Le chiese della Val Grande: quattro tesori artistici poco conosciuti nel vercellese


Le chiese nelle Val Grande, la più vasta delle vallate della Valsesia, conservano uno straordinario patrimonio artistico: ecco un itinerario alla scoperta di quattro meravigliose chiese del territorio.

La Val Grande è la più vasta delle vallate della Valsesia, nella provincia di Vercelli: percorsa dal fiume Sesia, è famosa non soltanto per il meraviglioso paesaggio che offre a chiunque la attraversi, ma soprattutto perché è costellata da piccoli e caratteristici borghi che custodiscono veri tesori storico-artistici che meritano di essere ammirati. La valle si estende da Varallo fino alle pendici del Monte Rosa e offre itinerari che danno l’occasione a chi la percorre di unire allo stesso tempo natura, arte e cultura perché le bellezze artistiche si trovano immerse tra le bellezze naturali. Non è difficile incontrare infatti lungo il percorso splendide chiese: ed ecco che la sosta “artistica” diventa subito inevitabile. Tra queste meritano certamente di essere menzionate almeno quattro, che si trovano in quattro diversi luoghi: la chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo a Riva Valdobbia, la chiesa Parrocchiale di Santo Stefano a Piode, la chiesa di San Giacomo Maggiore a Campertogno e la chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista di Alagna Valsesia.

Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo a Riva Valdobbia

Considerata monumento nazionale, la Parrocchiale di San Michele Arcangelo si trova nel centro del piccolo comune montano di Riva Valdobbia, frazione del comune di Alagna Valsesia. L’attuale edificio si deve a un rimaneggiamento dell’oratorio quattrocentesco di Santa Maria. Originariamente la chiesa parrocchiale di Riva si trovava vicino al torrente Vogna, consacrata nel 1326, ma questa venne distrutta nel 1640 da una piena del torrente e quindi gli abitanti scelsero l’oratorio di Santa Maria come chiesa principale, e la ricostruirono nell’attuale aspetto, ampliandola e aggiungendo anche un secondo campanile. Al suo interno si trovano opere pittoriche e scultoree di pregio, come l’Assunzione della Vergine dipinta ad affresco sulla cupola da Carlo Borsetti e una statua quattrocentesca raffigurante la Madonna col Bambino, oltre al fonte battesimale databile tra il XI e XII secolo e un bassorilievo in pietra, ma ciò che rende nota la Parrocchiale è lo splendido affresco che occupa l’intera facciata. Opera della bottega dei D’Enrico di Alagna (la famiglia di Tanzio da Varallo), rappresenta il Giudizio Universale e san Cristoforo: al centro, sopra l’arco ogivale della porta, san Michele Arcangelo pesa le anime per il Giudizio finale, da una parte i dannati e dall’altra i beati; a sinistra, sul campanile, è il monumentale san Cristoforo, patrono della Valsesia e protettore dei viandanti. Nella parte alta sta Cristo con i simboli della Passione e, poco più in basso, la Madonna e Giovanni Battista. Si notano poi le figure di apostoli e santi con schiere di angeli.

La facciata della chiesa di San Michele a Riva Valdobbia
La facciata della chiesa di San Michele a Riva Valdobbia
La chiesa di San Michele a Riva Valdobbia
La chiesa di San Michele a Riva Valdobbia
Panoramica di Riva Valdobbia
Panoramica di Riva Valdobbia

Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano a Piode

Dedicata a santo Stefano è la chiesa parrocchiale di Piode, a navata unica con volte a botte e un alto campanile a pianta quadrata; al suo interno, a metà navata, si trova una grande volta centrale di forma elissoidale e due altari laterali. In stile barocco databile tra la fine del XII e l’inizio del XVIII secolo e terminata intorno al 1748, l’edificio è stato costruito in pietra, ciottoli di fiume e malta. Sulla facciata è raffigurato il Martirio di santo Stefano, mentre al suo interno la volta è affrescata con la Gloria del santo. Artisti del Settecento sono invece autori delle opere pittoriche, come la Natività e la Presentazione di Gesù al tempio di Giovanni Milocco nel presbiterio, i tre ovali di Antonio Orgiazzi raffiguranti santa Apollonia, san Rocco e Beata Panacea lungo la navata, i quadri della Via Crucis di Lorenzo Peracino di Cellio e tre dipinti di Pier Francesco Gianoli con san Bartolomeo, san Pietro e san Paolo. Da vedere anche l’organo di fine Ottocento della bottega novarese di Alessandro Mentasti e, dietro l’altare maggiore, l’ancona di scuola gaudenziana con lo Sposalizio di santa Caterina.

Facciata della chiesa di Santo Stefano a Piode
Facciata della chiesa di Santo Stefano a Piode
Panoramica di Piode
Panoramica di Piode

Chiesa di San Giacomo Maggiore a Campertogno

Domina Campertogno, un tempo tra i più popolosi paesi dell’alta valle, la maestosa Parrocchiale di San Giacomo Maggiore edificata su una chiesa tardogotica precedente, con il suo alto campanile. La storia della sua costruzione è lunga e complessa. Già nel Quattrocento esisteva una chiesa più piccola che dal secolo successivo alla metà del Settecento venne rimaneggiata. In particolare, alla fine del Seicento, la cittadinanza con il sostegno del vescovo decise di commissionare un rifacimento generale a uno dei massimi architetti dell’epoca: Guarino Guarini. Quest’ultimo inviò dalla sua bottega di Torino, nel 1691, un modellino in legno del suo progetto. I cittadini si resero partecipi della questione e chiesero infine l’intervento di un altro grande architetto, Filippo Juvarra, per modificare il progetto di Guarini. La nuova chiesa fu costruita tra il 1720 e il 1732 a pianta quasi ellittica, con quattro cappelle laterali e un’abside. L’interno custodisce meravigliose opere pittoriche, tra cui gli affreschi settecenteschi di Carlo Borsetti nella volta del coro e di Giovanni Milocco nella navata; gli episodi della vita di san Giacomo realizzati nel 1832 dai fratelli Avondo nel presbiterio. Sull’altare della Madonna del Rosario si possono ammirare i quindici Misteri affrescati nel 1879 dall’artista campertognese Pier Celestino Gilardi. Sulla facciata esterna invece sono visibili gli affreschi di san Giacomo compiuti da Bialetti ma realizzati grazie ai cartoni preparatori del maestro campertognese Camillo Verno.

Accanto alla struttura della chiesa di San Giacomo Maggiore, si erige, sul suo fianco sinistro, la chiesa dedicata a santa Marta che ospita anche un museo di arte sacra. Dentro la chiesa di santa Marta si trovano l’altare ligneo piramidale scolpito, dorato e dipinto realizzato tra il 1709 e il 1710 da Giovanni D’Alberto e Giovanni Mainoldo, che contiene una scultura della Vergine di Gaudenzio Sceti del 1689.

La chiesa di San Giacomo Maggiore a Campertogno
La chiesa di San Giacomo Maggiore a Campertogno
Interno della chiesa di San Giacomo Maggiore a Campertogno
Interno della chiesa di San Giacomo Maggiore a Campertogno
Panoramica di Campertogno
Panoramica di Campertogno
La fiera del bestiame di Campertogno
La fiera del bestiame di Campertogno

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista di Alagna Valsesia

Il centro del paese di Alagna è dominato dalla chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista, che presenta un alto campanile dalla tipica guglia appuntita. Costruita tra il 1505 e il 1511, in epoca barocca venne rimaneggiata e ampliata fino a giungere all’aspetto attuale. Nella parete absidale è visibile lo stemma valsesiano, ovvero l’aquila su due poggi rocciosi e in mezzo il fiume, a cui si aggiunge la scritta “Im Land”, cioè Alagna in lingua Walser.

La facciata presenta affreschi compiuti dai fratelli Avondo nel 1862 che raffigurano le scene della nascita e della decollazione del santo; sopra al portone principale è invece è raffigurata l’Annunciazione. L’interno, a tre navate divise da colonne in pietra grigia, custodisce pregiate opere d’arte, come l’altare piramidale realizzato da Guala-Molino di Mollia nel 1690 in legno scolpito, dorato e dipinto: si compone di vari livelli in cui sono raffigurati gli episodi della vita di san Giovanni Battista. Nelle cappelle sono conservate un piccolo altarolo ligneo del Quattrocento, realizzato da un artista ignoto dell’area della Svevia, che si presenta come un armadietto portatile le cui ante sono dipinte con figure di santi (si riconoscono san Francesco, san Nicolao, sant’Uberto, san Pantaleone, san Sebastiano, san Giorgio e san Lorenzo) e al suo interno sono collocate statuette scolpite che rappresentano la Vergine con san Giacomo e san Sebastiano. Nella cappella dedicata ai santi Sebastiano e Rocco è posto infine il gruppo scultoreo realizzato verso la fine del Cinquecento da Giovanni D’Enrico costituito dalla Vergine incoronata con il Bambin Gesù in braccio e i santi Sebastiano e Rocco. L’altare sinistro è invece dedicato alla Madonna del Rosario, in cui la Vergine è circondata da quindici formelle dipinte con i Misteri del Rosario.

Queste sono solo alcune delle splendide chiese che costellano la Val Grande, le più significative, ma se avrete l’occasione di percorrere questa vallata vi renderete conto di quante bellezze, ai più poco conosciute, custodisca. Motivo in più per andare alla scoperta di questa suggestiva area del vercellese.

La parrocchiale di San Giovanni Battista ad Alagna
La parrocchiale di San Giovanni Battista ad Alagna
Tra le vie di Alagna
Tra le vie di Alagna

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