Nel Palazzo Ducale di Venezia una grande mostra sui capolavori fiamminghi, da Tiziano a Rubens


Il Palazzo Ducale di Venezia ospita fino all’1 marzo 2020 la mostra "Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe".

Dal 5 settembre 2019 all’1 marzo 2020 l’Appartamento del Doge nel Palazzo Ducale di Venezia ospita la mostra Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe, a cura di Ben van Beneden, direttore Rubenshuis, e la direzione scientifica di Gabriella Belli, direttore Fondazione Musei Civici di Venezia.

Attraverso quest’esposizione s’intende restituire il fermento culturale ed economico dell’Europa tra XVI e XVII secolo. Sono quindi esposte oltre 140 opere, tra cui alcune assenti da secoli dalla laguna e alcune mai esposte al pubblico, provenienti dalle più prestigiose collezioni pubbliche e private di Anversa e delle Fiandre e da altri musei e collezioni italiane e internazionali, al fine di narrare la ricchezza, la complessità e relazioni di un territorio a cavallo di due secoli.

Peter Paul Rubens, tra i principali artisti che partirono da Anversa per raggiungere l’Italia, contribuendo alla diffusione della conoscenza del Rinascimento nell’Europa settentrionale, è presente in mostra con dodici dipinti, tra cui il Ritratto di giovane donna con una catena, per la prima volta esposto al pubblico, e il monumentale San Francesco d’Assisi riceve le stimmate. Erede di Rubens fu van Dyck, in mostra con sette opere, quali lo Studio per un ritratto di un alto funzionario di Bruxelles e il Ritratto di Johannes Malderus, anche quest’ultima visibile al pubblico per la prima volta.

Presente nella rassegna anche il Ritratto di dama con la figlia, opera incompiuta di Tiziano che si ipotizza ritragga la donna amata Milia con la loro figlia.

Un importante nucleo di opere appartiene alla mano di Maerten de Vos, pittore che dopo aver trascorso lunghi periodi a Roma e a Venezia si costruì una solida fama raffigurando soggetti storici: suoi sono lo Studio di testa di uomo con la barba e La calunnia di Apelle. Altri tronies, come vennero definiti gli studi di teste, appartengono al maestro di de Vos, Frans Floris, e a suoi contemporanei come Willem Key e Adriaen Thomasz Key; questi ultimi, pur formatisi nella pittura storica, si dedicarono alla produzione di ritratti di grande qualità. 

Altri dipinti significativi presenti sono il Martirio di sant’Apollonia, realizzato nel 1628 da Jacques Jordaens, e Amore e Psiche, capolavoro dello stesso artista considerati uno dei massimi capolavori dell’arte fiamminga.

Accanto ai grandi nomi, nel XVI secolo altri artisti viaggiavano, soggiornavano ed erano attivi nelle città di mezza Europa: molti non erano originari di Anversa, ma confluivano da altre città, quali Bruges, Gent, Bruxelles. Tra questi artisti si annoverano Theodoor van Loon, in mostra con una splendida Pietà e una Sacra Famiglia, Michaelina Wautier con il Ritratto di due fanciulle come sant’Agnese e santa Dorotea, Clara Peeters con una Natura morta con formaggi e burro, aragoste, gamberi, pane e vino e una Natura morta con pesce, aragoste, gamberi e ostriche

Inoltre agli inizi del Cinquecento aprirono le prime botteghe maestri vetrai veneziani: alcuni dipinti ritraggono bicchieri, bottiglie e vasi in stile veneziano, vetri à la façon de Venise, come la Natura morta di fiori in un vaso di Daniel Seghers e la Natura morta di frutta con un calice à la façon de Venise di Jan Davidsz De Heem, oltre a trenta pregiatissimi pezzi del XVI e XVII secolo provenienti dalle collezioni del Museo del Vetro di Murano. 

Capitolo a parte merita il ritorno a Venezia dopo quasi duecento anni della pala d’altare che Tintoretto dipinse per la chiesa di San Geminiano: L’angelo annuncia il martirio a santa Caterina d’Alessandria, il cosiddetto Tintoretto di David Bowie, poiché il dipinto fu acquistato dalla rockstar negli anni Ottanta.

Da menzionare è anche il fatto che nelle case delle famiglie benestanti si trovavano clavicembali e virginali prodotti nelle botteghe di Anversa; la più famosa famiglia fu quella dei Ruckers-Couchet che introdusse importanti elementi innovativi e la standardizzazione nella produzione degli strumenti che raggiungevano ogni angolo d’Europa.

Sono dunque esposti nella rassegna alcuni strumenti musicali, tra cui strumenti a fiato costruiti dai Bassano che nella prima metà del Cinquecento si stabilirono a Venezia come suonatori e come costruttori di strumenti. Legata a questo ambito era la stampa di libri di musica e in generale la città di Anversa ricoprì un ruolo di spicco nella stampa dei libri di qualsiasi argomento. L’editore di Anversa più famoso in assoluto era Cristophe Plantin

La mostra è organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la Flemish Community, la Città di Anversa e VisitFlanders.

Per info: https://palazzoducale.visitmuve.it/

Immagine: Anthony van Dyck, Il compianto sul Cristo morto (Olio su tela, 115 x 208 cm; Anversa, Royal Museum of Fine Arts Antwerp (KMSKA)) © Royal Museum of Fine Arts Antwerp

www.lukasweb.be – Art in Flanders, photo Hugo Maertens

Nel Palazzo Ducale di Venezia una grande mostra sui capolavori fiamminghi, da Tiziano a Rubens
Nel Palazzo Ducale di Venezia una grande mostra sui capolavori fiamminghi, da Tiziano a Rubens


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