Dante dialoga con Giotto al Museo degli Eremitani nel segno del contemporaneo


Fino al 30 gennaio 2022 il Museo degli Eremitani presenta la mostra A riveder le stelle: Dante dialoga idealmente con Giotto attraverso l’arte contemporanea. 

S’intitola A riveder le stelle la mostra d’arte contemporanea in corso fino al 30 gennaio 2022 presso il Museo degli Eremitani di Padova che intende dialogare idealmente con gli affreschi di Giotto che da luglio 2021 sono stati inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco come Padova Urbs Picta. L’esposizione, a cura di Barbara Codogno, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova in collaborazione con The Bank Contemporary Art Collection con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, è stata pensata per celebrare il settecentesimo anniversario della scomparsa di Dante Alighieri, ma anche per rendere omaggio all’autore degli affreschi della Cappella degli Scrovegni e del cielo stellato che è possibile ammirare al suo interno. Sono proprio le stelle il più grande punto in comune tra Dante e Giotto: la volta stellata della Cappella padovana e le stelle invocate da Dante nell’ultimo verso dell’Inferno, quando le contempla insieme a Virgilio, la sua guida. 

La mostra “non vuole essere didascalica”, spiega la curatrice, “tanto meno agiografica o passatista, piuttosto evocativa e suggestiva, rimanendo però fedele al percorso di luce tracciato sia da Dante che da Giotto e traghettando perciò lo spettatore verso il sollievo della rinascita indicata dalle stelle”.

L’omaggio alle due figure di spicco del Trecento che rivoluzionarono la loro epoca dal punto di vista artistico e letterario si compie attraverso circa quaranta opere d’arte contemporanea provenienti dalla The Bank Contemporary Art Collection, alcune realizzate appositamente per l’occasione espositiva da artisti figurativi italiani e riconosciuti a livello internazionale, che trattano i temi esistenziali che Giotto ha affrescato nella Cappella degli Scrovegni e che Dante ha affrontato nella sua Commedia. Gli artisti che presentano le loro opere lungo il percorso espositivo, allestito nelle sale recentemente ristrutturate per le mostre temporanee del Museo degli Eremitani, sono Agostino Arrivabene, Saturno Buttò, Desiderio, Marco Fantini, Sergio Fiorentino, Giovanni Gasparro, Alfio Giurato, Federico Guida, Maurizio L’Altrella, Paolo Maggis, Vittorio Marella, Nicola Nannini, Sergio Padovani, Alessandro Papetti, Luca Pignatelli, Chiara Sorgato, Nicola Verlato e Santiago Ydáñez . 

Immagine guida della mostra è l’opera di Sergio Padovani (Modena, 1972) dal titolo Stelle aperte, commissionata da The Bank Contemporary Art Collection: un dipinto che si sviluppa su scala ascensionale evocando le tre Cantiche dantesche. Il movimento narrativo a spirale, che ricorre sia nella Divina Commedia che nella Cappella degli Scrovegni con particolare riferimento alla caduta, è rievocato dai dipinti di Nicola Verlato (Verona, 1965) e Giovanni Gasparro (Bari, 1983). La croce di Giotto dialoga con La mia prima croce di Federico Guida (Milano, 1969), mentre per evocare il Giudizio Universale è stata scelta l’opera Si fece buio su tutta la terra di Nicola Nannini (Bologna, 1972). L’universo dantesco di Cerbero e delle fiere rivive nelle opere di Maurizio L’Altrella (Milano, 1972), mentre la bestialità del cane diventa politica nel trittico di Santiago Ydáñez (Jaén, 1967). Lucifero è protagonista di un’altra opera di L’Altrella, La bestia luminosa, ma anche dell’ironica reinterpretazione di Saturno Buttò (Venezia, 1957). La lussuria è protagonista del Circus di Federico Guida e di Home! Sweet home! di Desiderio (Milano, 1978). Il percorso di rinascita nel segno della luce è rappresentato da artisti che conducono nella zona di attesa del Limbo, come Alfio Giurato (Catania, 1978), Luca Pignatelli (Milano, 1962) e Alessandro Papetti (Milano, 1958). Il percorso si conclude in un Paradiso dove l’azzurro di Giotto si ritrova nelle campiture assolute di Sergio Fiorentino (Catania, 1973), con i Corpi che riposano insieme in un abbraccio che consola e conforta. 

A riveder le stelle si suddivide in sezioni che riferimenti a dettagli degli affreschi della Cappella degli Scrovegni, come è stato ideato dalla curatrice. Si parte dalla selva oscura per giungere al Paradiso, attraverso Inferno e Purgatorio. Di effetto alcune opere presenti, come Martyrium di Agostino Arrivabene: un san Sebastiano dalla cui pelle fuoriescono strutture capillari che si diramano verso l’esterno; si rifà alla statuaria antica l’Eroe guerriero di Luca Pignatelli realizzato su telone ferroviario e sua è anche la grande nave Rex che accompagna i visitatori nell’ultima sezione dedicata al Paradiso. Desiderio ha portato un ammasso di maiali nella sala dedicata al vizio e in effetti l’onnivoro è un animale simbolo del vizio, mentre le opere di Sergio Padovani richiamano l’universo di Bruegel con piccolissime figure immerse in scenari surreali e inquietanti.  

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.padovamusei.it

La mostra è visitabile dal pubblico da martedì a domenica dalle 9 alle 19. Chiuso i lunedì non festivi, Natale, Santo Stefano, Capodanno. Fino al 6 gennaio 2022 ingresso gratuito per i residenti a Padova e provincia e per studenti universitari. Il catalogo è edito da Antiga Edizioni con testo critico di Barbara Codogno e un racconto inedito di Gabriele Dadati. 

Dante dialoga con Giotto al Museo degli Eremitani nel segno del contemporaneo
Dante dialoga con Giotto al Museo degli Eremitani nel segno del contemporaneo


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