Per la prima volta nella sua storia, la Fondation Beyeler di Basilea dedica una mostra monografica a Paul Cézanne, pioniere dell’arte moderna e figura centrale della propria collezione. Aperta al pubblico dal 25 gennaio al 25 maggio 2026, l’esposizione, intitolata Cézanne e curata da Ulf Küster, curatore senior della Fondation Beyeler, riunisce circa 80 opere e si concentra sull’ultima e più decisiva fase della carriera dell’artista francese. La mostra presenta Cézanne nel momento di massima maturità espressiva: ritratti enigmatici, scene di bagnanti di intensa quiete, paesaggi profondamente evocativi della sua natia Provenza e una serie di variazioni sul suo soggetto prediletto, la Montagna Sainte-Victoire. Lavorando nel suo atelier nel sud della Francia, Cézanne sviluppò una straordinaria tensione tra colore, luce e forma, dando vita a immagini radicalmente nuove che avrebbero influenzato generazioni di artisti fino ai giorni nostri.
L’esposizione comprende 58 dipinti a olio e 21 acquerelli, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di Svizzera, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Danimarca e Stati Uniti. Accanto a capolavori custoditi in musei di primo piano, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum di New York, il Musée d’Orsay di Parigi, il Philadelphia Museum of Art, la National Gallery of Art di Washington e la Tate di Londra, circa la metà delle opere proviene da collezioni private, molte delle quali raramente visibili al pubblico.
Tra i nuclei principali della mostra spiccano nove rappresentazioni della Montagna Sainte-Victoire, oltre alla presentazione congiunta di due delle rare versioni dei Giocatori di carte: il celebre dipinto della Courtauld Gallery di Londra e la tela del Musée d’Orsay di Parigi. Sono inoltre esposte quattordici nature morte con frutta, otto ritratti e autoritratti, e un’opera di particolare rilievo come La pierre à moudre au parc du Château Noir (La meule), 1892–1894, proveniente da Filadelfia e presentata per la prima volta in Europa.
La mostra propone anche un confronto inedito tra due acquerelli de Il ragazzo con il gilet rosso e include numerose opere non esposte al pubblico da decenni, tra cui il Ritratto di Paul Cézanne realizzato intorno al 1895. Ampio spazio è riservato a dipinti volutamente lasciati incompiuti, nei quali l’artista interrompe il processo pittorico lasciando parti della tela visibili, così come a oltre trenta paesaggi della Provenza.
Il percorso espositivo prende avvio dalla metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, quando Cézanne si emancipò definitivamente dall’Impressionismo e definì il linguaggio che lo avrebbe consacrato come figura chiave della modernità. Nato ad Aix-en-Provence, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo l’artista intraprese una trasformazione radicale della pittura, liberandola dalle convenzioni tradizionali, come la prospettiva centrale. Il suo obiettivo non era più rappresentare la natura, ma analizzare e rendere visibile il processo stesso del dipingere a partire da essa. In questo contesto, i paesaggi provenzali divennero il principale terreno di sperimentazione della sua ricerca. Nelle opere di Cézanne, il paesaggio smette di essere semplice sfondo per trasformarsi nel cuore di un linguaggio visivo nuovo e sorprendente. Le vedute della Montagna Sainte-Victoire e delle foreste immerse nella luce del sud hanno contribuito a definire l’immaginario stesso della Provenza, evocata come luogo di quiete, nostalgia e bellezza senza tempo.
Affascinato dalla Montagna Sainte-Victoire, Cézanne la dipinse instancabilmente come banco di prova della sua arte: come rappresentare il mondo così come viene realmente percepito? Tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e la sua morte, realizzò circa trenta versioni a olio del soggetto, oltre a numerosi acquerelli. La mostra ne riunisce sette dipinti e due acquerelli, mettendo in luce il metodo con cui Cézanne costruiva le immagini attraverso “sensazioni coloranti” tradotte in pennellate di colore. Più che variazioni intuitive, queste opere testimoniano un’indagine sistematica sul rapporto tra forma, colore e percezione, destinata a influenzare profondamente artisti come Picasso e Georges Braque.
Un ruolo centrale è riservato anche alle figure di bagnanti, soggetto ricorrente nell’opera di Cézanne. L’artista fonde corpi e paesaggio in un’unica struttura visiva: le figure sembrano assumere il ritmo degli alberi o emergere dal terreno, creando scene cariche di una tensione silenziosa, sospese tra presenza e dissoluzione. Le nature morte rivelano invece l’instancabile ricerca di un ordine stabile nel mondo visibile. Apparentemente semplici composizioni di frutta, brocche, pane e tessuti diventano veri laboratori pittorici, in cui Cézanne esplora equilibrio, volume e spazio. Oggetti comuni vengono trasformati in elementi di una nuova architettura visiva, dove ogni forma acquista peso e densità.
Accanto a queste opere, la mostra affronta anche il motivo del teschio. Lontano da ogni funzione decorativa, il teschio diventa simbolo della transitorietà della vita e delle domande fondamentali sull’esistenza, trattato con la stessa attenzione formale riservata agli altri soggetti.
Un aspetto centrale dell’esposizione è l’invito al pubblico a entrare nel processo creativo dell’artista. Le opere incompiute, in particolare, rivelano la struttura interna del dipinto e lasciano spazio all’immaginazione dell’osservatore, chiamato a completarle mentalmente. In questa prospettiva, la mostra si conclude con uno spazio laboratoriale che permette ai visitatori di sperimentare direttamente la tecnica dell’acquerello, mezzo in cui Cézanne raggiunse una straordinaria maestria.
Il percorso espositivo si chiude con la proiezione del cortometraggio Cézanne on art (2025), ideato dal pittore contemporaneo Albert Oehlen e diretto dal regista Oliver Hirschbiegel. Ispirato alle conversazioni tra Cézanne e lo scrittore Joachim Gasquet, il film intreccia arte, filosofia e paesaggio in un ritratto evocativo dell’artista, interpretato da Sean O’Brien, Sam Riley e Nichole Galicia. Girato in luoghi emblematici come la Montagna Sainte-Victoire e le cave di Bibémus, il film cattura la luce e l’atmosfera che tanto influenzarono la pittura di Cézanne e sarà presentato in anteprima alla Fondation Beyeler.
| Titolo mostra | Cézanne | Città | Basilea | Sede | Fondation Beyeler | Date | Dal 25/01/2026 al 25/05/2026 | Artisti | Paul Cezanne | Curatori | Ulf Küster | Temi | Novecento, Ottocento, Svizzera |
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