Illegio celebra i grandi Maestri


Nel piccolo borgo montano di Illegio, in provincia di Udine, si terrà la mostra Maestri, che intende riflettere sull’importanza dei maestri e della sapienza.

Una mostra che intende far riflettere sull’importanza dei maestri che s’incontrano lungo il cammino della nostra esistenza: persone che lasciano in ognuno di noi un ricordo indelebile per ciò che ci hanno trasmesso, per la passione e la serietà che li caratterizza. Un’occasione per sottolineare il ruolo fondamentale che dovrebbe avere la sapienza e la sua divulgazione in un’epoca in cui spesso se ne dimentica. 

Questo è l’obiettivo che si propone la mostra che si terrà nella Casa delle Esposizioni di Illegio, piccolo borgo montano in provincia di Udine, dal 12 maggio al 6 ottobre 2019. E il soggetto principale è ribadito anche dal titolo stesso dell’esposizione: Maestri.

Attraverso quaranta opere provenienti dalla Francia, dalla Spagna, dalla Svizzera, dal Regno Unito, dal Vaticano e dall’Italia si giungerà a un racconto che attraverserà quasi un millennio di storia dell’arte: risale infatti al 1145 l’opera più antica esposta, mentre quella più “recente” è del 1968.

A circa un mese dall’apertura della rassegna illegiana, realizzata per volontà dell’associazione Comitato di San Floriano, il curatore don Alessio Geretti dichiara in anteprima i tratti salienti su cui si basa la mostra e svela alcune delle opere selezionate per il percorso espositivo. Primo su tutti, l’intento di realizzare una mostra con opere di alta qualità, alcune delle quali inedite in Italia, e con grandi nomi della storia dell’arte, come ad esempio Pablo Picasso (Malaga, 1881 – Mougins, 1973). Significativa sarà la presenza di tre casi misteriosi e affascinanti ancora da studiare, di cui uno di essi riguarda un aspetto ancora dibattuto sull’ autore di un’opera ben nota; gli altri due casi riguardano un’opera inedita strettamente connessa a Giovanni Bellini (Venezia, 1433 circa - 1516) e una scoperta su cui sono ancora in corso vari studi e analisi scientifiche. 

Tra gli artisti presenti, Henri Jean Jules Geoffroy (Marennes, 1853 – Parigi, 1924), Joshua Reynolds (Plympton, 1723 – Londra, 1792), Jules Bastien Lepage (Damvillers, 1848 – Parigi, 1884) e Vittorio Bonatti (Mantova, 1890 - Milano, 1973). 

In particolare, è stata scelta come immagine simbolo della mostra l’opera La scuola materna di Henri Jean Jules Geoffroy, realizzata nel 1898 e custodita al Centre National des Arts Plastiques di Parigi. Amorevole è la figura della maestra, ritratta mentre sistema il colletto di una bimba, sua alunna, che la guarda sorridente in segno di reciproco affetto. 

Di Joshua Reynolds è invece Venere che benda Amore, dipinto eseguito probabilmente nel 1751 ispirandosi a Tiziano: l’opera dell’artista veneto di uguale soggetto si trova alla Galleria Borghese di Roma. In primo piano si notano tre figure femminili, di cui una è Venere che sta bendando il figlioletto Amore, mentre le altre due giungono al suo cospetto con un arco e una faretra; un putto alato si appoggia dolcemente sulla spalla di Venere, osservando la scena. Il simile dipinto di Reynolds proviene dalla Beecroft Art Gallery di Southend-on-Sea.

Jules Bastien Lepage raffigurò nel 1877 Diogene in un dipinto conservato al Musée Marmottan Monet di Parigi. Un’opera che richiama la meditazione sulle condizioni interiori di amore per la verità, la passione e il sacrificio, caratteristiche richieste a un maestro. 

Dall’Accademia di Belle Arti di Brera proviene invece L’animatore di Vittorio Bonatti, dipinto del 1920 in cui la figura di Cristo cammina davanti a una grande folla che lo segue con religiosità.

Orari: Da martedì a sabato dalle ore 10 alle 19; domenica dalle 9 alle 20.

Biglietti: Intero 12 euro, ridotto 9 euro per studenti dai 18 ai 25 anni, per over 65. Gratuito per minori di 6 anni, per studenti dell’Università di Udine e per possessori della FVG Card.

Immagine: Henri Jean Jules Geoffroy, La scuola materna (1898; Parigi, Centre National des Arts Plastiques)

Illegio celebra i grandi Maestri
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