La pittura di Francesco Tabusso in mostra a Torino


Dal 27 ottobre al 7 dicembre 2023, a Torino lo Spazio Ersel ospita una mostra dedicata a Francesco Tabusso, pittore figurativo della seconda metà del Novecento: in mostra molti dei suoi ’racconti dipinti’.

Dal 27 ottobre al 7 dicembre 2023, a Torino lo Spazio Ersel ospita una mostra dedicata a Francesco Tabusso (Sesto San Giovanni, 1930 – Torino, 2012), pittore figurativo attivo nella seconda metà del Novecento. La mostra si intitola Racconti dipinti: Francesco Tabusso nelle collezioni private, è curata da Marco Sobrero e Archivio Francesco Tabusso ed è realizzata in collaborazione con l’Archivio Francesco Tabusso. Le opere esposte ripercorrono un arco temporale che inizia con gli anni Sessanta caratterizzati per Tabusso da una densa e fortunata stagione espositiva, culminata con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1966 dove presenta il grande polittico L’atelier di via Salvecchio di cui qui vengono esposti 3 pezzi rintracciati con i lavori di catalogazione. L’opera, composta da 10 tele in sé autonome, fu concepita come un grande puzzle di circa 2 metri per 6 per la parete della sala della Biennale.

Nel decennio successivo, Tabusso si accosta più volte ai temi agiografici, stimolato anche dalla sua passione per le immagini di devozione popolare: ecco allora la grande tavola delle Tentazione di Sant’Antonio abate, dipinta per la personale alla Galleria la Bussola di Torino nel 1969 e mai più esposta al pubblico da allora; un’opera in cui si manifesta, anche con ironia, il magico mondo dell’artista popolato da animali talvolta crudeli, paesaggi agresti, villaggi in festa e creature maliziose. Non manca in mostra il richiamo al “racconto dipinto" più intenso realizzato da Tabusso: il ciclo pittorico dedicato a San Francesco per la chiesa di Gio Ponti a Milano; qui la preghiera si fa pittura e percorrendo la navata centrale verso la monumentale pala d’altare si scoprono gli 8 trittici che celebrano gli episodi della vita del Santo di Assisi.

Nei decenni successivi sulle tele si susseguono i temi più cari all’artista: le nature morte, il mare del nord Europa, i boschi della Val di Susa, il cielo notturno delle campagne e ancora la raccolta del vischio, le tradizioni contadine, l’appassionata conoscenza micologica e botanica. Il percorso espositivo antologico ha privilegiato le opere provenienti da collezioni private rintracciate durante il lavoro di catalogazione dei dipinti, acquisite cinquanta, sessant’anni fa e rimaste proprietà delle stesse famiglie, proprio in virtù di un loro particolare valore non solo artistico e di mercato, ma affettivo e umano.

Come sottolinea Francesco Poli nel testo critico che accompagna la mostra: “Di pittori figurativi ce ne sono tanti, ma sono ben pochi quelli che, con un linguaggio di immaginifica sensibilità, sono capaci di creare l’affascinante illusione di un mondo a parte, allo stesso tempo radicato nella memoria collettiva e sospeso in una dimensione di armonica empatia fra uomo e natura. Tra questi c’è Tabusso che si è certamente divertito (ma impegnandosi a fondo) a studiare, esplorare e inventare la sua personale favolosa narrazione della realtà. Un divertimento strettamente connesso alla libera scelta di un percorso di ricerca rivolto ‘altrove’, nei territori dove si coltivano i segni e i sogni di una pittura di utopica serena felicità”.

La mostra apre dal lunedì al venerdì con orario 10-18. Apertura straordinaria in occasione di Artissima sabato 4 novembre 2023, sempre con orario 10-18.

Note biografiche

Francesco Tabusso, classe 1930, torinese per ascendenza e per tutta la vita, nasce alle porte di Milano, a Sesto San Giovanni, dove all’epoca la famiglia si trasferisce al seguito del padre ingegnere. Manifestata precocemente la passione per la pittura, consegue la maturità classica prima di intraprendere un rigoroso apprendistato sotto la guida di Felice Casorati. Lontano dall’essere un epigono, a scuola dal celebre insegnante Tabusso coltiva l’amore per il mestiere e il ragionamento sui maestri antichi, ereditando da Casorati la capacità di trasfigurare il reale, di restituirne la dimensione incantata, fuori dal tempo, in una sorta di "realismo magico” dai toni di fiaba del tutto personale. Eleggendo soprattutto a soggetto un mondo agreste d’ispirazione anche popolare, egli manifesta fin dall’inizio un’autentica “vocazione al racconto”, che lo porterà a felici collaborazioni con alcune delle firme più note della letteratura italiana del ‘900, quali Piero Chiara, Dino Buzzati, Mario Soldati, Mario Rigoni Stern.

Il 1954 è l’anno dell’esordio espositivo e della prima partecipazione alla Biennale di Venezia. In breve l’artista è invitato alle principali rassegne nazionali e internazionali, riscuotendo numerosi premi-acquisto nell’ambito delle mostre a concorso che si moltiplicano nel secondo dopoguerra, per incrementare le raccolte civiche d’arte contemporanea. Dal 1963 al 1984 egli affianca alla pittura l’attività didattica: insegna ornato al Liceo Artistico di Bergamo, quindi figura al Liceo dell’Accademia Albertina di Torino. Sempre dal 1963 Tabusso collabora con la Galleria Gian Ferrari di Milano, che ne cura per circa un trentennio l’attività in esclusiva, organizzando in quegli anni più di sessanta personali dell’autore in Italia e all’estero. In virtù di un’arte che ha da sempre celebrato l’uomo e la natura con immediatezza e forza espressiva – con il dono della “semplicità” –, egli è chiamato a realizzare nel 1975, per la Chiesa di San Francesco al Fopponino di Milano progettata da Gio Ponti, la monumentale pala d’altare Il Cantico delle Creature (96 m2 di pittura) e successivamente gli otto trittici con le storie del Santo. Tabusso muore a Torino nel 2012 dopo circa sessant’anni di infaticabile attività artistica.

Francesco Tabusso nello studio (anni Ottanta)
Francesco Tabusso nello studio (anni Ottanta)
Francesco Tabusso, Le tentazioni di sant'Antonio Abate (1968; olio e collage su tavola, 180 x 340 cm)
Francesco Tabusso, Le tentazioni di sant’Antonio Abate (1968; olio e collage su tavola, 180 x 340 cm)
Francesco Tabusso, Natura morta davanti al Musinè (1969; olio su tela, 70 x 100 cm)
Francesco Tabusso, Natura morta davanti al Musinè (1969; olio su tela, 70 x 100 cm)
Francesco Tabusso, Oute Delft (1971; olio e collage su tavola, 47,5 x 54 cm)
Francesco Tabusso, Oute Delft (1971; olio e collage su tavola, 47,5 x 54 cm)

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraRacconti dipinti: Francesco Tabusso nelle collezioni private
CittàTorino
SedeSpazio Ersel
DateDal 27/10/2023 al 07/12/2023
CuratoriMarco Sobrero
TemiNovecento

La pittura di Francesco Tabusso in mostra a Torino
La pittura di Francesco Tabusso in mostra a Torino


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