Lucca, per la prima volta in mostra le due tavole di Vincenzo Civitali della Fondazione CRL


La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca apre dal 2 al 31 ottobre una mostra con le nuove “perle” della sua collezione: due importanti tavole di Vincenzo Civitali appena acquistate in un’asta da Sotheby’s.

I tesori della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca si svelano al pubblico dal 2 al 31 ottobre negli ambienti della Sala dell’Affresco del Complesso di San Micheletto (un luogo mai adoperato prima), con in gresso gratuito. La rassegna, intitolata Bellezza. Appartenenza. Identità. Nuove ‘perle’ dalla Collezione della Fondazione CRL è inserita nel circuito nazionale Invito a palazzo con cui si aprono al pubblico le sedi di Banche e Fondazioni bancarie. In mostra una selezione delle opere di proprietà della Fondazione, propone una suddivisione tematica in un contesto inedito, che compongono un viaggio attraverso i secoli. La rassegna propone infatti tre ritratti, realizzati da Girolamo Scaglia (Lucca, 1620 circa - 1686), Pompeo Batoni (Lucca, 1708 - Roma, 1787) e Luigi de Servi (Lucca, 1863 - 1945), opere di soggetto religioso come la vivace Maria Maddalena di Antonio Franchi (Villa Basilica, 1638 - Firenze, 1709) e l’intensa Giuditta ancora di Girolamo Scaglia, fino alla recentissima acquisizione di due Cupidi di Pietro Paolini (Lucca, 1603 - 1681). Poi ancora Stefano Tofanelli (Lucca, 1752 - Roma, 1812), un’altra opera del De Servi, e i santi Vincenzo e Stefano di Vincenzo Civitali (attivo dal 1488 al 1519), le due ultime acquisizioni in ordine di tempo, che vanno ad arricchire la già ampia collezione della Fondazione.

I due santi sono stati acquistati in un’asta Sotheby’s a New York, e sono realizzate da Vincenzo di Bertone Civitali, nipote del più famoso Matteo Civitali (Lucca, 1436 - 1501), rappresentato in mostra dalla sua Madonan del latte. Le due pale furono realizzate attorno al 1488 per un altarolo della chiesa lucchese di San Frediano, poi smembrato. La loro attribuzione permette di individuare il primo dipinto assegnato con certezza a questo autore e la loro storia, ampiamente illustrata nell’allestimento dell’esposizione, fornisce l’occasione per raccontare vicende decisamente interessanti su una delle chiese più antiche di Lucca. I frati agostiniani della chiesa di San Frediano in Lucca avevano infatti commissionato a Matteo Civitali, scultore già celebre all’epoca, e al nipote Vincenzo di Bertone Civitali la decorazione pittorica di un altare pensile per la navata maggiore della chiesa. A Matteo spettò il compito di decorare una statua raffigurante san Frediano, già esistente, mentre a Vincenzo vennero richiesti due pannelli per affiancarla con le figure di san Vincenzo e santo Stefano e una lunetta da sovrapporre con san Lorenzo in gloria. Il contratto descrive infatti in maniera puntuale la committenza di questi due “santi leviti”, ovvero appartenenti alla tribù israelitica di Levi, tra i quali venivano scelti i ministri del tempio. I pannelli, nell’idea dei committenti, dovevano contornare la statua di san Frediano rinnovata dall’intervento di Matteo Civitali, il tutto in un altarolo pensile impreziosito da cornici dorate.

Vincenzo conduce in maniera coerente la propria creazione proponendo due figure all’apparenza estremamente simili, esigenza dovuta al loro ruolo di compendi di un elemento centrale, ma differenziate da tanti dettagli che impreziosiscono le tavole, come la posizione dei piedi, il modo di tenere il libro e la palma, sino ad una leggera variazione nell’inclinazione dello sguardo. Nella solidità e plasticità scultorea dei due santi si riconosce l’apprendistato che Vincenzo stava compiendo presso lo zio Matteo, ma molte sono le suggestioni mutuate dall’ambiente lucchese del secondo Quattrocento: in particolare la pittura corposa e al contempo nitida, quasi luminosa, che conduce a Baldassarre di Biagio, che fu per Lucca un importante tramite con le grandi novità della Firenze umanistica. Vincenzo di Bertone visse infatti in un contesto di passaggio, in cui mantenne sempre una sua originalità, rimanendo fedele ad una linea autoctona, sull’esempio dello zio, scarsamente attratto dalla maniera di Ghirlandaio e Filippo Lippi che si faceva strada anche nelle province toscane.

“La collezione della Fondazione”, ha ricordato il presidente Marcello Bertocchini, “è di fatto una raccolta sì privata, ma curata e incrementata a favore di un arricchimento culturale di tutta la comunità. Normalmente la manifestazione nazionale ‘Invito a palazzo’ prevede l’apertura al pubblico delle sedi per un solo giorno. Noi abbiamo deciso di fare di più, dando vita a un’occasione di divulgazione tutta incentrata sull’arte lucchese attraverso i secoli”.

La mostra, ad ingresso libero e gratuito, rimarrà aperta dal 2 al 31 ottobre il sabato e la domenica con orario 10-13 e 14-19. È obbligatorio presentare all’entrata la certificazione Green Pass in corso di validità.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraBellezza. Appartenenza. Identità. Nuove perle dalla Collezione della Fondazione CRL
CittàLucca
Sedecomplesso di San Micheletto
DateDal 02/10/2021 al 31/10/2021
ArtistiMatteo Civitali, Vincenzo Civitali, Pietro Paolini, Girolamo Scaglia, Stefano Tofanelli, Pompeo Batoni, Antonio Franchi, Luigi de Servi
TemiRinascimento, Seicento, Lucca, Toscana, Arte antica

Lucca, per la prima volta in mostra le due tavole di Vincenzo Civitali della Fondazione CRL
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