Botticelli, Giuliano de' Medici e due storie al femminile: una straordinaria mostra all'Accademia Carrara di Bergamo


Fino al 28 gennaio 2019 l’Accademia Carrara di Bergamo ospita la mostra ’Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo’, che riunisce la storia di Virginia e quella di Lucrezia.

Dal 12 ottobre 2018 al 28 gennaio 2019, all’Accademia Carrara di Bergamo, è in programma la mostra Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo che, grazie alla collaborazione con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston, riunisce due opere di Sandro Botticelli da tempo separate, la Storia di Virginia e la Storia di Lucrezia, certamente divise già nel corso dell’Ottocento poiché acquisite una negli Stati Uniti e l’altra in Italia. Si tratta di uno straordinario ricongiungimento (che avrà poi una seconda tappa a Boston per l’inizio del 2019), celebrato dal museo di Bergamo offre al pubblico con una mostra importante che vuole essere un’occasione di confronto, emozione, studio, capace di raccontare un artista, un’epoca e una città: Firenze.

Protagonista indiscusso della rassegna è Sandro Botticelli (Firenze, 1445 - 1510), che dipinge le storie di Virginia e Lucrezia intorno al 1505: un’unica committenza per due tavole sorelle, immaginate per un unico luogo, in origine inserite in un rivestimento che copriva le pareti di una stanza sino all’altezza delle spalle. I capolavori sono caratterizzati da solennità ed eleganza di inquadrature architettoniche, da memorie classiche, concitazione degli episodi, momenti di sentita drammaticità, ed è inoltre importante il tema scelto per le due opere: la tradizione rinascimentale, infatti, riporta alla decorazione delle camere, in occasione di matrimoni importanti, con scene di probità e castità. A livello tematico, le storie di Virginia e Lucrezia compaiono spesso in coppia, utilizzate come pendant nei cicli decorativi dell’epoca, dove la Roma antica e la Firenze rinascimentale si fondono generando due palcoscenici per il sacrificio di due donne. Le virtù femminili della pudicizia e della castità sono celebrate dalla morte di Virginia e Lucrezia e le rivolte popolari anti-tiranniche sono esaltate dagli uomini pronti alla battaglia. E mentre proseguono gli studi sulla storia delle tavole di Botticelli prima dell’Ottocento, è possibile affermare che Virginia e Lucrezia legano l’istituzione bergamasca e quella americana dalla seconda metà del XIX secolo. La ricongiunzione delle due opere dà vita a un confronto straordinario, consentendo di approfondire origine, natura e storia della mirabile coppia di dipinti, prima a Bergamo e poi a Boston. Grazie alla collaborazione tra i due musei, la reciprocità della proposta tramuta un dialogo a distanza in due imperdibili appuntamenti culturali. Sandro Botticelli, celebrato universalmente per aver saputo interpretare il suo tempo che abbraccia il massimo fulgore della corte medicea sino alla sua crisi e al suo tramonto, lavora alle due tavole in età matura.

Quanto alla “trama” dei due dipinti, Virginia e Lucrezia ci raccontano due storie di virtù e sacrificio al femminile: Virginia fu assassinata dal padre per preservarne l’onore, Lucrezia scelse la morte pur di salvarsi dall’ignominia. Due storie dipinte in episodi che raccontano non solo del sacrificio e del suo svolgersi, ma anche del riscatto: per Virginia la reazione dei plebei, guidati dal padre, contro l’ingiustizia del potere; per Lucrezia la rivolta contro il mal governo di Roma. Le due narrazioni, oltre a rappresentare esempi di virtù, nel loro alludere alla rivolta contro il sopruso, rivestono un significato politico che rimanda alle aspre lotte di potere a Firenze allo scadere del Quattrocento. Inoltre importante è anche la storia collezionistica delle due opere. Virginia arriva nella collezione dell’Accademia Carrara grazie al lascito dello storico dell’arte Giovanni Morelli nel 1891, mentre l’acquisto risale al 1871; Lucrezia viene acquistata nel 1894 dalla collezionista Isabella Stewart Gardner, che la comperò dal conte Ashburnham grazie alla mediazione di Bernard Berenson.

L’eccezionale ricongiungimento ha poi orientato l’Accademia Carrara alla valorizzazione anche degli altri due dipinti di Botticelli sempre a Bergamo: il Ritratto di Giuliano de’ Medici (del 1478-1480 circa) e il Vir dolorum (1495-1500 circa), entrambi entrati in collezione grazie alla donazione di Giovanni Morelli. Il Ritratto di Giuliano sarà affiancato dal busto in marmo che lo raffigura in prestito dal Museo del Bargello di Firenze e dal testo di Paolo Giovio, Elogia virorum bellica virtute illustrium (Basilea, 1575), corredato dall’incisione con il giovane erede della famiglia Medici trafitto da un pugnale, per ricordare i fatti di sangue della Congiura dei Pazzi che videro la sua morte. Il Vir dolorum della Carrara, già in coppia con una Mater Dolorosa (oggi non rintracciabile, ma nota attraverso un’immagine del 1913) sarà accostato al Crocifisso (1496-1498 circa) del Museo dell’Opera del Duomo di Prato.

Il percorso della mostra si snoda attraverso tre sale. La sala 7 è dedicata a Giuliano de’ Medici, fratello minore di Lorenzo il Magnifico, abile cavaliere e vincitore della Giostra del 1475 celebrata dal Poliziano. Il giovane fu vittima della Congiura dei Pazzi, e venne assassinato a Firenze il 26 aprile 1478: Lorenzo volle denunciare e ricordare la sua morte (‘luctus publicus’) con il conio di una medaglia realizzata dallo scultore di famiglia Bertoldo di Giovanni, che raffigurò, su entrambe le facce, il violentissimo agguato avvenuto in Santa Maria del Fiore. Dalla maschera mortuaria fu ricavato il volto di un busto in marmo e Sandro Botticelli la utilizzò per delineare il ritratto di Giuliano di cui si conoscono almeno tre versioni (a Bergamo, Washington, Berlino). Nel Cinquecento, un pugnale compare a trafiggere il cuore di Giuliano nella xilografia di Tobias Stimmer posta a corredo dell’elogio scritto da Paolo Giovio.

Nella sala 8 protagonista è il Vir Dolorum: sebbene sia nota la centralità della figura di Cristo nella dottrina e nella predicazione di Gerolamo Savonarola, immagini come il Vir Dolorum e le sue diverse varianti (in dittico con la figura della Madonna, come Redentore o con gli strumenti della passione) sono presenti a Firenze, in Italia e in Europa sin dal Medioevo. Analogamente, il Cristo crocifisso scolpito o dipinto è una tipologia centrale nelle pratiche liturgiche. In particolare, la tipologia della croce sagomata e dipinta sui due lati si lega, nel Quattrocento, a pratiche devozionali comuni presso le ‘Compagnie’ di fedeli che ne facevano il fulcro delle processioni rituali. Le immagini di Cristo, collocate in cappelle, oratori, celle o in contesti domestici, avevano la funzione di evocare le sofferenze di Gesù, invitando il fedele all’identificazione, alla contemplazione, alla preghiera. Infine, la sala 9 è dedicata a Virginia e Lucrezia, i due dipinti per spalliera (simili a quelli che decoravano forzieri e cassoni, e che erano inseriti entro il rivestimento, ligneo o di altri materiali) delle pareti della ‘camera’) grandi protagonisti dell’esposizione.

“La solida collaborazione dell’Accademia Carrara con l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston”, dichiara Maria Cristina Rodeschini, direttore dell’Accademia Carrara e co-curatore della rassegna, “viene sottolineata con vigore da questa mostra. Il profondo e fattivo dialogo culturale tra i due musei, che prendeva avvio nel 2015, trova nell’esposizione Le storie di Botticelli. Tra Boston e Bergamo, un importante punto di approdo. I due dipinti con la Storia di Virginia della Carrara e la Storia di Lucrezia del Gardner, dipinte dal maestro fiorentino nella piena maturità, ne confermano la grandezza e mettono in risalto l’attualità del ruolo femminile nella società. Le due storie vengono interpretate da Botticelli non solo come esempi di alta moralità civile, ma come detonatori di radicali cambiamenti politici. Affascina il messaggio al quale dà voce il mondo rinascimentale: la sfera privata volge in interesse collettivo. Ieri come oggi?”

“Nelle tre sezioni della mostra”, sottolinea Patrizia Zambrano, co-curatore della mostra e docente all’Università del Piemonte Orientale, “ogni singola opera di Botticelli presente nella collezione dell’Accademia Carrara è messa in relazione a dipinti, sculture, testi con i quali si instaura un dialogo che si snoda, con andamento cronologico, dalle opere più antiche sino a quelle dipinte nei primissimi anni del Cinquecento, poco prima della morte dell’artista (1510). Questa trattazione nasce dall’idea del confronto e dell’interlocuzione tra opere della Carrara e opere ‘ospiti’ della mostra e intende valorizzare la collezione dimostrando che ciò che è custodito nel museo non è materia morta ma invece materiale vivente e che continuamente pone domande alle quali gli studiosi, ma anche il pubblico sono chiamati a rispondere. Il visitatore si troverà perciò di fronte a tre diversi aspetti dell’attività di Sandro Botticelli : il pittore di ritratti, il pittore del tema sacro, il pittore di storie, in particolare episodi della storia romana”.

La mostra apre tutti i giorni (tranne il martedì, giorno di chiusura), dalle 9:30 alle 17:30 (la biglietteria chiude alle 16:45). Aperture serali straordinarie (fino alle 22, ultimo ingresso alle 21) il 26 ottobre, 30 novembre, 28 dicembre e 11 gennaio. Biglietti per l’Accademia Carrara: intero 12 euro, ridotto e gruppi 10 euro. Per info e prenotazioni: 035 0514356, oppure visitare il sito www.lacarrara.it.

Il progetto espositivo è corredato dalle proposte ideate dai Servizi Educativi dell’Accademia Carrara per pubblici differenti: bambini, famiglie, istituti scolastici. La narrazione, il collezionismo, le tecniche artistiche sono i temi delle attività laboratoriali riservate alle scuole di ogni ordine e grado, in cui gli studenti possono vivere esperienze interdisciplinari. Ogni fine settimana, inoltre, per tutta la durata della mostra, appuntamenti dedicati alle famiglie e agli adulti. Proposte ad hoc anche per i giovani adolescenti, attraverso i progetti di Alternanza Scuola - Lavoro e alla collaborazione con Bergamo Film Meeting. Ad opera dei Servizi Educativi è anche la messa a punto dell’ audioguida dedicata a bambine e bambini dai 7 ai 12 anni: i piccoli visitatori sono accompagnati in mostra da una guida d’eccezione, Giovanni Morelli, che li sfida a osservare le opere come veri storici dell’arte, conducendoli alla scoperta di Botticelli, del Rinascimento e dei suoi protagonisti. Catalogo edito da Officina Libraria con testi di: Francesco Caglioti, Ilaria Ciseri, Ana Debenedetti, Andrea Di Lorenzo, Elsa Filosa, Peggy Fogelman, Rossella Lari, Angelo Loda, Gianfranco Pocobene, M. Cristina Rodeschini, Paolo Sachet, Nathaniel Silver, Patrizia Zambrano. Gli hashtag ufficiali: #CarraraBotticelli #BotticelliBergamo #lestoriediBotticelli.

Nella foto: la Storia di Virginia e la Storia di Lucrezia riunite.

Botticelli, Giuliano de' Medici e due storie al femminile: una straordinaria mostra all'Accademia Carrara di Bergamo
Botticelli, Giuliano de' Medici e due storie al femminile: una straordinaria mostra all'Accademia Carrara di Bergamo


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