Monti Sibillini, cosa vedere: 10 tappe tra borghi, natura e arte


Cosa vedere sui Monti Sibillini, uno dei luoghi più belli del centro Italia: un viaggio in 10 tappe tra borghi, natura, arte.

I monti Sibillini sono un luogo magico nel cuore dell’Italia. Paesaggi meravigliosi, borghi antichi e tradizioni secolari rendono i monti Sibillini con il loro Parco nazionale il luogo perfetto per una vacanza “a passo lento”, lontano dalla frenesia della vita di città. I monti Sibillini sono uno dei più grandi massicci montuosi dell’Appennino e corrono a cavallo di Marche e Umbria toccando le province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia raggiungendo quasi i 2.500 metri d’altitudine sulla cima del monte Vettore. Qui si respira un’atmosfera particolare, che fin da tempi antichissimi ha sempre alimentato misteri e leggende come quella della Grotta della Sibilla, sotto la vetta dell’omonimo monte, nel Comune di Montemonaco, che si dice ospitasse un regno fatato. I monti Sibillini sono anche la cornice di piccoli e grandi capolavori artistici e architettonici conservati nei meravigliosi centri storici adagiati tra le valli e le pedici e che, sebbene colpiti in maniera durissima dal sisma del 2016, poco a poco stanno tornando a risplendere. Ecco le 10 tappe da non perdere nel vostro tour sui monti Sibillini.

1. La basilica di San Benedetto a Norcia

È da sempre uno dei simboli di queste terre e lo è diventato ancora di più dopo il terremoto del 30 ottobre 2016 che la sventrò completamente provocando il crollo di gran parte del campanile con la cella campanaria precipitata, in grossi blocchi, verso l’interno della chiesa. Di conseguenza andarono distrutte anche la copertura lignea a capriate, le volte del transetto e dell’arco trionfale, mentre all’esterno cedette il portico. Le immagini di questa chiesa intitolata al patrono d’Europa, che qui si ritiene avesse la casa natale, hanno così fatto preso il giro del mondo raccontando in pochi fotogrammi la potenza distruttiva del sisma, ma anche facendo subito partire la corsa per il recupero che è ancora oggi in corso. La basilica fu edificata ta cavallo tra il XIII e il XIV secolo, ma ha subito diverse modifiche durante la sua lunga storia. All’interno erano conservati numerosi dipinti e affreschi di pregevole fattura. Da tornare a vedere quando sarà ricostruita: è uno dei simboli più forti e riconoscibili della storia e della cultura della zona.

La basilica di San Benedetto a Norcia prima del terremoto del 2016. Foto di Silvio Sorcini
La basilica di San Benedetto a Norcia prima del terremoto del 2016. Foto di Silvio Sorcini

2. Castelluccio di Norcia

Gioiello medievale nel cuore dei monti Sibillini, anche Castelluccio di Norcia, il borgo celebre per le sue lenticchie, ha subito pesanti ferite dal terremoto del 2016, ma ora sta provando a ripartire grazie alla tenacia dei suoi abitanti e alle tante bellezze che può offrire ai visitatori. Le strette strade del centro storico di Castelluccio di Norcia offrono scorci suggestivi e un’autentica finestra sul passato di questa terra generosa, ma è solo immergendosi nella natura che la circonda che se ne può cogliere fino in fondo l’essenza. A piedi, in bici o, magari, a cavallo, da Castelluccio di Norcia parte una ricca rete di sentire per tutti i gusti e di tutte le difficoltà che vi poterà alla scoperta di panorami da sogno. Assolutamente imperdibile è la fioritura dei campi che circondano il paese e che ogni estate richiama tantissimi visitatori per ammirarne i colori sgargianti.

La fioritura di Castelluccio di Norcia
La fioritura di Castelluccio di Norcia

3. Il Museo Civico e Diocesano di Norcia

II Museo Civico e Diocesano “La Castellina” si trova nel cuore del centro storico di Norcia e occupa l’intero lato occidentale di piazza San Benedetto. Il museo si trova all’interno di un palazzo cinquecentesco originariamente costruito come residenza fortificata per i governatori apostolici. In mostra si possono ammirare arredi sacri, affreschi, dipinti su tela o tavola, sculture policrome lignee o in pietra, terrecotte invetriate che provengono da tutto il territorio e riconducibili a un periodo che va tra il XII e il XVIII. Nel palazzo della Castellina si trova anche la collezione Massenzi, una delle maggiori raccolte private umbre di reperti bronzei e vasi etruschi, greci e della Magna Grecia e poi ancora la mostra archeologica permanente Partire per l’aldilà con reperti che vanno dal IV al primo secolo avanti Cristo.

Il Museo Civico e Diocesano di Norcia
Il Museo Civico e Diocesano di Norcia

4. Il borgo di Visso

Un paese incantato incorniciato da una natura di una prorompente bellezza. Visso, in provincia di Macerata, è un’autentica perla da dove si può partire alla scoperta del territorio lungo percorsi attrezzati per gli amanti del trekking e della mountain bike, ma non solo. Attraversato da ben tre fiumi, Visso è la sede del parco nazionale dei monti Sibillini e rientra a pieno merito tra i borghi più belli d’Italia, anche se porta ancora pesanti i segni lasciati dal sisma del 2016. I motivi per spingersi fino qui sono davvero tantissimi e vanno oltre l’aria buona e i panorami suggestivi, a Visso si possono ammirare dappertutto le tracce del suo ricco passato: dalle imponenti mura fino alle case, alle torri e ai palazzi gentilizi in particolare il centro storico è una continua scoperta.

Visso. Foto: Borghi più belli d'Italia
Visso (prima del 2016). Foto: Borghi più belli d’Italia

5. Il Museo Diocesano e il Museo dei Manoscritti di Giacomo Leopardi a Visso

Reliquiari, candelieri, argenterie, croci astili, paramenti sacrali, statue lignee, tele e quadri tutte provenienti dal territorio dei monti Sibillini tra il 1200 ed il 1700. È questo il tesoro conservato all’interno della trecentesca chiesa di Sant’Agostino, oggi sconsacrata, e sede del Museo Civico e Diocesano di Visso. Lungo le otto stanze del suo percorso espositivo il museo offre oltre 200 opere di carattere sacro che raccontano le vicissitudini di queste terre. All’interno del museo sono anche conservati gli originali della statue della Madonna di Mevale, risalente al XII secolo, e della Madonna del Macereto del 1400. Poco distante, da non perdere è anche il Museo dei Manoscritti di Giacomo Leopardi, allestito all’interno del Palazzo dei Governatori: oltre a un allestimento che ripercorre la vita del grande poeta, vi sono conservati ben 27 suoi manoscritti che furono acquistati nel 1868 dall’allora sindaco di Visso, Giovanni Battista Gaola Antinori.

Manoscritto leopardiano con l'Infinito
Manoscritto leopardiano con l’Infinito

6. Il lago di Fiastra

Si tratta di un bacino artificiale, il più grande delle Marche, e di una delle località più apprezzate dagli amanti della vita all’aria aperta. San Lorenzo al Lago è il paese che sorge sulle sponde del lago di Fiastra e perfetta base per tantissime gite tra i boschi, ma anche luogo di relax e contemplazione per chi è alla ricerca di una vacanza più tranquilla. Mentre le cime dei monti si specchiano nelle acque turchesi del lago di Fiastra si può scegliere di fermarsi a prendere il sole lungo le sue rive attrezzate con sdraie, lettini e ombrelloni, solcarne le onde in canoa o barca a vela, trovare ristoro con un bagno refrigerante oppure allacciarsi gli scarponi e puntare verso l’alto. Numerosi anche qui sono i sentieri che si possono percorrere e che conducono alla scoperta di paesaggi meravigliosi.

Il lago di Fiastra
Il lago di Fiastra. Foto: lagodifiastra.it

7. Il Santuario di Santa Maria in Macereto

A mille metri d’altitudine, poco distante da Visso, sorge sull’omonimo altopiano questo meraviglioso santuario considerato uno dei maggiori esempi dell’architettura rinascimentale marchigiana. Il santuario di Santa Maria in Macereto è però anzitutto un luogo molto caro a tutti gli abitanti del territorio visto sorge là dove, secondo la tradizione, nel 1359 i muli di una carovana che stava trasportando una statua di legno della Madonna con bambino si fermarono in ginocchio e non vollero più ripartire. Quella statua è oggi conservata al museo diocesano di Visso, ma i motivi di interesse per visitare il santuario non mancano però di certo. L’edificio, tra l’altro, fa parte di un più ampio complesso architettonico comprendente la chiesa, la casa dei Pellegrini, la casa del Corpo di guardia ed il palazzo delle Guaite.

Il Santuario di Santa Maria in Macereto
Il Santuario di Santa Maria in Macereto. Foto: Turismo Marche

8. Il borgo di San Ginesio

Arte, cultura, buona cucina e paesaggi da cartolina. San Ginesio è un paese di poco più di tremila abitanti in provincia di Macerata, ma racchiude al suo interno i lasciti di una storia molto più grande. Davvero unica è la chiesa collegiata di Santa Maria Assunta che sorge nel cuore del paese: la sua facciata è suddivisa in due parti, quella inferiore, la più antica, spicca per la presenza di un portale in travertino dell’XI secolo, mentre quella superiore è in cotto e risale al XV secolo. Non di minore interesse sono poi anche la chiesa di San Francesco, anche questa risalente all’anno mille, al cui interno si trovano numerose opere d’arte, ma anche le antiche mura castellane, i portici superstiti dell’ospedale dei Pellegrini e i numerosi palazzi gentilizi.

Il borgo di San Ginesio. Foto: Turismo Marche
Il borgo di San Ginesio. Foto: Turismo Marche

9. Il borgo di Moresco

Appena 600 abitanti per questo paese magico che domina la costa adriatica. Moresco offre di sicuro alcuni degli scorci più suggestivi dell’intero territorio. Si tratta di un borgo medievale che si snoda attorno al castello che fu una roccaforte strategica per il Comune di Fermo. Simbolo del paese è senza dubbio la torre a sette lati del XII secolo, alta 25 metri e capace di dominare tanto la riviera quanto l’interno: dal Conero al Gran Sasso fino alle coste albanesi. E’ però tutto il borgo di Moresco a regalare grandi emozioni ai suoi visitatori con le caratteristiche stradine che lo rendono un luogo incantato dove farsi rapire dalla fantasia.

Il borgo di Moresco. Foto: Turismo Marche
Il borgo di Moresco. Foto: Turismo Marche

10. Il lago di Pilato

Sotto la vetta del monte Vettore, la cima più alta dei Sibillini, si trova questo antico lago di origine glaciale dalla caratteristica forma ’a occhiale’. Secondo alcune leggende le acque di questo lago conservano il corpo di Ponzio Pilato arrivato fin qui da Roma a bordo di un carro trainato da bufali lasciati liberi di vagare senza meta, mentre secondo altre qui vi era addirittura un’entrata per il mondo degli inferi. Oggi il lago di Pilato è però soprattutto una meta perfetta per cominciare la scoperta della parte più aspra e autentica dei monti Sibillini dove si trova una natura ancora incontaminata e in grado di emozionare ad ogni sguardo.

Il lago di Pilato. Foto: Turismo Marche
Il lago di Pilato. Foto: Turismo Marche

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