Prato, restaurata la Trinità di Apollonio di Giovanni. Torna al Museo dell’Opera del Duomo


Dopo sei mesi di restauro rientra al Museo dell’Opera del Duomo di Prato la tavola cuspidata a fondo oro attribuita ad Apollonio di Giovanni. Sabato 14 febbraio la presentazione pubblica dell’intervento.

Dopo sei mesi di restauro è tornata al Museo dell’Opera del Duomo di Prato la Trinità attribuita ad Apollonio di Giovanni, significativa testimonianza della pittura fiorentina della metà del Quattrocento. L’opera, una tavola cuspidata a fondo oro che raffigura la Santissima Trinità, rientra ora nel percorso museale dopo un accurato intervento di conservazione che ne ha restituito leggibilità e valore storico-artistico.

La presentazione ufficiale del restauro è in programma sabato 14 febbraio alle 16,30 al Museo dell’Opera del Duomo, con ingresso dal campanile. L’incontro rappresenta un momento pubblico di restituzione alla città di un’opera che, per dimensioni e qualità, occupa un posto rilevante nella collezione del museo e nella storia artistica del territorio.

Alla presentazione interverranno Silvia Benassai, funzionaria storica dell’arte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato, le restauratrici Serena Cappelli e Paola Mariotti, che hanno curato l’intervento, e la direttrice del Museo dell’Opera del Duomo, Veronica Bartoletti. L’appuntamento sarà occasione per illustrare nel dettaglio le scelte critiche e metodologiche che hanno guidato il restauro, approfondendo non solo gli aspetti tecnici dell’operazione ma anche il contesto storico e figurativo in cui l’opera si colloca.

La Trinità di Apollonio di Giovanni è una tavola cuspidata alta poco più di due metri e larga 88 centimetri, caratterizzata dal fondo oro e da una composizione che riflette i modelli devozionali della cultura fiorentina del XV secolo. Apollonio di Giovanni, attivo nella Firenze medicea, è noto soprattutto per le sue opere legate alla produzione di cassoni nuziali e dipinti a soggetto storico e religioso, ma la tavola pratese si inserisce pienamente nella tradizione delle immagini sacre destinate alla devozione.

La Trinità di Apollonio di Giovanni al Museo dell'Opera del Duomo di Prato
La Trinità di Apollonio di Giovanni al Museo dell’Opera del Duomo di Prato
La Trinità di Apollonio di Giovanni al Museo dell'Opera del Duomo di Prato
La Trinità di Apollonio di Giovanni al Museo dell’Opera del Duomo di Prato

Sull’origine dell’opera si conosce poco. Non esistono documenti che ne attestino con certezza la commissione o la collocazione originaria. È probabile che fosse stata realizzata per l’altare di una chiesa nell’ambito di una devozione patronale privata, ipotesi suggerita sia dalla tipologia sia dalle dimensioni della tavola, ma al momento non sono emerse fonti archivistiche che possano confermare questa ricostruzione.

La presenza della Trinità a Prato è documentata nel Novecento, a cavallo tra le due guerre mondiali. Nel 1932 il dipinto fu esposto in occasione della prima mostra d’arte sacra organizzata nel Palazzo vescovile, evento che segnò un momento importante per la valorizzazione del patrimonio artistico diocesano. In quell’occasione l’opera figurava tra i lavori presentati al pubblico, contribuendo a delineare il panorama delle testimonianze rinascimentali conservate in città.

Successivamente, con l’acquisto di Villa del Palco come bene diocesano, la tavola venne collocata in quella sede. Solo circa trent’anni fa entrò a far parte stabilmente della collezione del Museo dell’Opera del Duomo, dove fu inserita nella sala dedicata al Rinascimento, trovando una collocazione coerente con il proprio contesto storico e artistico.

Nel 2015, in occasione del Giubileo della Misericordia, la Trinità fu scelta come opera segno dell’anno santo. Per quell’evento venne trasferita sul presbiterio della cattedrale, assumendo un ruolo centrale nel percorso spirituale e liturgico proposto alla comunità. Un riconoscimento ulteriore del valore simbolico e religioso dell’opera, capace di dialogare ancora oggi con la sensibilità contemporanea. Con il ritorno della Trinità di Apollonio di Giovanni nelle sale del museo, Prato recupera pienamente un’opera di grande valore, testimone della stagione rinascimentale e della lunga storia di devozione e tutela che ne ha accompagnato il percorso fino ai giorni nostri.




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