Dieci borghi da visitare in Veneto


1. Valeggio sul Mincio

Il borgo si trova al confine tra le province di Verona e di Mantova, e il territorio del comune va dalle colline moreniche che circondano il lago di Garda fino alla pianura. Insediamenti nei pressi dell’odierno abitato sono testimoniati fin dall’età del bronzo (in questo luogo erano presenti villaggi di palafitte: i resti sono stati ritrovati negli anni Cinquanta), e sempre in zona era presente in antico una vasta necropoli celtica. Il centro cominciò a prendere la sua forma attuale in epoca longobarda, anche se le fortezze che oggi costellano il paesaggio attorno al borgo (il Castello scaligero di Valeggio e la diga viscontea di Borghetto sul Mincio, la pittoresca frazione di mulini) sono di epoca trecentesca. Valeggio era infatti uno dei più importanti presidii degli Scaligeri, situato sul confine tra i domini veronesi e quelli mantovani: il borgo cominciò a perdere importanza quando, nel 1405, fu assoggettato dalla Repubblica di Venezia. Da visitare, oltre al centro storico, al Castello (che secondo la leggenda è abitato dal fantasma di Andriolo da Parma, il castellano ucciso all’epoca in cui Valeggio passò sotto Venezia) e all’incantevole frazione di Borghetto, è anche il Parco Sigurtà, il vastissimo giardino dell’omonima villa, premiato nel 2013 come Parco più bello d’Italia.

Valeggio, la frazione di Borghetto sul Mincio
Valeggio, la frazione di Borghetto sul Mincio

2. Montagnana

Non lontana da Padova, la cittadina di Montagnana è nota in tutto il mondo perché circondata da una cerchia di mura perfettamente conservata, e che costituisce uno dei principali motivi di visita di questo borgo che sorge nella pianura veneta, nei pressi del fiume Fratta. Le mura sono trecentesche e risalgono al periodo in cui Montagnana era città di confine tra lo stato dei Carraresi di Padova e quello degli Scaligeri di Verona: alte tra i 6 metri e mezzo e gli 8 metri, sono intervallate da diverse torri che servivano per scopi militari ma potevano anche ospitare magazzini. Nel Medioevo la possente cinta muraria rendeva Montagnana una città praticamente inespugnabile, dal momento che le mura erano state costruite secondo le più avanzate tecnologie dell’epoca: solo nel Rinascimento, con l’invenzione delle armi da fuoco, le mura persero quell’importanza che avevano avuto per secoli. Altra testimonianza della Montagnana carrarese è la Rocca degli Alberi, l’imponente fortezza trecentesca che si leva nel tratto occidentale delle mura. Da visitare, all’interno del borgo (che conserva un ordinato aspetto rinascimentale, quando fu oggetto di grandi trasformazioni), è il Duomo, che conserva, tra le altre opere, una Trasfigurazione del Veronese.

Le mura di Montagnana. Ph. Credit Hans Rosbach
Le mura di Montagnana. Ph. Credit Hans Rosbach

3. Monselice

È uno dei principali centri dei Colli Euganei e deriva il suo nome dall’espressione latina “mons silicis”, oppure “mons elicis”: nel colle sotto cui sorge Monselice erano infatti attive fino agli anni Settanta cave da cui si estraeva la trachite (“selice”), ma sono anche presenti le selci, una specie di pianta che abbonda nei boschi della zona. Monselice visse la sua stagione di massimo splendore tra il Duecento e il Trecento, quando era uno dei più importanti centri della zona ed era soggetta al dominio di Ezzelino da Romano, che fece restaurare la Rocca, oggi tra i principali monumenti della cittadina, che si presenta al visitatore tra edifici medievali e rinascimentali. Da visitare, il Castello di Monselice, dove è evidente la plurisecolare stratificazione dal momento che si conservano, ben separati, sia gli ambienti della rocca ezzeliniana modificata nel Trecento dai Carraresi, sia gli ambienti rinascimentali aperti dai Marcello, la famiglia di patrizi veneziani che entrò in possesso del castello quando Monselice passò sotto Venezia. E ancora, tra i simboli di Monselice figurano il Duomo vecchio, costruzione romanico-gotica, e il Santuario delle Sette Chiesette, capolavoro dell’architetto Vincenzo Scamozzi, il più importante dei seguaci del Palladio (nelle sette cappelle che lo compongono si ammirano opere di Palma il Giovane).

Il Castello di Monselice. Ph. Credit Alessandro Vecchi
Il Castello di Monselice. Ph. Credit Alessandro Vecchi

4. Asolo

Il nome di Asolo rievoca il Rinascimento, le villeggiature dei nobili veneziani del tempo, la letteratura di Pietro Bembo che qui ambientò i suoi Asolani, i dialoghi sull’amore composti tra il 1497 e il 1502. Asolo sorge su una collina non lontana da Treviso, fu in antico avamposto dei Romano, degli Scaligeri e dei Carraresi, per poi passare, come tutto il Veneto, sotto Venezia nel Quattrocento. Fu proprio con Venezia che Asolo diventò un centro importante: l’impulso fu dato da Caterina Cornaro, che sul finire del XV secolo vi si trasferì creando un fecondo ambiente artistico e letterario (è proprio a lei che sono dedicati gli Asolani). Durante il Rinascimento, Asolo si arricchì di opere d’arte: da non perdere, all’interno del Duomo, l’Assunta di Lorenzo Lotto, nota anche come Pala di Asolo, uno dei grandi capolavori del Rinascimento veneto. Da vedere anche il Palazzo della Ragione, risalente al Quattrocento, il Castello di Asolo che fu residenza di Caterina Cornaro (oggi ospita il teatro Eleonora Duse: la musa di Gabriele D’Annunzio risiedette a lungo ad Asolo), la cosiddetta “casa longobarda”, altro importante edificio rinascimentale.

Veduta di Asolo. Ph. Credit Comune di Asolo
Veduta di Asolo. Ph. Credit Comune di Asolo

5. Stra

Stra è uno dei principali borghi della Riviera del Brenta, luogo idilliaco noto per le splendide ville disseminate per tutto il territorio. Stra, che si estende lungo la riva destra del Naviglio del Brenta, non fa eccezione: è qui che si trova una delle ville venete più belle, la Villa Pisani, oggi sede del Museo Nazionale di Villa Pisani. Fu costruita a partire dal 1721 per la famiglia di nobili veneziani su progetto di Girolamo Frigimelica, ed è famosa perché ospita uno dei più grandi capolavori del Settecento, l’Apoteosi della famiglia Pisani, opera di Giambattista Tiepolo. Ma sono diverse le opere del Settecento veneziane ospitate all’interno della sontuosa dimora (dove peraltro soggiornò anche Napoleone). Altra villa che si trova a Stra è Villa Foscarini Rossi: è più antica di Villa Pisani in quanto fu costruita nel Seicento, ma fu rimaneggiata nei secoli successivi. Prende il nome delle famiglie che la abitarono (fu anche residenza di Marco Foscarini, uno degli ultimi dogi di Venezia) e oggi ospita il Museo Rossimoda della calzatura (Stra è famosa anche per i suoi calzaturifici).

Stra, Villa Pisani. Ph. Credit Didier Descouens
Stra, Villa Pisani. Ph. Credit Didier Descouens

6. Cison di Valmarino

Situata in un territorio a metà tra la pianura e le Prealpi Bellunesi, Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, è un antico borgo medievale che cominciò a svilupparsi a cominciare dall’epoca longombarda, e fu poi importante centro dei signori della Marca trevigiana. Perse la sua importanza quando entrò a far parte della Repubblica di Venezia, e ancora oggi il borgo conserva in gran parte i suoi edifici medievali e rinascimentali. Da visitare sono il Duomo, di antichissime origini (è documentato già nel 1170), ma che si presenta nel suo aspetto settecentesco, e Castelbrando, in antico rocca abitata dai Brandolini, famiglia forlivese di condottieri che, terminato il periodo delle guerre, trasformarono il castello in una splendida residenza signorile (il castello fu abitato dai Brandolini fino agli anni Cinquanta: oggi ospita un hotel).

Cison di Vlmarino, Castelbrando
Cison di Vlmarino, Castelbrando

7. Villafranca di Verona

Villafranca non è solo la città che ospita lo scalo aeroportuale di Verona, ma è anche un borgo ricco di storia. E storicamente è famosa soprattutto per la “pace di Villafranca”, l’evento da cui cominciò la fine della seconda guerra d’indipendenza: la sala in cui fu firmata si trova in Palazzo Bottagisio, da allora noto come la “casa del Trattato” e che oggi ospita il Museo del Risorgimento, che raccoglie diverso materiale dell’epoca. All’interno del borgo si trovano il Duomo, dove sono conservate tele di grandi artisti della scuola veronese del Cinquecento (come Felice e Domenico Brusasorzi), le chiese di San Rocco e della Disciplina, ricche di opere dal Quattro al Settecento, e il famoso Castello Scaligero, che chiude l’abitato su uno dei suoi lati e dove Shakespeare ambientò alcuni momenti del suo Romeo e Giulietta. Andato in rovina nel corso dei secoli (fu anche un carcere nell’Ottocento), è stato restaurato nel secolo scorso e oggi è famoso soprattutto nel mondo della musica perché la sua vasta corte ospita ogni anno un importante festival di musica rock che ha visto alternarsi sul palco le più grandi stelle internazionali, dai Deep Purple ai Soundgarden, dagli Arctic Monkeys ai Rammstein.

Villafranca di Verona, il Castello Scaligero
Villafranca di Verona, il Castello Scaligero

8. Follina

Sulle estreme propaggini delle Prealpi Bellunesi, nel territorio dell’Alta Marca Trevigiana, sorge il borgo di Follina: l’area è nota per insediamenti preistorici, ma il borgo cominciò a svilupparsi nel XII secolo quando a Follina arrivarono i monaci cistercensi, che eressero l’abbazia di Santa Maria, nota anche come abbazia di Sanavalle. Gran parte della storia del borgo è legata al monastero: il periodo di massimo sviluppo fu il Duecento (quando fu realizzato il chiostro, risalente al 1268, mentre è degli inizi del Trecento la basilica), e quando la Repubblica di Venezia la cedette a privati (dal momento che il monastero venne soppresso), l’edificio fu radicalmente trasformato, fino a essere deturpato. I danni proseguirono in epoca napoleonica e soprattutto durante la prima guerra mondiale (ne seguirono restauri). All’interno, sono presenti opere di varie epoche, tra cui un affresco cinquecentesco del pittore Francesco da Milano attivo a lungo in queste zone.

Il chiostro dell'abbazia di Follina
Il chiostro dell’abbazia di Follina

9. Castelfranco Veneto

La città di Castelfranco Veneto, di oltre trentamila abitanti, è un moderno centro di industrie e commerci, ma il centro storico cinto dalle sue sontuose e riconoscibili mura e circondato da un fossato, è un borgo che conserva intatto il suo aspetto antico, che ci riporta al Medioevo in cui l’importanza di Castelfranco era dovuto al fatto che si trattava di una città “franca”, ovvero libera da imposte. Il nome del borgo è indissolubilmente legato a quello del suo personaggio storico più illustre, il Giorgione, uno dei grandi maestri del Rinascimento veneto. Nella città sono presenti sue opere: la celeberrima Pala di Castelfranco, indiscusso capolavoro della storia dell’arte italiana, che si trova nel Duomo di Santa Maria Assunta e Liberale, e il Fregio delle arti liberali e meccaniche, che decora una delle sale dell’edificio noto come Casa Giorgione, oggi un museo visitabile, che nel 2010 fu sede della grande monografica dedicata al pittore. In realtà non fu la casa dove abitò (anche se una fonte seicentesca la indica come tale), ma è più probabile si tratti di una residenza dove l’artista si trovò a lavorare.

Castelfranco Veneto. Ph. Credit Alessandro Vecchi
Castelfranco Veneto. Ph. Credit Alessandro Vecchi

10. Bardolino

Bardolino è una delle località più frequentate della riva veronese del lago di Garda, ed è nota per i suoi vini ma anche per l’amenità del borgo, ricco di testimonianze storiche che ne riflettono l’importanza: fu dapprima cento religioso dipendente dall’abbazia di San Colombano di Bobbio ma dotato di una certa autonomia, poi diventò un libero comune, e infine passò dapprima a Verona e poi a Venezia. A Bardolino si trovano alcuni degli edifici di culto più interessanti dell’area: la chiesa abbaziale di San Zeno, una delle principali chiese di epoca carolingia che si siano conservate in Italia (ci sono ancora pitture e testimonianze antiche), e la chiessa di San Severo, che si distingue per il suo alto campanile e per l’aspetto romanico ancora ben conservato (ma ci sono anche affreschi che risalgono a epoche remote: alcune pitture rimontano al XII secolo). Bardolino visse poi un nuovo “rinascimento” nell’Ottocento, quando diventò luogo di villeggiatura e si circondò di magnifiche ville. E ancora oggi la cittadina mantiene la sua vocazione turistica.

Il porticciolo di Bardolino. Ph. Credit Richard Gillin
Il porticciolo di Bardolino. Ph. Credit Richard Gillin


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