Bagno Vignoni, il borgo con la vasca al posto della piazza


Bagno Vignoni, piccola frazione di San Quirico d’Orcia (Siena), è famosa in tutto il mondo per la sua singolare piazza, costituita da una grande vasca. Ma è nota anche per le sue terme libere: qui, infatti, sgorga un’acqua calda e curativa.

Acque termali in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza, in una regione famosa per il buon vivere. Stiamo parlando della Val d’Orcia, Patrimono Unesco dal 2004, e delle acque termali di Bagno Vignoni. Bagno Vignoni, per l’esattezza, è una frazione del comune di San Quirico d’Orcia dentro cui sgorga una sorgente di acqua termale calda a 49 gradi centigradi, dalla falda di origine vulcanica, e per questo motivo fin dall’antichità è stata sfruttata e goduta ampiamente per il beneficio riconosciuto. È un’acqua bicarbonato-solfato-calcica-carbonica, adatta alla cura delle artriti reumatoidi, delle nevralgie e delle neuriti.

Nel corso del Cinquecento venne realizzata una vera vasca in pietra nel mezzo del centro abitato (quello che oggi è un piccolo gruppo di case in origine formava un castello della famiglia degli Amerighi), di 49 metri per 29, per contenere tutta quell’acqua in quella che sarà poi chiamata Piazza delle Sorgenti. Da qui sono passati Lorenzo il Magnifico, papa Pio II e santa Caterina da Siena a cui sono dedicati il loggiato della piazza e una cappella. L’acqua contribuisce a creare una atmosfera di grande suggestione, specialmente durante l’inverno, quando di notte si vede la vasca fumante con l’acqua così calda che evapora a contatto con l’aria fredda.

La forza della sorgente fu utilizzata anche per azionare dei mulini che addirittura furono scavati nella roccia. E poco lontano dal centro, al Parco dei Mulini, la fruizione delle terme è libera. Qui l’acqua termale ha scavato nella roccia alcune pozze dove ci si può bagnare e nonostante le acque sgorghino calde a 50° centigradi la temperatura percepita è sensibilmente più bassa per effetto del fatto che scorrono attraverso canali naturali per lunghi tratti a cielo aperto, raffreddandosi. Di conseguenza Bagno Vignoni viene preferita dagli amanti delle terme soprattutto d’estate, e sono indicate per la cura dei disturbi reumatici e dell’apparato respiratorio.

Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull'Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull’Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull'Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull’Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull'Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull’Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull'Arte
Bagno Vignoni. Foto: Finestre sull’Arte
Bagno Vignoni, Parco dei Mulini. Foto: Andrea Bertozzi
Bagno Vignoni, Parco dei Mulini. Foto: Andrea Bertozzi
Bagno Vignoni, Parco dei Mulini. Foto: Andrea Bertozzi
Bagno Vignoni, Parco dei Mulini. Foto: Andrea Bertozzi

Famosa da sempre per le sue particolarità anche grazie a grandi vie di comunicazione (la via Francigena) che passando da queste parti ne portavano a distanza di esse la sua storia. Una storia millenaria se si pensa che già i romani la conoscevano per purificazione del corpo e rilassamento dei muscoli. Il calore dell’acqua infatti favorisce un’azione decontratturante sui muscoli. Favorisce inoltre la circolazione sanguigna, la funzione respiratoria e la diuresi.

Fu poi dal 1170 che vennero impiegate per trattamenti balneo-fango-terapeutici in modo più strutturato, nella cura di malattie artroreumatiche e nevralgiche, le inalazioni ed irrigazioni per infiammazioni otorinolaringoiatriche e ginecologiche.

È bene precisare che nella vasca della Piazza è vietato immergersi, per goderne i benefici occorre andare nelle strutture termali adibite. Come mai arriva l’acqua a 50 gradi? La domanda che spesso viene fatta da turista si spiega con un semplice effetto atmosferico: la pioggia che giungendo fino mille metri di profondità si riscalda e scioglie dei composti sulfurei e minerali per poi iniziare a risalire verso la superficie ad una temperatura appunto di circa 50 gradi circa. Bagno Vignoni è anche un punto baricentrico per visitare il resto della Val d’Orcia a partire da Pienza, altro sito Unesco, e Montalcino, famosa per i suoi vini.


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