Al Castello di Novara una mostra su Les Italiens de Paris, da Boldini a De Nittis a Corcos


Dal 4 novembre 2023 al 7 aprile 2024 il Castello di Novara ospita la mostra “Boldini, De Nittis et les Italiens de Paris” dedicata ai celebri artisti italiani attivi nella Parigi di fine Ottocento e inizio Novecento. 

Il Castello di Novara accoglie nelle sue otto sale la mostra Boldini, De Nittis et les Italiens de Paris, a cura di Elisabetta Chiodini e organizzata da METS Percorsi d’Arte. Visitabile dal 4 novembre 2023 al 7 aprile 2024, l’esposizione è dedicata ai celebri artisti italiani attivi nella Parigi di fine Ottocento e inizio Novecento, meglio noti come Les Italiens de Paris, tra tutti Giovanni Boldini e Giuseppe de Nittis.

Il percorso espositivo comprende novanta opere attraverso le quali s’intende portare idealmente i visitatori nella Parigi di quell’epoca, tra atelier e mostre nella città che fin dai primi anni Venti dell’Ottocento aveva attratto molti artisti italiani desiderosi di confrontarsi con la cultura figurativa d’Oltralpe e di ampliare il proprio mercato oltre confine. L’Exposition universelle del 1867, la prima strutturata interamente a padiglioni, confermò Parigi, parafrasando Walter Benj amin, capitale del lusso e delle mode, del progresso e della civiltà. Sarà proprio dagli anni Sessanta che intraprendenti mercanti d’arte contemporanea, francesi, inglesi, tedeschi, olandesi faranno a gara per assicurarsi le opere di giovani artisti promettenti riuscendo spesso a convincerli a stipulare contratti “in esclusiva”, diventandone i diretti intermediari con i compratori e il loro gusto estetico. Tra i mercanti di maggior fama, Adolphe Goupil, Friedrich Reitlinger, Thomas e William Agnew, Algernon Moses Marsden.

Le prime due sale accolgono opere di artisti che lavorarono con successo per il mercato internazionale, influenzando anche quello italiano. Tra queste Un mercato a Costantinopoli (1874) di Alberto Pasini (1826 - 1899); La Maddalena (1875) di Domenico Morelli (1823 - 1901); Ritorno dal mercato (1877) di Alceste Campriani (1848 - 1933); Processione a Firenze (1878) di Telemaco Signorini, opera fino ad ora nota come Processione a Settignano e ascritta agli anni Ottanta e che grazie alle ricerche compiute per questa mostra si è riusciti a ricollocare correttamente nel corpus delle opere del pittore toscano. Inoltre, due capolavori di Francesco Paolo Michetti (1851 - 1929), Processione del Corpus Domini a Chieti (1877) e La mattinata (1878), che documentano le festività religiose e il folklore abruzzesi.

La seconda sezione è dedicata a Giovanni Boldini e Giuseppe de Nittis. Le due sale ospitano alcuni dei lavori di maggior successo dei due pittori, dipinti ad olio e pastelli che illustrano l’evoluzione della loro poetica e del loro linguaggio dai primi anni Settanta alla metà degli anni Ottanta. Tra le opere di Boldini si vedrà una serie di dipinti dedicati a Berthe, modella e amante del pittore per circa dieci anni, come Berthe che esce per una passeggiata (1874), Berthe legge la dedica su un ventaglio (1878); figura, quella della giovane e bionda Berthe, che verrà sostituita in entrambi i ruoli dalla mora e sensuale Gabrielle de Rasty, moglie del conte Constantin de Rasty, con la quale Boldini avrà un’intesa relazione sentimentale fino alla fine degli anni Novanta. Inoltre, si potrà ammirare Gabrielle de Rasty sul divano, grande tela dipinta tra il 1878 - 1879. Ancora di Boldini la celeberrima Amazzone (1879 circa), ritratto dell’attrice Alice Regnault a cavallo, delle collezioni della GAM di Milano, e ancora Fanciulla con gatto nero (1885).

Tra le numerose opere di Giuseppe de Nittis è esposta La discesa dal Vesuvio (1872), dipinto esposto al Salon del 1873 insieme a I crateri del Vesuvio prima dell’eruzione del 1872; e ancora, Sulle rive della Senna e Dans les blé, entrambi dipinti nel 1873, opera quest’ultima esposta al Salon del 1874 nonostante fosse già entrata nella collezione Oppenheim. La preziosa tavoletta è stata richiesta per un’importante esposizione che avrà luogo a marzo 2024 al Musée d’Orsay, e quindi lascerà le sale del Castello prima della conclusione della mostra, ma rimarrà presente in versione clonata ad altissima definizione riprodotta in dimensioni reali. Esposti inoltre il famosissimo Al Bois de Boulogne (1873), dalle collezioni della Fondazione Enrico Piceni, Leontine in canotto (1874) e due pastelli grandi al vero, In visita (1881) e Fiori d’autunno (1884), tra le ultime opere eseguite da De Nittis scomparso improvvisamente nell’agosto del 1884 a soli trentotto anni.

La terza sezione sarà invece dedicata ad Antonio Mancini e saranno presenti alcuni dei suoi capolavori che eseguì tra Napoli e Parigi dal 1872 al 1878. Nove dipinti tra cui Scolaro con libri (1872), La lettura (1873), Bambina con fazzoletto giallo (1875), Il suonatore di violino (1877) e Scugnizzo con chitarra (1877). La quarta sezione illustrerà l’evoluzione della pittura di Federico Zandomenghi (1841 - 1917) dalla metà degli anni Settanta fino ai primi del Novecento. In mostra sarà esposto il Ritratto di Diego Martelli (1879) presentato da Zandomeneghi alla quarta esposizione impressionista nel 1879, nella Collezione delle Gallerie degli Uffizi, opera ispirata al soggiorno parigino dell’amico critico Diego Martelli. Saranno esposti inoltre Le Moulin de la Galette (1878), dalla Collezione della Fondazione Enrico Piceni; Madre e figlia (1879), capolavoro nella produzione dell’artista; Il violoncellista (1882 circa); il pastello Coppia al Caffè (1885 - 86), dalla collezione della Fondazione Francesco Federico Cerruti. Inoltre, opere realizzate nei decenni successivi, quelli del grande successo di Zandomeneghi, quali Colloquio al tavolino (1895 circa) e A teatro (1895 - 1900).

La quinta sezione metterà a confronto alcune vedute urbane di Parigi e Londra. Tra queste la famosa Place Clichy (1874) di Boldini e la monumentale Westminster (1878), tela eseguita da De Nittis per il banchiere Kaye Knowles (anche questa lascerà la mostra prima della fine poiché attesa a Palazzo Reale di Milano per la grane monografica su Giuseppe de Nittis. La sezione si chiuderà con Place d’Anvers a Parigi (1880) di Zandomeneghi, dipinto universalmente riconosciuto come uno dei capolavori indiscussi dell’artista, oggi di proprietà della Galleria Ricci Oddi di Piacenza.

La mostra prosegue ospitando nella piccola sala della “cella” del castello una selezione di nudi e soggetti femminili colti in intimità, che riflettono profondamente il carattere, le differenti sensibilità e il diverso approccio dei rispettivi artisti al tema.

La settima sezione sarà dedicata al pittore livornese Vittorio Matteo Corcos (1859 - 1933), giunto a Parigi appena ventunenne nel 1880. In sala alcune opere del suo breve ma fondamentale soggiorno parigino, come La farfalla (1881); L’inglesina (1882), Ragazza in riva al Lago (1884) e il celeberrimo Le istitutrici ai campi Elisi (1892) delle collezioni di Palazzo Foresti di Carpi. L’ultima sezione sarà dedicata ai ritratti mondani eseguiti da Giovanni Boldini e Vittorio Matteo Corcos; una tipologia di ritratto molto amata che renderà i pittori ricercatissimi tra i contemporanei e famosi quanto le più alte personalità fermate sulla tela dai loro straordinari pennelli. In mostra alcuni dei capolavori assoluti, olii e pastelli, del maestro ferrarese, e tra le opere di Corcos il ritratto del soprano Lina Cavalieri (1902) e l’inedito Ritratto di Lia Silvia Goldmann Clerici (1912 - 1915).

Accompagna la mostra il catalogo edito da METS Percorsi d’arte con saggi di Elisabetta Chiodini e Paul Nicholls, e schede di Silvestra Bietoletti, Silvia Capponi, Elisabetta Chiodini, Omar Cucciniello, Elena Lissoni, Elena Marconi, Giulia Matta, Camilla Testi, Isabella Valente.

La mostra è co-organizzata con Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara, con il patrocinio e il contributo di Regione Piemonte, il patrocinio di Commissione Europea e Provincia di Novara, ed è realizzata grazie al sostegno di Banco BPM (Main sponsor), Esseco s.r.l., De Agostini Editore S.p.A., Comoli Ferrari & C. S.p.A., Mirato S.p.A., Fondazione CRT. Si avvale inoltre della collaborazione di Ad Artem, Ente Turismo Terre dell’Alto Piemonte, Big/Ciaccio Arte, e del supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano.

Per info: www.metsarte.it

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 19. Chiuso il lunedì.

Presentando il biglietto della monografica su Giuseppe De Nittis a Palazzo Reale a Milano si ha diritto all’ingresso ridotto alla mostra Boldini, De Nittis et Les Italiens de Paris al Castello di Novara, e viceversa. Presentando il biglietto di ingresso alla cupola di San Gaudenzio a Novara si ha diritto all’ingresso ridotto alla mostra Boldini, De Nittis et Les Italiens de Paris al Castello di Novara, e viceversa.

Giovanni Boldini, Giovane in déshabillé con specchio (La toilette) (olio su tela, 81 x 60 cm)
Giovanni Boldini, Giovane in déshabillé con specchio (La toilette) (olio su tela, 81 x 60 cm)
Vittorio Corcos, Le istitutrici ai Campi Elisi
Vittorio Corcos, Le istitutrici ai Campi Elisi
Giuseppe de Nittis, Westminster
Giuseppe de Nittis, Westminster
Antonio Mancini, Suonatore di chitarra (1877; olio su tela, 79 x 65 cm)
Antonio Mancini, Suonatore di chitarra (1877; olio su tela, 79 x 65 cm)
Federico Zandomeneghi, Colloquio a tavolino (olio su tela, 60 x 75 cm)
Federico Zandomeneghi, Colloquio a tavolino (olio su tela, 60 x 75 cm)

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraBoldini, De Nittis et les Italiens de Paris
CittàNovara
SedeCastello di Novara
DateDal 04/11/2023 al 07/04/2024
ArtistiGiovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Vittorio Corcos, Federico Zandomeneghi, Antonio Mancini
CuratoriElisabetta Chiodini
TemiNovecento, Ottocento

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