Il lavoro tra Ottocento e Novecento, a Carrara una grande mostra con dipinti da Fattori a Pellizza da Volpedo


A Carrara, a Palazzo Cucchiari, la mostra ’Colori e forme del lavoro. Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla’ è in programma dal 16 giugno al 21 settembre 2018

È in programma a Carrara, presso Palazzo Cucchiari, la grande mostra Colori e forme del lavoro. Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla: dal 16 giugno al 21 ottobre 2018, un percorso di oltre cinquanta opere documenta, con grande senso di attualità, il tema del lavoro nell’arte italiana tra l’Unità d’Italia e la prima guerra mondiale. Le opere provengono da collezioni pubbliche e private e spaziano dai macchiaioli al verismo, dal simbolismo alle prime avanguardie. Giovanni Fattori, Angelo Morbelli, Telemaco Signorini, Plinio Nomellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giacomo Balla sono alcuni degli artisti che compongono l’itinerario della rassegna carrarese.

Pellizza da Volpedo (Volpedo, 1868 - 1907) è presente con un grande disegno preparatorio per il celeberrimo Quarto stato, di Vincenzo Vela (Ligornetto, 1820 - Mendrisio, 1891) è esposto un Monumento alle Vittime del Lavoro, e ci sono anche alcune opere di Giacomo Balla (Torino, 1871 - Roma, 1958) prima della sua “conversione” al futurismo. La mostra, curata da Massimo Bertozzi ed Ettore Spalletti, si avvale di un progetto espositivo mirato a verificare come, nell’ambito della pittura, gli artisti del realismo e del verismo, nei decenni successivi all’unità politica dell’Italia, avessero avviato un profondo rinnovamento tematico e formale, senza perdere di vista il contesto sociale e le profonde trasformazioni culturali che stavano definendo l’immagine della “nuova Italia”.

Le immagini del popolo, si legge nella presentazione, “diventano indifferentemente motivo di denuncia e origine di nuove e diverse suggestioni poetiche, e la figurazione dell’arte italiana si affolla di gente comune: poveri, contadini, anziani e lavoratori nelle loro differenti espressioni di umiltà, di bisogno, ma anche di rivendicazione della propria identità, di affrancamento, quindi di rabbia, di organizzazione e di protesta e di lotta”. Per documentare tutto ciò, la mostra si articola in otto sezioni: il Lavoro Domestico, le Arti Liberali, il Lavoro della Terra, Lavori di Mare e d’acqua dolce, il Commercio, il Lavoro in Officina, il Lavoro in Miniera e nelle Cave, l’Emarginazione Sociale e l’emigrazione.

La mostra, ideata e promossa dalla Fondazione Giorgio Conti, apre tutti i giorni, tranne il lunedì: nei mesi di giugno, settembre e ottobre il martedì, il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22. Nei mesi di luglio e agosto il martedì, il mercoledì, il giovedì e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 23. Per informazioni visitare il sito www.colorieformedellavoro.it.

Nell’immagine: Plinio Nomellini, Messi d’oro, dettaglio (1907-1908; tempera e olio su tela, 192,5 x 136,7 cm; Collezione Banco BPM)

Il lavoro tra Ottocento e Novecento, a Carrara una grande mostra con dipinti da Fattori a Pellizza da Volpedo
Il lavoro tra Ottocento e Novecento, a Carrara una grande mostra con dipinti da Fattori a Pellizza da Volpedo


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