Madrid, sta per aprire la Galleria delle Collezioni Reali, un nuovo, enorme museo in centro


Nel centro di Madrid sta per aprire un nuovo, enorme museo, la Galleria delle Collezioni Reali: 8000 metri quadri di spazi aperti al pubblico, centinaia di opere (tra cui Tiziano, Caravaggio, Velázquez), e 25 anni di lavoro per aprire il museo che accoglierà le collezioni della Corona di Spagna.

Un grande museo che sta per aprire a Madrid, il più grande della Spagna e uno dei più grandi d’Europa, una struttura da oltre quarantamila metri quadri, di cui ottomila di spazi aperti al pubblico, con centinaia di opere, una vista sulla città, persino rovine della Madrid antica incorporate nell’edificio. Inaugurerà il 28 giugno 2023 la Galería de las Colecciones Reales (Galleria delle Collezioni Reali), definito come il “progetto museale più importante della Spagna da decenni”, che aprirà vicino al Palazzo Reale, in un edificio scavato nella roccia, dal Campo del Moro alla Plaza de la Armería, vicino alla Cattedrale dell’Almudena. Avrà due ingressi: dal lato della piazza verso il Mirador de la Cornisa, al livello del Palazzo Reale, e dalla Cuesta de la Vega, al livello più alto dei giardini del Campo del Moro.

A partire da questa estate, la Galleria sarà il principale strumento di proiezione dell’attività culturale del Patrimonio Nacional, l’ente che gestisce i musei statali spagnoli. Obiettivo dichiarato del nuovo museo è quello di mostrare la ricchezza, l’eccellenza e la diversità delle collezioni reali e, allo stesso tempo, servire da vetrina per tutti i siti reali, come il Palazzo Reale, l’Escorial, il Palacio del Pardo e altri. Inoltre, consentirà di diffondere ancora di più il lavoro del Patrimonio Nacional nel campo del restauro, della conservazione e della valorizzazione dell’imponente patrimonio storico, culturale e naturale che gestisce in sei comunità autonome della Spagna.

L’idea iniziale di costruire un museo per ospitare le collezioni del patrimonio della Corona è nata durante il periodo della “Seconda Repubblica” (dal 1931 al 1939), come si legge nel Decreto che istituisce il Museo delle Armi e degli Arazzi, ma per molto tempo non se ne parlò più: l’iniziativa è stata poi ripresa nel 1998, quando la Commissione Delegata del Governo per gli Affari Culturali ha approvato la costruzione della Galleria. Sono occorsi quindi venticinque anni di lavoro per portare a termine l’ambizioso progetto, ed è ormai a buon punto l’allestimento degli elementi museografici che consentiranno di esporre i 650 pezzi della mostra inaugurale.

A presiedere l’inaugurazione, il 28 giugno, ci saranno anche il re e la regina, Filippo VI e Letizia Ortiz. Dopo l’inaugurazione (che peraltro coinciderà con l’inizio della presidenza spagnola dell’Unione Europea), come ha fatto sapere il ministro della Presidenza, dei rapporti con le corti e della memoria democratica Félix Bolaños, i cittadini potranno godere di diversi giorni a porte aperte per “conoscere questo grande gioiello”.

“È stato un lungo percorso a cui hanno partecipato tante squadre e tante amministrazioni. Voglio ringraziare lo sforzo di tutte le persone che hanno lavorato in questi anni affinché questa Galleria possa finalmente aprire i battenti”, ha affermato Ana de la Cueva, presidente di Patrimonio Nacional. L’inaugurazione consentirà, aggiunge, di “mostrare al mondo questo meraviglioso progetto”.

La Galleria con il logo del museo
La Galleria con il logo del museo
Panorama del Palazzo Reale e della Galleria delle Collezioni Reali. La Galleria è la struttura in basso a destra, sotto alla Cattedrale dell'Almudena
Panorama del Palazzo Reale e della Galleria delle Collezioni Reali. La Galleria è la struttura in basso a destra, sotto alla Cattedrale dell’Almudena
L'installazione del logo sulla facciata
L’installazione del logo sulla facciata
L'installazione del logo sulla facciata
L’installazione del logo sulla facciata

L’edificio

L’edificio della Galería de las Colecciones Reales è stato progettato con due obiettivi: far parte del paesaggio naturale-artificiale di Madrid e preservare il carattere pubblico e aperto di Plaza de la Almudena. Gli architetti Luis M. Mansilla ed Emilio Tuñón sono stati incaricati del progetto architettonico di un edificio che rimanga invisibile dalla spianata situata tra la cattedrale e lo stesso Palazzo Reale. Si sviluppa in verticale e costruisce uno spazio lineare verso il Campo del Moro: segue le tracce dello stesso Palazzo Reale e si integra perfettamente nell’ambiente circostante.

È un’opera pienamente contemporanea, sobria e semplice, ma, allo stesso tempo, dotata di un forte carattere. La sua facciata è configurata sulla base di pilastri in cemento armato rivestiti all’esterno da lastre di granito. L’interno vuole sorprendere i visitatori per l’ampiezza degli spazi, la luce naturale e le viste aperte sul paesaggio esterno. Ad oggi ha già ricevuto dieci importanti premi di architettura, tra i quali spiccano il primo premio del Collegio Ufficiale degli Architetti di Madrid (COAM 2016), il FAD per l’architettura nel 2017 e l’American Architecture Prize (AAP 2017). I lavori, iniziati a dicembre 2006, si sono svolti in quattro fasi e si sono conclusi a dicembre 2015. L’edificio ha una superficie di oltre 40.000 metri quadri, di cui 8.000 destinati ad uso pubblico. Sono tre le sale espositive, ma sono enormi: si tratta di grandi navate a pianta aperta lunghe 120 metri per 16 di larghezza, generate da una successione di portici in cemento.

Al primo piano interrato si trova la sezione archeologica, dove sono state musealizzate vestigia delle mura arabe di grande importanza storica, perché comprendono la porta che dava accesso a Madrid. Sono resti dell’origine della città individuati e datati che possono essere visitati e compresi grazie ad un audiovisivo che spiega l’evoluzione storica della zona e farà vedere al pubblico com’era la Madrid murata e come si è sviluppata nel corso dei secoli. Si tratta delle rovine più antiche delle mura arabe di Madrid, trovate durante gli scavi per i lavori di costruzione dell’edificio: risalenti al IX secolo, ne rimane una porzione di tre metri di larghezza che dimostra l’imponenza della fortezza araba di Madrid. Oltre a disporre di tutti gli spazi e i servizi necessari all’attenzione e alla fruizione del pubblico, l’edificio dispone di spazi adeguati per la gestione e la conservazione dei beni culturali che ospitano depositi attrezzati e una sala polivalente per la conservazione preventiva.

Panorama della facciata della Galleria
Panorama della facciata della Galleria
Facciata della Galleria da Cuesta de la Vega
Facciata della Galleria da Cuesta de la Vega
L'ingresso della Galleria
L’ingresso della Galleria
La Galleria
La Galleria
La Galleria
La Galleria
Rendering del Bookshop
Rendering del Bookshop
Rendering della sala delle mostre temporanee
Rendering della sala delle mostre temporanee

La direttrice

A dirigere la Galleria, nominata nel novembre 2020, è la storica dell’arte Leticia Ruiz Gómez (Santander, 1961), precedentemente responsabile del Dipartimento di pittura spagnola del Rinascimento del Museo Prado. Un dottorato in Storia dell’Arte, una laurea in Restauro presso la Scuola Ufficiale di Conservazione e Restauro e Conservazione dei Beni Culturali di Madrid, centro dove è stata anche docente, e anche una laurea in Storia e Geografia, è grande esperta delle collezioni reali e ha mantenuto già in precedenza stretti legami con il Patrimonio Nacional, poiché ha fatto parte del comitato della tutela dell’istituto tra il 1990 e il 1998, occupandosi, tra le altre cose, dell’inventario e della catalogazione dei beni storico-artistici del Palazzo.

Ha inoltre realizzato e pubblicato studi sulle collezioni reali, in particolare sul Monastero de las Descalzas Reales di Madrid e sull’antica raccolta fotografica dell’istituzione. Inoltre, Ruiz è stata incaricata di dirigere, tra il 1995 e il 1998, la catalogazione della collezione di fotografie storiche del Patrimonio Nacional, lavoro che è culminato in una mostra tenutasi al Palazzo Reale di Madrid. Nel 1999 ha iniziato a lavorare come curatrice al Museo del Prado, dove si è occupata della raccolta di opere del Rinascimento e del primo terzo del XVII secolo.

Leticia Ruiz Gómez
Leticia Ruiz Gómez

Come sarà il museo

L’accesso principale alla Galleria, come detto, si trova sulla Cornisa della Plaza de la Armería. Da questo ingresso, il visitatore inizierà un percorso discendente attraverso tre livelli espositivi per conoscere il ruolo dei collezionisti e del mecenatismo della monarchia spagnola, nonché il lavoro del patrimonio nazionale nella conservazione, ricerca e diffusione del ricco patrimonio culturale e naturale che gestisce. Questa discesa si svolge attraverso ampie rampe in cui verranno mostrate varie risorse audiovisive che contestualizzano le collezioni che i visitatori andranno a scoprire. Nella prima sala, al primo piano interrato (piano -1), dedicata agli Asburgo, le collezioni di arazzi e di armi dell’Armeria Reale dialogano con opere di Bosch, Tiziano, El Greco, José de Ribera, Diego Velázquez e Caravaggio. Tra i pezzi principali spiccano il Gesù e la cananea di Juan de Flandes, proveniente dal Polittico di Isabella la Cattolica, e poi la Salomè con la testa del Battista, capolavoro di Caravaggio del 1607, e il celeberrimo Cavallo bianco di Velázquez.

Tra i pezzi più significativi che la Galleria esporrà al pubblico merita sicuramente un cenno l’Arcangelo san Michele che sconfigge il diavolo, capolavoro del 1692 della scultrice Luisa Roldán, meglio conosciuta come “La Roldana”, figura chiave del barocco iberico e prima donna scultrice della corte spagnola. La direttrice Ruiz ha definito la Roldana come “una figura pionieristica in un’epoca in cui le donne non erano riconosciute”, aggiungendo che “ora grazie alla Galleria, le ridiamo lo splendore che merita”. Ruiz, in occasione della presentazione del restauro in vista della sua esposizione, eseguito dalla restauratrice Ana Loureiro, ha anche evidenziato il virtuosismo tecnico dell’artista e la sua espressività attraverso i volti e le mani, senza dimenticare la policromia e il contrasto dei colori come “un anticipo dello stile successivo, il rococò”. L’opera, alta 2,64 metri e pesante 157,5 kg, dopo il restauro ha richiesto, per il solo spostamento, una squadra di 20 persone, una gabbia di protezione e una gru telescopica per calare il pezzo dai laboratori al quarto piano del Palazzo. “È stato uno dei trasferimenti più emozionanti, vedere l’arcangelo fare il suo ultimo volo per andare alla Galleria”, ha detto sempre Ruiz. In questo lungo lavoro di restauro, Loureiro ha rattoppato le crepe ed eliminato le ridipinture localizzate, soprattutto sul viso e sulle mani, “per restituire all’opera la sua espressività, uno dei tratti distintivi di La Roldana”.

Proseguendo, nell’ambito del racconto lungo le sale, occupa un posto di rilievo la costruzione del Monastero di San Lorenzo del Escorial, così come la fondazione dei Monasteri Reali, spazi femminili per eccellenza e simboli di potere e mecenatismo. Questo piano ha una finestra privilegiata sull’origine di Madrid: come detto, è qui che sarà possibile vedere le mura del IX secolo e la porta di accesso alla città scoperte durante la costruzione dell’edificio. La sala archeologica spiega la storia di quella prima Madrid e l’evoluzione della città fino ai giorni nostri con un video e diverse risorse educative.

Il percorso del piano -2, dedicato ai Borboni, inizia con le planimetrie del nuovo Palazzo Reale, costruito per ordine di Filippo V dopo l’incendio dell’Alcázar, e si conclude con il plastico della Galleria delle Collezioni Reali, come epilogo del racconto delle vicende del grande complesso monumentale e museale del Palazzo Reale di Madrid. Temi come la musica, le fabbriche e le manifatture reali o la costruzione del Palazzo Reale di La Granja, rappresentati attraverso arti decorative, arazzi, strumenti musicali e mobili, coesisteranno con opere di Anton Mengs, Francisco Goya, Giambattista Tiepolo, e grandi artisti del Settecento spagnolo come Luis Paret e Mariano Maella. La fine del percorso spiega al visitatore la funzione e il ruolo del Patrimonio Nacional, l’ente preposto, tra le altre funzioni, alla conservazione e alla diffusione dei Reali Siti e delle Reali Collezioni.

Il piano -3, accessibile da Campo del Moro, è concepito come uno spazio espositivo più dinamico. Oltre alla sala espositiva dedicata alle mostre temporanee, ospita un grande cubo immersivo che fungerà da sito di proiezione a 360° per gli spazi architettonici e naturali dei siti reali.

Juan de Flandes, Gesù e la cananea (1496-1504)
Juan de Flandes, Gesù e la cananea (1496-1504)
Elmo di Ferdinando il Cattolico (1495 circa)
Elmo di Ferdinando il Cattolico (1495 circa)
Georg Wezeler, Ercole sostiene la sfera celeste (1530 circa)
Georg Wezeler, Ercole sostiene la sfera celeste (1530 circa)
Caravaggio, Salomè con la testa del Battista (1607)
Caravaggio, Salomè con la testa del Battista (1607)
Diego Velázquez, Cavallo bianco (1634-1638)
Diego Velázquez, Cavallo bianco (1634-1638)
Luisa Roldán, San Michele arcangelo sconfigge il diavolo (1692)
Luisa Roldán, San Michele arcangelo sconfigge il diavolo (1692)
Francisco Goya, Carlo IV in uniforme (1799)
Francisco Goya, Carlo IV in uniforme (1799)

Il racconto sui social

Per avvicinare il museo al pubblico, il Patrimonio Nacional ha già lanciato, a fine aprile, i profili sui social network della Galleria delle Collezioni Reali, già presente su Instagram e su TikTok (@galeriacoleccionesreales). L’obiettivo è far conoscere l’impegno del museo a un nuovo pubblico in modo accessibile. Nel lanciare i nuovi profili, Patrimonio Nacional ha goduto del supporto dello youtuber Ter, un divulgatore culturale con oltre 4 milioni di follower.

E per festeggiare l’apertura dei social, il museo ha messo in palio visite guidate in anteprima alla Galleria, per un’esclusiva passeggiata a porte chiuse attraverso l’edificio firmato Tuñón e Mansilla.

Il Patrimonio Nacional è comunque già presente su Instagram, Twitter, LinkedIn, YouTube e Facebook, dove conta in tutto oltre 180.000 follower. Nell’ultimo anno ha registrato una crescita significativa su tutti i canali, soprattutto su Instagram. Qui il numero di follower è aumentato del 250% e le sue pubblicazioni hanno raggiunto i 2,5 milioni di utenti.

Con l’apertura di questi due nuovi account, la Galleria segue il percorso di altri grandi musei con l’obiettivo di raggiungere un nuovo pubblico più giovane e far conoscere le collezioni in modo diverso, educativo e divertente. L’appuntamento con il museo dal vivo, invece, sarà a partire dal 28 giugno. Chi volesse tenersi in aggiornamento, può visitare il sito del Patrimonio Nacional.


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