A Fano ritrovata la Basilica di Vitruvio: “scoperta d'importanza straordinaria”


A Fano, dagli scavi di piazza Andrea Costa, emerge la Basilica di Vitruvio, l’edificio descritto nel De Architectura che si cercava da mezzo millennio: una scoperta che riscrive la storia dell’archeologia e restituisce a Fano un ruolo centrale nella cultura architettonica occidentale.

Importanti notizie giungono fa Fano dove alcuni resti archeologici rinvenuti in città, durante i lavori di riqualificazione di piazza Andrea Costa, sono stati identificati come i resti della Basilica di Vitruvio. L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza stampa ospitata stamani alla Mediateca Montanari, alla presenza del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del Sindaco di Fano Luca Serfilippi, del Soprintendente Andrea Pessina, e con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenuto in collegamento.

Dopo oltre mezzo millennio di infruttuose ricerche condotte da studiosi di ogni epoca, il lavoro congiunto tra l’amministrazione comunale, la Soprintendenza e le università del territorio ha così permesso di coronare un sogno che affonda le radici nel Rinascimento. Marco Vitruvio Pollione, figura leggendaria al servizio di Cesare e autore del celebre trattato De Architectura, aveva descritto minuziosamente nel quinto libro della sua opera la costruzione di un edificio pubblico a Fano, una struttura che oggi riemerge dalla terra per confermare la veridicità delle fonti letterarie. Si tratta, peraltro, dell’unico edificio che Vitruvio afferma di aver “curato”, e gli attribuiva summam dignitatem et venustatem, ovvero “somma dignità e bellezza”. Stando alle sue indicazioni, la basilica si affacciava sul centro del Foro ed era in asse col Tempio di Giove che si trovava sull’altro lato dell’antica piazza centrale della Fanum romana.

Se fino a pochi giorni fa l’esistenza materiale della basilica era oggetto di accesi dibattiti tra i sostenitori dell’ipercritica e i ricercatori più fiduciosi, oggi il dato di contesto materiale dovrebbe mettere fine a ogni incertezza. La città di Fano, già nota come centro di rilievo in epoca augustea, vede ora mutare radicalmente la propria proiezione internazionale, arricchendo in modo inequivocabile il patrimonio architettonico dell’intera nazione.

La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Loretta Manocchi
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Loretta Manocchi
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Loretta Manocchi
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Loretta Manocchi

L’identificazione del sito è avvenuta, come anticipato, durante alcuni interventi di archeologia preventiva legati a un progetto del PNRR per la riqualificazione e la ripavimentazione di Piazza Andrea Costa. La precisione con cui i resti rinvenuti coincidono con le descrizioni vitruviane ha lasciato attoniti gli esperti. Vitruvio aveva infatti descritto un edificio a pianta rettangolare con una disposizione specifica delle colonne: otto sul lato lungo e quattro sul lato corto, con l’omissione di due colonne nel punto di affaccio sul foro. I rilievi condotti sul campo hanno mostrato una corrispondenza molto precisa con questi dati, e hanno confermato le proporzioni gigantesche dell’opera, che prevedeva colonne dal diametro di circa un metro e mezzo e un’altezza complessiva che sfiorava i quindici metri.

Il momento cruciale della ricerca è stato segnato da quella che gli archeologi hanno definito la prova del nove. Attraverso un sondaggio mirato in Piazza degli Avveduti, effettuato seguendo le proiezioni planimetriche dedotte dal trattato, è stata rinvenuta la quinta colonna angolare esattamente dove previsto. Questo elemento, dotato di pilastri su due lati per sostenere il piano superiore, ha fornito la conferma definitiva dell’impianto architettonico. Oltre alle basi delle colonne, gli scavi hanno portato alla luce un muro perimetrale di età romana ancora provvisto di intonaco e i livelli di preparazione dello strato pavimentale, sebbene la pavimentazione originale sia andata perduta a causa delle trasformazioni urbane avvenute nei secoli successivi, come la costruzione di edifici medievali e moderni.

La portata culturale di questo ritrovamento supera i confini dell’archeologia. Vitruvio infatti non fu solo un tecnico, ma l’autore che canonizzò il pitagorismo in architettura, trasferendo i rapporti numerici e l’armonia musicale nelle forme spaziali. Il suo lavoro è stato il ponte che ha permesso a geni come Leonardo da Vinci di concepire l’Uomo Vitruviano, simbolo della divina proporzione e dell’equilibrio tra uomo e cosmo. Ritrovare oggi la basilica significa trovare la manifestazione plastica di quel pensiero, trasformando i cittadini di Fano in testimoni viventi di un’eredità che appartiene al mondo intero.

Il sottosuolo di Fano sta comunque restituendo anche altro: scavi recenti suggeriscono infatti l’esistenza di un complesso monumentale molto più vasto. Dietro la struttura vitruviana è stata ipotizzata la presenza di un macellum, un antico mercato coperto per la vendita di carne e pesce, caratterizzato da una tipica corte interna. Ulteriori indagini condotte nel 2024 hanno rivelato tracce di un possibile edificio termale decorato con marmi policromi, mentre in via Vitruvio sono emersi resti di uffici pubblici di grande pregio. La collocazione certa della basilica permette ora di rileggere l’intero assetto urbano della Fano romana, suggerendo che le imponenti strutture in cementizio situate sotto la chiesa di Sant’Agostino appartengano in realtà al Tempio di Giove, che Vitruvio indicava essere in asse con la sua opera.

La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Giuseppe Costa
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Giuseppe Costa
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Giuseppe Costa
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Giuseppe Costa

Nonostante l’entusiasmo, le sfide che si prospettano per il futuro sono molteplici e complesse. La gestione di un sito di tale importanza richiede un impegno istituzionale coordinato e risorse finanziarie ingenti. La Soprintendenza ha evidenziato come la priorità immediata sia la tutela dei resti, poiché i materiali rinvenuti, in particolare le preparazioni in calce, rischiano di deteriorarsi rapidamente se esposti agli agenti atmosferici senza le adeguate protezioni. Sarà necessario istituire un tavolo tecnico per valutare come proseguire le ricerche senza compromettere eccessivamente la vita quotidiana della città e le attività commerciali che si affacciano sulle piazze interessate dai lavori.

L’aspetto finanziario rimane il nodo centrale per la prosecuzione delle attività. L’amministrazione comunale ha stimato la necessità di almeno un milione di euro per garantire la continuità degli scavi e la successiva valorizzazione del sito. Il Ministero della Cultura ha già manifestato la propria vicinanza, riconoscendo la caratura assoluta del dato scientifico e la necessità di un sostegno che permetta di trasformare questo cantiere in un centro di ricerca di livello internazionale. L’obiettivo è quello di armonizzare i finanziamenti legati al PNRR con nuove risorse dedicate esclusivamente alla tutela archeologica, cercando soluzioni che permettano di rendere fruibile il patrimonio senza bloccare lo sviluppo urbano.

L’impatto economico e turistico della scoperta è già al centro delle riflessioni della Regione Marche. Si parla già di una possibile candidatura di Fano come sito UNESCO, un riconoscimento che consacrerebbe definitivamente la centralità della città nella storia della cultura mondiale. La scoperta non solo riscrive la storia locale, ma impone un nuovo paradigma nella valorizzazione dei beni culturali, dove la ricerca scientifica e la conservazione diventano motori di crescita civile e consapevolezza identitaria.

Il cammino è appena iniziato e richiederà anni di approfondimenti per completare il quadro di questa monumentale riscoperta. La comunità scientifica è pronta adesso ad analizzare i risultati del lavoro degli archeologi, mentre le istituzioni locali si preparano ad accogliere una responsabilità che travalica il presente.

La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Ministero della Cultura
La scoperta della Basilica di Vitruvio. Foto: Ministero della Cultura

Dichiarazioni

“A Fano oggi è stata ritrovata una tessera fondamentale del mosaico che custodisce l’identità più profonda del nostro Paese”, ha dichiarato il ministro della cultura Alessandro Giuli. “La storia dell’archeologia e della ricerca, con gli attuali strumenti a disposizione, viene divisa in un prima e un dopo: prima della scoperta e dopo la scoperta della Basilica di Vitruvio. I libri di storia, e non solo le cronache giornalistiche, storicizzeranno questa giornata e tutto ciò che nei prossimi anni verrà studiato e scritto attorno a questa scoperta eccezionale. Il valore scientifico è di caratura assoluta, gli elementi rinvenuti dimostrano in modo plastico che Fano è stata ed è il cuore della più antica sapienza architettonica della civiltà occidentale, dall’antichità fino a oggi”.

“La straordinaria scoperta che oggi presentiamo rappresenta qualcosa di davvero unico”, ha affermato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. “Cambia la percezione della città di Fano, della nostra regione e, più in generale, del patrimonio culturale e architettonico italiano. È il risultato di decenni di lavoro, di studi e ricerche approfondite e di scelte che hanno permesso di arrivare fino a qui. Arricchisce enormemente il patrimonio che già conoscevamo e, da oggi, vive sotto una luce diversa. In un certo senso, riscrive anche parte della storia di Fano. Dovremo essere bravi, tutti insieme, a trasformare questa scoperta in un motore di sviluppo per la città e per l’intera Regione Marche. Noi ci siamo, e c’è piena consapevolezza del valore che questo patrimonio può portare, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto turistico e culturale. Il coinvolgimento del Ministero e del Governo sarà fondamentale per accompagnare questo percorso e ringrazio il Ministro Alessandro Giuli per aver condiviso questa straordinaria soddisfazione. Questa non è soltanto una grande scoperta archeologica, racconta lo straordinario passato della nostra terra e guarda al futuro solidificando il ruolo delle Marche nelle dinamiche culturali internazionali”.

Per il sindaco di Fano, Luca Serfilippi, “si tratta di un evento straordinario per la città di Fano. La scoperta della Basilica vitruviana nel cuore del nostro centro urbano restituisce alla comunità un frammento di identità storica e culturale di valore universale. Dopo secoli di attese e studi, ciò che per lungo tempo è stato tramandato solo attraverso la parola scritta si è trasformato in una realtà concreta, tangibile e condivisibile”.

“Le scoperte di oggi, con l’identificazione certa della posizione della Basilica Vitruviana, sono di un’importanza straordinaria”, conclude Andrea Pessina, alla guida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ancona e Pesaro-Urbino. “Non solo per la storia degli studi e per la comunità scientifica, ma anche perché aprono nuove e concrete prospettive sul patrimonio archeologico della città di Fano. Un patrimonio considerevole, che da tempo attende di essere indagato e valorizzato. E oggi, finalmente, abbiamo una chiave di lettura decisiva anche per interpretare evidenze note da anni, come l’edificio sotto Sant’Agostino, e per mettere in relazione in modo più chiaro tracce, strutture e testimonianze del nostro passato. È l’inizio di una nuova stagione di ricerca: più consapevole, più precisa, più ambiziosa. E Fano, da oggi, ha uno strumento in più per raccontare al mondo la propria storia”.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte