Dal 20 marzo al 21 giugno 2026 lo Zentrum Paul Klee di Berna (Svizzera) presenta Schwitters: On the Fringes of the Avant-Garde (Schwitters: Ai margini dell’avanguardia), la prima grande mostra museale in Svizzera dedicata a Kurt Schwitters da oltre vent’anni. L’esposizione, curata da Martin Waldmeier con l’assistenza curatoriale di Josephine Rechberg, ricostruisce l’intero arco della produzione dell’artista tedesco, dagli esordi figurativi fino agli anni dell’esilio in Norvegia e nel Regno Unito, includendo dipinti Merz, assemblaggi, collage, una ricostruzione del Merzbau di Hannover, ritratti, paesaggi, sculture, opere grafiche e testi letterari.
La mostra è realizzata dallo Zentrum Paul Klee in collaborazione con lo Sprengel Museum e con la Kurt and Ernst Schwitters Foundation di Hannover, con il sostegno del Kanton Bern, del Federal Office of Culture, di Swisslos Kultur Kanton Bern, della Burgergemeinde Bern e della Ursula Wirz Foundation. L’inaugurazione è prevista per giovedì 19 marzo 2026 dalle 18, con ingresso gratuito per la serata di apertura.
“Sia attraverso la sua arte che la sua vita, Schwitters ha plasmato generazioni di artisti, da figure del dopoguerra come Robert Rauschenberg e Jean Tinguely a artisti contemporanei come Thomas Hirschhorn e Phyllida Barlow. Ha dimostrato come materiali di scarto quotidiani potessero dare vita a nuovi mondi visivi e spaziali e come, in senso più ampio, arte e vita potessero essere allineate”, sottolinea Martin Waldmeier, curatore della mostra.
Nato ad Hannover nel 1887 e morto a Kendal, nel Regno Unito, nel 1948, Schwitters occupa una posizione peculiare nella storia delle avanguardie del Novecento. Dopo una formazione accademica in pittura, avviò la propria attività con opere rappresentative e figurative, per poi avvicinarsi all’Espressionismo e successivamente all’astrazione. Pur intrattenendo rapporti attivi con i principali movimenti internazionali dell’epoca, dal Dada a De Stijl fino al Costruttivismo, non aderì mai formalmente ad alcun gruppo, mantenendo una posizione indipendente. In un contesto segnato dall’impegno politico di molti artisti della Germania post-rivoluzionaria, come i dadaisti berlinesi, Schwitters rivendicò l’autonomia dell’arte e una sostanziale distanza dalle militanze organizzate.
Negli anni Venti elaborò il concetto di “Merz”, destinato a diventare la cifra distintiva del suo lavoro. Attraverso l’impiego di materiali trovati e di scarto, realizzò collage e assemblaggi che definì opere Merz. A partire dal 1923 iniziò a trasformare la propria abitazione di Hannover nel Merzbau, una scultura ambientale percorribile che traduceva i principi del collage in architettura. L’opera, distrutta nel 1943, è oggi considerata un precedente fondamentale dell’arte installativa contemporanea. Per Schwitters il valore dell’arte risiedeva nell’atto intellettuale della creazione: l’obiettivo consisteva nel generare un nuovo ordine armonico a partire dal caos, confrontandosi con la transitorietà e con la rovina attraverso strumenti artistici.
Il percorso espositivo al Zentrum Paul Klee si sviluppa secondo un impianto cronologico e intende restituire la varietà della produzione dell’artista. Il nucleo centrale è costituito dalla ricostruzione del Merzbau di Hannover, affiancata da circa venti assemblaggi, rilievi e sculture, oltre a proiezioni di grande formato che documentano le installazioni Merz realizzate successivamente in Norvegia e in Inghilterra. Attorno a questo fulcro si articolano sale tematiche che comprendono una cinquantina di collage, una ventina di dipinti, numerosi disegni, acquerelli, stampe, pubblicazioni e lavori tipografici. Il collage, elemento cardine del principio Merz, funge da filo conduttore dell’intero allestimento.
Accanto alla produzione visiva in senso stretto, la mostra affronta il lavoro di Schwitters come grafico, editore e scrittore. L’artista contribuì in modo determinante allo sviluppo del design grafico moderno, fondò il gruppo internazionale “ring neue werbegestalter” (“Circolo dei nuovi grafici pubblicitari”) e promosse un’integrazione tra arte e progettazione che mirava a riconoscere a design e tipografia uno statuto culturale autonomo. In tale ambito fornì un apporto rilevante anche alla definizione della grafica svizzera del Novecento.
La rivista d’avanguardia Merz divenne un laboratorio di sperimentazione tipografica e una piattaforma per la rete internazionale di artisti con cui Schwitters intratteneva rapporti. Parallelamente pubblicò manifesti, racconti brevi di carattere critico e autobiografico, testi teatrali, poesie e fiabe. Tra le opere più note figurano la poesia dadaista An Anna Blume del 1919 e la Sonate in Urlauten, nota come Ursonate, composta tra il 1923 e il 1932. Proprio l’Ursonate sarà eseguita dal vivo nell’ambito del programma pubblico della mostra sabato 18 aprile 2026 alle 14 e domenica 19 aprile alle 11, con una performance del musicista di base a Bruxelles Michael Schmid. I posti sono limitati.
Le aspirazioni utopiche del progetto artistico di Schwitters si intrecciano con una biografia segnata da eventi traumatici. A partire dal 1933 la sua qualificazione come artista degenerato nella Germania nazista e i contatti con ambienti dell’opposizione politica compromisero in modo sostanziale le sue possibilità di lavoro. Nel 1937 fuggì con il figlio Ernst in Norvegia, stabilendosi a Oslo e trascorrendo i mesi estivi nella regione di Molde. Dopo l’invasione tedesca del 1940, padre e figlio ripararono nel Regno Unito. Qui furono internati nel campo di Hutchinson, sull’Isola di Man, insieme ad altri rifugiati provenienti dalla Germania nazista, tra cui numerosi artisti e intellettuali. Una volta liberato, Schwitters si stabilì prima a Londra e poi nel Lake District, nell’Inghilterra settentrionale. Nonostante le condizioni difficili e un progressivo peggioramento della salute, proseguì la propria attività, avviando nuovi Merzbau in Norvegia e in Inghilterra e sostenendosi economicamente attraverso ritratti e paesaggi. Se le opere figurative ottennero un certo riconoscimento nei paesi di accoglienza, le sue idee d’avanguardia rimasero in larga parte incomprese.
L’allestimento integra proiezioni dinamiche di testi che mettono in dialogo manifesti, prose dadaiste, scritti satirici e autobiografici con le opere esposte. In chiusura del percorso è presentato il film Kurt Schwitters. Immortality Is Not for Everyone, realizzato nel 1982 da Klaus Peter Dencker, che raccoglie testimonianze di amici e familiari dell’artista. All’interno della mostra è inoltre attivo un laboratorio interattivo di collage aperto a visitatori di tutte le età. In collaborazione con l’Università delle Arti di Zurigo, Dipartimento di Comunicazione Visiva, studenti e studentesse hanno reinterpretato tipograficamente la poesia An Anna Blume; i manifesti risultanti sono inclusi nell’esposizione.
In concomitanza con la mostra, lo Zentrum Paul Klee pubblica un volume ampiamente illustrato, progettato da Harald Pridgar in collaborazione con Hirmer Publishers di Monaco. Il libro, intitolato Kurt Schwitters. Grenzgänger der Avantgarde. Ausgewählte Werke und Texte (Kurt Schwitters: un esploratore dei confini dell’avanguardia. Opere e testi selezionati), è curato da Martin Waldmeier e Nina Zimmer, con una prefazione degli stessi, un saggio introduttivo e testi di Waldmeier, oltre a una selezione di scritti dell’artista. L’edizione, in lingua tedesca, conta 404 pagine, 204 illustrazioni, formato 16,5 x 22,5 cm, brossura, ISBN 978-3-7774-4694-3, ed è disponibile presso il negozio del museo.
Il programma comprende anche visite guidate in inglese il 24 maggio e il 14 giugno 2026 alle 15. Dal 20 marzo al 23 agosto 2026 Creaviva ospita inoltre, nel loft, un’ampia esposizione interattiva collegata alla retrospettiva, intitolata Spatial Collage. Materials unfold. Il progetto si ispira all’idea di Merz come principio totalizzante che per Schwitters coinvolgeva opere, testi, spazi e la stessa abitazione. Arredi dismessi provenienti da abitazioni dell’area di Berna, materiali riciclati e oggetti recuperati sono stati riassemblati in una struttura bianca articolata in nicchie, cavità, pareti e cassetti, concepita come ambiente esplorabile. L’installazione occupa l’intero loft e costituisce il punto di partenza per esperienze creative multisensoriali. I visitatori sono invitati a raccogliere, costruire, comporre e registrare anche una propria versione dell’Ursonate, utilizzando la voce come strumento. L’artista bernese Philomena Heinel, attiva presso Atelier Rohling a sostegno di persone con disabilità cognitive, contribuisce con un intervento che introduce una prospettiva contemporanea.
Kurt Schwitters nasce ad Hannover nel 1887 da Eduard e Henriette Schwitters, commercianti. Già nel 1901 manifesta problemi di salute mentale con un primo episodio psicogeno. Tra il 1908 e il 1909 studia alla Scuola d’Arte Applicata di Hannover e dal 1909 al 1915 frequenta la Royal Saxon Academy of Fine Arts di Dresda, dove apprende la pittura accademica e scrive le sue prime poesie espressioniste. Tra il 1911 e il 1913 partecipa alle sue prime esposizioni ad Hannover. Nel 1915 si sposa con Helma Fischer e apre uno studio a casa dei genitori. Nel 1916 nasce e muore prematuramente il figlio Gerd.
Tra il 1917 e il 1918 si orienta verso l’Espressionismo e l’astrazione, creando le prime opere Abstractions. Viene chiamato alle armi ma dichiarato non idoneo e assegnato come disegnatore tecnico alla Wülfel Ironworks di Hannover, dove continua a esporre. Nel 1918 partecipa alla sua prima mostra alla galleria Der Sturm di Berlino, dove esporrà regolarmente fino al 1928, e nasce il figlio Ernst. Durante la Rivoluzione di Novembre e la fine della Prima guerra mondiale sperimenta le prime opere di collage e assemblaggio, coniando il termine “Merz” per unificare le sue attività artistiche. Nel 1919 crea disegni a timbro, acquerelli e stampe e entra in contatto con il Dadaismo.
Negli anni Venti consolida i legami con l’avanguardia internazionale, pubblica manifesti e poesie su riviste europee, tiene conferenze e partecipa a esposizioni in Germania e nei Paesi Bassi. Nel 1922 sviluppa le prime poesie sonore e collabora con El Lissitzky, Hans Arp e Tristan Tzara. Nel 1923 avvia il Merzbau nella sua casa di Hannover e fonda la rivista Merz, collaborando con artisti dadaisti. Negli anni successivi fonda la Merz Advertising Agency, lavora come designer e tipografo e partecipa a viaggi in Germania, Paesi Bassi, Francia e Praga. Nel 1927 co-fonda il “ring neue werbegestalter”, associazione di nuovi progettisti pubblicitari, con Robert Michel, Willi Baumeister, Jan Tschichold, Walter Dexel e altri.
Dal 1929 lavora come tipografo per l’amministrazione di Hannover, partecipa a esposizioni internazionali e inizia viaggi annuali in Norvegia dal 1930 al 1936, dove soggiorna nel Molde Fjord e sull’isola di Hjertøya, guadagnandosi da vivere con ritratti e paesaggi. Nel 1932 registra parti dell’Ursonate e del poema An Anna Blume per la radio tedesca meridionale e aderisce al Partito Socialdemocratico tedesco.
Con l’avvento del nazismo nel 1933, Schwitters viene etichettato come artista degenerato, si ritira dalla vita pubblica e sospende mostre e pubblicazioni in Germania. Nel 1937 segue il figlio Ernst in Norvegia e trasferisce opere dal suo studio di Hannover a Lysaker. Durante l’invasione tedesca della Norvegia nel 1940 fugge con Ernst attraverso le Lofoten fino a Tromsø, poi in Scozia e infine all’Hutchinson Camp sull’Isola di Man, dove realizza ritratti dei compagni di internamento e tiene conferenze.
Dopo un incendio nello studio nel 1941 si trasferisce a Londra, dove incontra artisti come Ben Nicholson e Barbara Hepworth, prima di stabilirsi a Barnes con il figlio. Nel 1943 la sua casa di Hannover viene distrutta da una bomba incendiaria. Nel 1944 partecipa a mostre a Londra e Basilea; nello stesso anno subisce un ictus e perde temporaneamente l’uso di parte del corpo. La moglie Helma muore di cancro.
Nel 1945 si trasferisce con Edith Thomas ad Ambleside, nel Lake District, continuando a guadagnarsi da vivere con dipinti e commissioni. Nel 1947 riceve una borsa di studio dal MoMA di New York per la ricostruzione o continuazione dei Merzbau in Germania o a Lysaker, utilizzata per realizzare un nuovo Merzbau a Elterwater. Nel 1948 ottiene la cittadinanza britannica e muore il giorno successivo a Kendal, alla presenza di Edith Thomas e del figlio Ernst.
| Titolo mostra | Schwitters: On the Fringes of the Avant-Garde | Città | Berna | Sede | Zentrum Paul Klee | Date | Dal 20/03/2026 al 21/06/2026 | Artisti | Kurt Schwitters | Curatori | Martin Waldmeier, Josephine Rechberg | Temi | Astrattismo, Espressionismo, Dadaismo, Arte del Novecento |
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