La Collezione Herzog, enciclopedia fotografica della vita nell'era industriale, in mostra a Basilea


Il Kunstmuseum di Basilea presenta una mostra dedicata alla collezione fotografia di Ruth e Peter Herzog, definita un’enciclopedia fotografia della vita nell’era industriale.

Con L’incredibile mondo della fotografia – Collezione Ruth e Peter Herzog, il Kunstmuseum di Basilea inaugura la sua prima mostra dedicata alla storia della fotografia e nel contempo presenta il primo ritratto completo della collezione fotografica di Ruth e Peter Herzog. La rassegna curata da Olga Osadtschy e Paul Mellenthin sarà allestita dal 18 luglio al 4 ottobre 2020 nel Neubau del Kunstmuseum. E non è un caso se la rassegna si terrà proprio nell’edificio nuovo dell’istituzione museale, poiché da quando è stato aperto nel 2016 questo è destinato a ospitare esposizioni temporanee che cambiano continuamente (il Neubau venne edificato perché né l’Hauptbau né il Gegenwart, gli altri due edifici che costituiscono il Kunstmuseum, il primo aperto nel 1936 ospita opere d’arte della collezione permanente comprese tra il XV e il XX secolo, il secondo aperto nel 1980 ospita arte contemporanea dalla collezione e dalla Emanuel Hoffmann Foundation, erano concepiti ed erano adatti a questo scopo. Da qui l’idea che ogni edificio sia destinato ad accogliere il proprio ambito artistico, mantenendo un suo specifico carattere).

Inizialmente infatti il Kunstmuseum di Basilea era stato concepito unicamente, ad eccezione di rari casi, per ospitare e presentare la sua collezione; tuttavia quando nel 2002 il museo cominciò a organizzare ogni anno svariate e grandi esposizioni speciali, si rese conto che la struttura architettonica era inadatta, nonostante rimordenamenti e interventi di rinnovamento compiuti negli anni Novanta e negli anni Duemila. A causa di queste mancanze, intere sezioni della collezione permanente erano spesso costrette a essere smantellate e le molte opere solitamente esposte in quelle sale trasferite nei depositi per fare spazio alle speciali mostre temporanee. Il Neubau venne così progettato da Christ & Gantenbein che furono in grado di collegare direttamente per via sotterranea l’edificio principale a quello nuovo, e inoltre ripresero molti elementi architettonici dall’Hauptbau per creare una sorta di continuità. In particolare, Emmanuel Christ dichiarava: “Abbiamo ricercato questo legame. Abbiamo dato per scontato fin dall’inizio che un’estensione non necessitasse di esprimere un suo nuovo ruolo. Il Kunstmuseum aveva già la sua propria definita identità. Quando l’estensione viene costruita dall’altra parte della strada non c’è bisogno di reinventare una nuova identità, piuttosto dovrebbe essere reinterpreta in chiave contemporanea”. Oggi quella nuova estensione ospita grandi mostre speciali e presenta tesori della collezione d’arte della seconda metà del Novecento.

Kunstmuseum di Basilea, il Neubau. Ph. Credit Julian Salinas
Kunstmuseum di Basilea, il Neubau



Frank Stella, La Porta di Damasco (Basilea, Kunstmuseum). Ph. Credit Gina Folly
Frank Stella, La Porta di Damasco (Basilea, Kunstmuseum). Ph. Credit Gina Folly



Interno del Neubau. Ph. Credit Julian Salinas
Interno del Neubau. Ph. Credit Julian Salinas

Tornando alla mostra dedicata alla coppia di collezionisti, la loro collezione, che conta oltre cinquecentomila immagini, ebbe inizio negli anni Settanta del Novecento in un mercato delle pulci a Zurigo, quando Ruth e Peter s’imbatterono in ciò che avrebbe dato l’impulso alla realizzazione di quella raccolta unica: una fotografia anonima che raffigurava un gruppo di filatrici al cui centro si era beatamente e felicemente accomodato un simpatico cagnolino. Una scena che fece riportare alla mente a Peter Herzog la sua storia familiare. Entrambi però riconobbero in quell’immagine il potenziale della fotografia, sia come arte che come documento. Da quell’acquisto casuale nel mercatino delle pulci si risvegliò la passione per la fotografia di Peter e fin dall’inizio la coppia operò una precisa selezione dettata da criteri soggettivi ma al contempo rigidi, anche se si nota una giustapposizione e una coesistenza apparentemente caotica di immagini molto differenti tra loro. Un disordine che riflette il mondo su piccola scala e collega la collezione fotografica ai gabinetti delle meraviglie del primo periodo moderno. Secondo gli Herzog, una raccolta di fotografie dovrebbe rappresentare tutti gli aspetti della vita dell’uomo moderno: la coppia ha deciso perciò di non dare alla loro collezione un ordine cronologico o in base ai fotografi autori, ma gli scatti sono stati raggruppati per temi, quali il ritratto, il tempo libero, la storia, la famiglia, la tecnologia, la scienza, l’industria, la natura, la guerra, il viaggio. “Il filo conduttore della collezione è la vita dell’uomo nell’era industriale” aveva affermato Peter Herzog nel 2016, e aveva aggiunto: “Nella diversità della collezione, possiamo arrivare nel profondo dell’essenza della fotografia e delle persone”.

La raccolta comprende scatti che vanno dagli inizi dello strumento fotografico nel 1840 circa fino all’inizio della digitalizzazione negli anni Settanta del Novecento e riflettono tutti i principali sviluppi della fotografia analogica. Alla coppia si devono importanti scoperte che hanno condotto a una maggior comprensione della movimentata e vivace storia della fotografia e per questo è considerata tra i massimi collezionisti al mondo di fotografia. Gli Herzog hanno infatti dato vita nientemeno che a un’enciclopedia fotografica della vita nell’era industriale. L’infinita varietà di capolavori anonimi evidenziano una grande quantità di motivi e di temi da tutto il mondo e dimostra come la fotografia sia in grado di raccontare storie e di legarsi alla storia. L’intera raccolta traccia differenti approcci per esplorare il mondo attraverso la fotografia e per comprendere meglio lo stesso strumento. Non c’è un solo tipo di fotografia, non è un fenomeno unificato, poiché ciascuna immagine si apre a un’ampia rete di interconnessioni sociali, istituzionali e storiche. In Bathers (Coney Island) si vedono bagnanti in spiaggia, di cui alcuni si sono già tuffati in mare, ma non sappiamo se si tratta di un ricordo privato di una vacanza estiva o di una scena totalmente calcolata; non sappiamo neppure chi siano le persone ritratte nella foto e neanche chi sia il fotografo. Tuttavia, sia che si tratti di uno scatto spontaneo o studiato, racconta un estratto di vita marittima ed estiva. La foto è stata successivamente colorata, un po’ come faceva Andy Warhol con le sue serigrafie, come ad esempio con il ritratto di Mao Zedong, conservato proprio al Kunstmuseum di Basilea. Le due opere citate, quella della collezione Herzog e quella di Warhol, saranno poste in dialogo in occasione della mostra, ma costituiscono solo un esempio dei vari confronti che saranno visibili al pubblico nelle sale del Neubau. Questo tipo di dialogo apre nuove prospettive sul dibattito tra arte visiva e fotografia.

Le circa quattrocento immagini selezionate dall’intera collezione ed esposte in occasione della mostra temporanea al Kunstmuseum possono essere considerate focus della raccolta che riguardano fotografia amatoriale, fotografia commerciale e scientifica del XIX secolo, fotografia pubblicitaria e fotogiornalismo del XX secolo. Sono opere di fotografi della Svizzera e di vari paesi del mondo che non sono mai state esposte al pubblico: oltre ai pionieri come Adolphe Disdéri, Gustave Le Gray, Eugène Atget, Fred Boissonnas, Charles Nègre e Felice Beato, così come altri importanti fotografi, quali Paul Marial o Hans Hinz, ci sono fotografi amatoriali sconosciuti. I musei d’arte sono soliti presentare fotografie nella forma di singole stampe su carta, mentre questa rassegna intende porre all’attenzione la materiale diversità degli oggetti fotografici e rendere loro giustizia, comprendendo quindi dagherrotipi, ambrotipi, ferrotipi, stampe su carta salata, stampe su carta d’albume, autocromi, stampa su carta alla gelatina ai sali d’argento. Inoltre la raccolta comprende più di tremila album fotografici con foto provenienti da tutto il mondo: la maggior parte delle immagini riguardano l’Europa, ma molte altre raffigurano anche vedute di Africa, Asia e America. Gli album fotografici sono oggetti intimi che raccontano la storia di un singolo o di un gruppo: sono ricchi di istantanee e attraverso queste ultime talvolta si conoscono intere generazioni; spesso le foto erano anche accompagnate da piccoli souvenir o da illustrazioni dipinte a mano.

Collezionare foto non basta, è necessario essere in grado di leggerle. “In vista del diluvio di immagini che ci investe oggi” aveva commentato Peter nel 2016, “si tratta di essere in grado di leggere le immagini; vogliamo trasmetterlo”.

Pierre Petit, Charles Reutlinger, Pierre Etienne Carjat, Legé et Bergeron e altri, Ritratti di artisti (1860-1875; Basilea, Kunstmuseum, Collezione Herzog)
Pierre Petit, Charles Reutlinger, Pierre Etienne Carjat, Legé et Bergeron e altri, Ritratti di artisti (1860-1875; Basilea, Kunstmuseum, Collezione Herzog)



Anonimo, Bagnanti (1950-1960; Basilea, Kunstmuseum, Collezione Herzog)
Anonimo, Bagnanti (1950-1960; Basilea, Kunstmuseum, Collezione Herzog)



William Bambridge, Regina Vittoria (1866-1867; Basilea, Kunstmuseum, Collezione Herzog)
William Bambridge, Regina Vittoria (1866-1867; Basilea, Kunstmuseum, Collezione Herzog)

L’esposizione segna l’inizio di una collaborazione a lungo termine tra il Kunstmuseum di Basilea e il Jacques Herzog and Pierre de Meuron Kabinett della stessa città, proprietario della Collezione Ruth e Peter Herzog dal 2015. La fondazione no profit intende preservare integralmente la collezione in quanto bene culturale unico della città e renderla accessibile sia al pubblico che agli studiosi a scopo di ricerche e di pubblicazioni. Su iniziativa e responsabilità del Gabinetto, è stato realizzato un progetto di inventario con l’intento di catalogare l’intera collezione, digitalizzandola sistematicamente per renderla accessibile. Inoltre, il Jacques Herzog and Pierre de Meuron Kabinett ha realizzato un innovativo allestimento espositivo per l’importante sede museale di Basilea ispirandosi direttamente all’ambiente in cui sono collocate le opere presso il Gabinetto. Il progetto tiene conto di considerazioni sulla percezione e sulla presentazione delle opere, molte delle quali sono in piccolo formato e sensibili alla luce. La varietà e la diversità delle immagini che appartengono alla collezione fotografica di Ruth e Peter Herzog, nonché le sue qualità di “enciclopedia di vita” sono esplicitate nella successione di nove gallerie: ogni sala propone ai visitatori un assaggio dei differenti modi in cui la fotografia presenta una vasta gamma di motivi e di temi, dalla contemplazione di singoli oggetti in composizioni su superfici a proiezioni su parete di singole immagini.

La rassegna pone in dialogo fotografie storiche originali con i maggiori capolavori del Kunstmuseum e con opere in prestito dalla Emanuel Hoffmann Foundation, inclusi dipinti di Vincent van Gogh e Robert Delaunay, opere su carta di Andy Warhol e di Martin Schongauer, oltre a fotografie di Thomas Demand e di Bernd e Hilla Becher: un’occasione per sottolineare la dinamica interazione tra la fotografia e l’arte visiva e per costruire confronti sui temi e sulla composizione formale, nonché per esplorare i limiti dei diversi media. Le reciproche influenze si concretizzano poi in studi sulle fondamentali questioni del mondo della fotografia, come la serialità, la riproduzione e l’importanza del colore o della sua assenza. Oltre a focalizzarsi sulla raccolta fotografica, la mostra mette in campo temi come il rapporto tra archivio e museo e il rapporto tra fotografia e arte, senza intendere con questo la fotografia d’arte già canonizzata. Intende riflettere poi su come la fotografia analogica sia di grande attualità e su come consenta di giungere a conclusioni significative sull’utilizzo dell’immagine digitale di oggi.

In occasione dell’esposizione L’Incredibile mondo della fotografia, è stata compiuta una revisione e un progetto di digitalizzazione dedicato alle raccolte della Collezione Ruth e Peter Herzog, che è stato lanciato nel 2015 dal Jacques Herzog and Pierre de Meuron Kabinett. Utilizzando i materiali digitali che ne sono scaturiti, lo iart – Studio for Media Architectures in collaborazione con studenti dell’Università di Lucerna hanno sviluppato un’installazione interattiva che è visibile in mostra: l’installazione permette ai visitatori di tracciare i loro personali approcci alla collezione.

Con altre sette istituzioni, il Kunstmuseum di Basilea è qualificato per il progetto pilota digitorials.ch; con il supporto di Engagement Migros, il progetto mette a punto strategie individuali destinate a rispondere alle sfide del mondo digitale. Digitorial® combina l’innovativo storytelling con l’esperienza multimediale, intrecciando elementi visivi, suoni e scrittura, configurando nuovi standard per condividere contenuti culturali con il pubblico. Il primo Digitorial®al Kunstmuseum è realizzato in occasione della mostra L’incredibile mondo della fotografia – Collezione Ruth e Peter Herzog.

La Collezione Herzog, enciclopedia fotografica della vita nell'era industriale, in mostra a Basilea
La Collezione Herzog, enciclopedia fotografica della vita nell'era industriale, in mostra a Basilea


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