Montepulciano, il tempio di San Biagio festeggia cinquecento anni con una grande mostra


Il tempio di San Biagio a Montepulciano festeggia il suo cinquecentesimo anniversario e lo celebra con una grande mostra che ricostruisce i suoi arredi del ’500 e ’600.

È in programma, dal 22 aprile al 4 novembre 2018, l’evento clou del cinquecentenario del tempio di San Biagio a Montepulciano: si tratta della mostra Il tempio di San Biagio a Montepulciano dopo Antonio da Sangallo. Storia e restauri, che celebra uno dei più grandi capolavori dell’architettura rinascimentale. Il tempio poliziano fu infatti realizzato su progetto di Antonio da Sangallo il Vecchio (Firenze, 1455 - 1534) tra il 1518 e il 1548 (quindi anche dopo la scomparsa del suo autore: in particolare, la cupola fu realizzata tra il 1543 e il 1545, mentre è del 1564 il primo campanile, e il secondo è tuttora incompiuto), e la mostra, curata da Laura Martini e Riccardo Pizzinelli (qui l’intervista di Finestre sull’Arte a Riccardo Pizzinelli) intende riproporre al visitatore l’arredo interno originale della chiesa che fu realizzato a partire dall’ultimo quatro del Cinquecento, con le regole sugli apparati liturgici e sull’arte sacra emanate dal Concilio di Trento. Il tempio, infatti, fu poi pesantemente rimaneggiato durante l’Ottocento, quando un restauro rinascimentale ne cambiò completamente l’interno.

Il tempio di San Biagio, a pianta centrale, e come l’adiacente Canonica realizzato interamente in travertino ricavato dalle vicine cave di Sant’Albino, è stato oggetto di studi che ne hanno sottolineato l’uso armonico degli ordini, dei partiti architettonici e delle proporzioni classiche, in un rapporto tra uomo, architettura e paesaggio. Il tempio, iniziato nel settembre del 1518 dopo che, nel mese di aprile, si verificarono a Montepulciano alcuni eventi miracolosi che portarono i cittadini a voler costruire un edificio di culto dedicato a San Biagio: fu poi consacrato nel 1537.

“L’evento espositivo”, leggiamo nella presentazione della mostra, “intende porre l’attenzione su questo capitolo poco conosciuto delle vicende di San Biagio: la storia dimenticata dell’arredo interno del tempio, realizzato tra la fine del Cinquecento, al tempo della Controriforma, e il pieno Seicento, con l’affermazione dell’eloquio barocco. L’attuale, classica, configurazione interna risale, infatti, al recupero ’purista’ di fine Ottocento con gli altari ricostruiti in stile cinquecentesco sull’esempio dell’unico che è stato ritenuto eseguito su disegno originale del Sangallo nella prima metà del Cinquecento (il primo del braccio sinistro con il dipinto dell’Annunciazione). Il progetto di rinnovamento interno coinvolse i sei altari laterali con un ornato esuberante di volute, stemmi e putti in stucco dipinto e dorato, racchiusi entro l’arcata a rosoni e le tele in essi ospitate. A questo intervento, che modificava in modo radicale gli spazi rinascimentali, contribuirono in maniera determinante alcune celebri casate (Cervini, Contucci, Nobili, Ricci e Lupacci), cui fu assegnato il patrocinio delle cappelle e degli altari. Nobili famiglie poliziane legate in prevalenza all’ambiente artistico romano e fiorentino, come dimostrano le tele degli altari e i dipinti murali che campeggiano nella zona presbiteriale”.

È degli anni Ottanta dell’Ottocento, dopo che San Biagio fu proclamato monumento nazionale nel 1878, che cominciò il restauro neorinascimentale, su progetto di Giuseppe Partini (Siena, 1842 - 1895): il restauro comportò anche il trasferimento delle grandi tele seicentesche, trasferite in chiese della città e del territorio. Gli altari rimasero vuoti fino al 1904, quando alcune gallerie fiorentine prestarono dipinti dei loro depositi, poi restituiti nel 1973. In mostra anche una sezione documentaria con immagini, dipinti, incisioni, piante e prospetti dell’interno e documenti legati all’abbattimento degli altari seicenteschi e alla costruzione dei nuovi altari.

Orari di vista: dal 22 aprile al 31 maggio dalle 10 alle 18, dal 1° giugno al 30 settembre dalle 9:30 alle 18:30, dal 1° al 31 ottobre dalle 10 alle 18 (tutti i giorni), dal 1° al 4° novembre (solo il sabato e la domenica) dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Biglietto d’ingresso: 3,50 euro l’intero con audioguida disponibile in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Gratis per bambini sotto i sei anni, residenti nel comune di Montepulciano, diversamente abili, clero, giornalisti, guide turistiche autorizzate. Info e prenotazioni allo 0577 286300 o su www.tempiosanbiagio.it. La mostra è promossa e organizzata dall’Ente proprietario, Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano, dalla Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Province di Siena, Grosseto e Arezzo, dal Comune di Montepulciano, dalla Biblioteca Archivio Piero Calamandrei, con il contributo del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano e l’intervento di Cattolica Assicurazioni, ed è prodotta da Opera-Civita.

Immagine: il tempio di San Biagio con, sullo sfondo, la città di Montepulciano.

Montepulciano, il tempio di San Biagio festeggia cinquecento anni con una grande mostra
Montepulciano, il tempio di San Biagio festeggia cinquecento anni con una grande mostra


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