A conclusione dell’intervento di restauro delle tappezzerie del Salottino Giallo, detto anche di Ercole, nell’Appartamento dell’Imperatrice in Corte Vecchia, il Palazzo Ducale di Mantova presenta un rinnovato allestimento degli ambienti con un progetto espositivo dedicato al pittore neoclassico Giuseppe Bottani (Cremona, 1717 – Mantova, 1784).
Fulcro del nuovo spazio espositivo è la grande tela con la Morte di Didone (1770-1775 circa), recentemente acquisita grazie al contributo della Direzione Generale Musei di Roma. L’opera è affiancata da altri due dipinti significativi dello stesso autore, giunti in museo tramite comodato gratuito: l’Allegoria delle arti e dei commerci risollevati da Maria Teresa (1771), concessa dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana, e la Nascita di Venere (1770), di proprietà della Banca Monte dei Paschi di Siena. Il percorso espositivo comprende inoltre quattro dipinti dell’Accademia Nazionale Virgiliana, attualmente in deposito a Palazzo Ducale: il ritratto di Maria Teresa d’Austria e quelli di tre alti funzionari dell’amministrazione asburgica. A completare temporaneamente l’allestimento è un raffinato Autoritratto di Giuseppe Bottani, concesso in prestito dalla Galleria Mossini di Mantova.
Le opere esposte testimoniano la versatilità dell’artista nei diversi generi praticati: dalla pittura di storia alla ritrattistica, fino alle composizioni celebrative e allegoriche. Con questo intervento di restauro e riallestimento, gli ambienti dell’Appartamento dell’Imperatrice tornano accessibili al pubblico in una veste rinnovata e sono inclusi nel normale percorso di visita di Palazzo Ducale, senza costi aggiuntivi rispetto al biglietto ordinario.
La grande tela con la Morte di Didone raffigura il tragico suicidio della regina di Cartagine dopo l’abbandono di Enea, episodio narrato da Virgilio nel IV libro dell’Eneide. Il corpo della sovrana, trafitto dalla spada “dardania”, giace su una pira collocata al centro della scena; ai suoi piedi sono disposte le armi e l’effigie dell’eroe, mentre sullo sfondo si intravedono le navi che salpano. Tra le figure femminili accorse compaiono la sorella Anna e alcune ancelle, in atteggiamenti di disperazione. Nella parte superiore del dipinto è rappresentata la dea Giunone che invia Iride a recidere una ciocca di capelli della regina, gesto simbolico che sancisce il distacco definitivo dalla vita. L’opera, probabilmente eseguita a Mantova, sembra rivelare un omaggio a Peter Paul Rubens, e indirettamente a Giulio Romano, nelle colonne tortili visibili sulla sinistra.
L’’Autoritratto di Bottani, proveniente da collezione privata, ritrae invece l’artista mentre dipinge davanti al cavalletto, con pennelli e tavolozza in mano.
“Grazie a Bottani”, afferma il direttore Stefano L’Occaso, “giunse a Mantova una pittura che non derivava più da un’ispirazione soprannaturale, non era più anelito, contemplazione, meditazione o esaltazione di verità rivelate, ma una disciplina con una precisa funzione didattica, in linea con le tendenze dell’Illuminismo”.
Il progetto scientifico è a cura del direttore Stefano L’Occaso, con la collaborazione delle funzionarie storiche dell’arte Giulia Marocchi e Silvia Merigo, mentre il riallestimento è stato curato da Verena Frignani, funzionario architetto. Il restauro delle tappezzerie è stato diretto da Daniela Marzia Mazzaglia, funzionario restauratore.
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| Palazzo Ducale di Mantova apre l'Appartamento dell'Imperatrice con un allestimento dedicato a Giuseppe Bottani |
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