Al Castello di Udine una mostra celebra Marcello D'Olivo, artista e architetto visionario


Fino al 30 aprile 2022 il Castello di Udine accoglie la mostra “Marcello D’Olivo, architetto del mondo in Friuli Venezia Giulia” dedicata all’artista, architetto, urbanista e progettista visionario in occasione del centenario della sua nascita. 

Udine celebra il centenario della nascita di Marcello D’Olivo con una grande mostra allestita nel Salone del Parlamento del Castello di Udine e nelle sale adiacenti. Marcello D’Olivo, architetto del mondo in Friuli Venezia Giulia, questo il titolo della rassegna dedicata all’artista, architetto, urbanista e progettista visionario, a cura di Silvia Bianco e Bernardino Pittino e visitabile fino al 30 aprile 2022.

Chi era Marcello D’Olivo?

Nato a Udine il 27 febbraio 1921, si avvicinò all’architettura grazie all’incontro con il nipote di Raimondo D’Aronco che gli aprì la biblioteca dello zio e lo introdusse al mondo del costruire. Si diplomò al liceo artistico di Venezia e uno dei suoi docenti, il pittore Giuseppe Cesetti, diventò uno dei riferimenti principali, oltre a Picasso, per i suoi dipinti onirici, caratterizzati da linee curve. Risale al 1943 la prima mostra di Marcello D’Olivo, Fernando Toso e Gino Valle.

Negli anni della guerra, D’Olivo venne arrestato dai nazisti, insieme all’amico Loris Fortuna, perché sospettato di avere molti amici nella Resistenza, fu deportato in campo di detenzione e poi in campo di concentramento. Riuscì a uscire dal campo dopo aver rubato una divisa delle SS, e parlando in tedesco riuscì a fuggire. Tornò a Venezia per frequentare la Facoltà di architettura. Durante il periodo universitario si appassionò al calcolo, alla statica e alla scienza in ogni suo aspetto. Laureatosi nel 1946, collaborò con Gianni Avon e Provino Valle; fino al 1949 lavorò per la società udinese Rizzani e furono proprio le industrie il perno attorno a cui si solidificò il percorso di D’Olivo. Amico di Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Zigaina, i tre si riunivano per discutere di arte, politica, pittura. La sua carriera di architetto-pittore iniziò con la progettazione del piano di lottizzazione di Lignano Pineta.

Nel 1955 si stabilì temporaneamente a Roma per il progetto della città satellite; tra il 1957 e il 1958 restaurò la cupola della Moschea Sakhra el Musciarafa a Gerusalemme e si dedicò a strutture ospedaliere, strade e scuole in Arabia Saudita. Dal 1959 al 1964 fu affiancato da Valentino Simonitti per realizzare l’hotel Gusmay, l’unica parte costruita del villaggio di Manacore sul Gargano. Nel 1965 fece i primi schizzi per il piano regolatore di una città satellite di Libreville, in Gabon. Viaggiò tra Europa, Medio Oriente e Africa, dove pianificò e realizzò numerosi progetti, come complessi scolastici e sportivi, alberghi, quartieri, sedi bancarie, ministeri e autostrade.
Negli anni Settanta frequentò artisti, poeti, letterati, quali Alfonso Gatto, Giuseppe Ungaretti, Giorgio De Chirico, Leonardo Sinisgalli, Orson Welles, Giulio Carlo Argan, Bruno Zevi, Luigi Nervi, Palma Bucarelli, Luchino Visconti. Nel 1972, a Trieste, gli venne dedicata una personale e pubblicò Discorso per un’altra architettura, il suo manifesto, con prefazione scritta da Giulio Carlo Argan. Nel 1977 presentò uno schema per la ricostruzione del Friuli dopo il terremoto dell’anno precedente. Si trasferì in Africa e, due anni più tardi ricevette l’incarico per la realizzazione delle strutture del Monumento al Milite Ignoto di Baghdad ultimato nel 1982, e partecipò alle edizioni della Biennale di Venezia del 1978 e del 1982. Alla fine del 1985 ritornò a Udine, dove decise di rivolgere maggiore attenzione alla produzione pittorica che, come quella architettonica, ha sempre trattato il legame tra uomo e natura. Morì all’alba del 24 agosto 1991, a Udine.

L’esposizione intende far conoscere al pubblico le mille sfaccettature dell’artista e dell’architetto che nel corso di quarantacinque anni di carriera progettò quasi quattrocento architetture, lavorò in tutto il mondo, si trasferì più volte in varie città, sempre però con il cuore alla sua terra d’origine: tra architettura e arte, il pubblico ha occasione di venire a contatto con il pensiero, con la grande creatività e con l’infinito amore per la natura di Marcello D’Olivo.

Definito dallo storico dell’architettura e storico dell’arte Nikolaus Pevsner “tra i più dotati architetti italiani del Dopoguerra”, D’Olivo progettava, disegnava, i suoi segni non erano mai casuali. Raffigurava la natura reinterpretandone le forme nelle sue opere in cui faceva convivere arte e architettura. La natura e l’artificio, il disegno e il segno sono suoi elementi fondamentali non solo in campo architettonico, ma anche nel settore grafico e pittorico, come si nota nei disegni su carta e su tela esposti, provenienti da collezioni private. Schizzi e disegni tecnici compiuti a matita, pastello e china presentano la visione di D’Olivo del territorio friulano. La rassegna si sofferma sulle opere progettate in Friuli Venezia Giulia: sui disegni eseguiti per architetture mai costruite ma che sono estremamente significativi della sua idea di fare architettura, del suo incidere profondi segni sul territorio seguendo le forme della natura, con curve morbide o con spigoli vivi.
Parallelamente è possibile vedere disegni e dipinti, esempi della pittura che è stato il primo strumento espressivo dell’artista. In mostra galli, cavalli e tori, i pensatori e gli alberi che non si stancava mai di disegnare e di rapportare anche al costruito, all’artificio.

Le opere realizzate sono visibili attraverso le fotografie, attraverso le immagini storiche custodite nell’archivio D’Olivo, le quali mostrano il cantiere e gli edifici subito dopo la loro costruzione. Il pensiero di D’Olivo è molto attuale poiché si basa su un’architettura in equilibrio tra natura e tecnica, su un’architettura che è sempre in rapporto con il territorio. Grazie alla collaborazione con il Circolo Fotografico Friulano e il Centro Friulano Arti Plastiche è possibile rendersi conto del carattere attuale della sua architettura: fotografi e artisti rileggono le architetture di D’Olivo. Inoltre, grazie alla collaborazione con il Centro Friulano Arti Plastiche, di cui D’Olivo fu socio, la mostra si apre alla città con il percorso diffuso "Rileggere D’Olivo“, che intende ripercorrere i ”luoghi mancati", ovvero quei luoghi per i quali D’Olivo ideò progetti che poi non furono mai realizzati. A Udine, in prossimità di questi ultimi, come viale Venezia, piazzale Osoppo, via Leonardo da Vinci, via Bariglaria e l’autostazione, sono state collocate cinque installazioni arricchite poi in loco da artisti con interpretazioni pittoriche.

Per maggiori info visitate il sito www.civicimuseiudine.it

Orari: Da martedì a domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraMarcello D’Olivo, architetto del mondo in Friuli Venezia Giulia
CittàUdine
SedeCastello di Udine
DateDal 04/12/2021 al 30/04/2022
ArtistiMarcello D'Olivo
CuratoriSilvia Bianco, Bernardino Pittino
TemiFriuli Venezia Giulia, Udine, Architettura

Al Castello di Udine una mostra celebra Marcello D'Olivo, artista e architetto visionario
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