L'Aqua Granda: l'acqua alta a Venezia nel 2019 diventa un progetto di memoria collettiva


L’acqua alta che ha colpito Venezia nel 2019 diventa un interessante progetto di memoria collettiva: un archivio digitale con migliaia di testimonianze.

Il 12 novembre 2019 Venezia subì un episodio di acqua alta eccezionale, evento rinominato dalla popolazione “Acqua Granda”. L’acqua alta è un picco di marea del mare Adriatico che invia enormi quantità d’acqua nella laguna con un aumento del livello dell’acqua all’interno della città di 110-160 cm sopra il livello del mare. La presenza di questo evento è comune nella stagione autunnale e primaverile, e inevitabilmente sommerge tra il 14 e il 70% della città, ma l’Acqua Granda, con un picco di marea che ha superato i 180 cm e sommerso l’80% della città, è stata ancora più devastante, procurando danni molto ingenti alla città e al suo patrimonio artistico.

L’ultima storica marea eccezionale risale al 4 novembre 1966. Questi eventi stanno ovviamente avendo un impatto enorme sulla città e sulla sua popolazione, causando la distruzione di infrastrutture di trasporto, negozi, abitazioni private, monumenti, attrezzature, biblioteche e laboratori. Mettono in crisi l’economia, in particolare i settori basati sul turismo, e altre importanti attività della città, come l’università o l’ospedale. Hanno di conseguenza un grande impatto sull’umore dei cittadini, sulla vivibilità della città già gravemente danneggiata dal turismo di massa e sulla sostenibilità ecologica della laguna.

È per ricordare l’evento che ha preso vita il progetto AquaGranda 2019, realizzato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia assieme a Science Gallery e Odycceus sotto forma di un archivio (che al momento conta 500 video, 4.500 fotografie e 4.500 altre testimonianze, come audio, messaggi di chat e di social e altro) e di una futura mostra diffusa (che si terrà nel 2021) per ricordare l’Acqua Granda del novembre 2019 vista attraverso i social media. Cittadini, visitatori e utenti internazionali hanno pubblicato una grande quantità di messaggi, clip audio e video sui social media, riportando esperienze personali dell’evento e le sue conseguenze discutendo sulle cause, su cosa si potrebbe fare per riparare i danni nel breve periodo e su come un’altra catastrofe possa essere evitata nel lungo periodo. Rappresentano una memoria collettiva digitale per la città di Venezia.

I messaggi parlano degli effetti del cambiamento climatico, della cattiva gestione ecologica della laguna, dei venti di bora e scirocco, dei risvolti politici che hanno ritardato la conclusione dei lavori alla barriera alluvionale del MOSE, del crollo del turismo, così come delle esperienze personali e della disperazione dei cittadini che difendono la propria casa, lamentano i danni alle loro case, e della tristezza a livello internazionale per la perdita del patrimonio culturale europeo unico che si trova a Venezia. Tutte queste testimonianze si possono scorrere sul sito del progetto appena lanciato: www.aquagrandainvenice.it. E a ciò si aggiunge un documentario, disponibile dal 12 novembre, che s’intitola La città delle sirene e che racconta la terribile esperienza dell’anno scorso: diretto da Giovanni Pellegrini e prodotto da Ginko Film, si può vedere sul sito di Science Gallery.

“Da storica”, ha commentato Paola Mar, assessore al Patrimonio e all’Università del Comune di Venezia, “apprezzo molto la difesa della memoria, soprattutto in un periodo di passaggio come quello che stiamo vivendo: la transizione da una memoria cartacea, tangibile, a una memoria diffusa digitale. Questo progetto testimonia con chiarezza lo spirito di resilienza della Città di Venezia, la sua capacità di far fronte anche ad eventi stravolgenti come è stata l’acqua granda del 12 novembre dell’anno scorso. Un evento che non poteva non mettere in ginocchio la città. Ancora oggi Venezia non sta passando un buon periodo, però ha dimostrato di saper reagire”.

Per visitare il sito ufficiale di Aqua Granda, cliccate qui.

L'Aqua Granda: l'acqua alta a Venezia nel 2019 diventa un progetto di memoria collettiva
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