuto Benvenuti presentate da 800/900 Art Studio
Opere di Benvenuto Benvenuti presentate da 800/900 Art Studio

A margine della prima giornata di apertura, il Presidente dell’Associazione Antiquari di Milano, Michele Subert, ha evidenziato “il grande impegno degli espositori nel reperire e presentare ad AMART opere nuove per il mercato, talvolta persino inedite, fino ad arrivare alle nuove attribuzioni di opere. È sorprendente la quantità di opere provenienti da collezioni private, molte delle quali illustri, presenti quest’anno”.

Sono stati già anche assegnati i premi di questa edizione. Dalla sua prima edizione, AMART ha istituito infatti un riconoscimento (Premio miglior allestimento) riservato ai tre migliori allestimenti degli stand, che viene quest’anno aggiudicato da una giuria composta dall’interior design Clara Bona, dalla giovane e affermata curatrice e art blogger Maria Vittoria Baravelli, dall’architetto specializzato in museografia, Michele Piva e dallo storico dell’arte Stefano Zuffi. La Giuria ha indicato i vincitori per l’edizione in corso indicando le motivazioni come segue: Stand 46. In Opera Italian Arts, Milano (“Luci, grafica, colori e toni dei diversi materiali delle opere esposte compongono un’atmosfera elegantemente equilibrata e coerente”); Stand 31. Salamon Fine Art, Milano (“Opere di epoche, dimensioni, tecniche e materiali diversi vengono valorizzate da un allestimento attento, con soluzioni coraggiose e riuscite come le cornici per le incisioni”); Stand 44. Dalton Somarè, Milano (“L’efficace scelta delle luci e dei basamenti mette in evidenza sculture di grande suggestione, in un dialogo ritmato attraverso le epoche e i continenti”).


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