In attesa che si pronunci ufficialmente la Soprintendenza Speciale di Roma sul restauro che ha fatto assumere il volto di Giorgia Meloni a un angelo nella Cappella del Crocifisso nella basilica di San Lorenzo in Lucina, si è fatto sentire il Vicariato di Roma con una nota sull’accaduto. Il Vicariato, in particolare, ha precisato che sia la Soprintendenza, sia l’ente proprietario dell’edificio, ovvero il Fondo Edifici di Culto del Ministero per l’Interno, sia l’Ufficio per l’edilizia di culto del Vicariato stesso erano al corrente, dal 2023, di un’azione di restauro che stando alle comunicazioni intercorse tra gli enti sarebbe stata condotta “senza nulla modificare o aggiungere”. La modifica al volto dell’angelo, spiega la nota, è stata dunque “un’iniziativa del decoratore non comunicata agli organismi competenti”. Il Vicariato si è impegnato ad approfondire la questione con il parroco monsignor Daniele Micheletti e a valutare eventuali iniziative.
Nel caso in cui emerga che l’intervento è stato condotto senza l’autorizzazione degli organi competenti, come abbiamo spiegato in questo articolo, l’angelo dovrà essere riportato al suo stato precedente e il decoratore potrebbe incorrere nell’illecito descritto dall’articolo 169 del Codice dei Beni Culturali (demolizione, rimozione, modifica, restauro o esecuzione di opera di qualunque genere sui beni culturali senza autorizzazione, che comporta arresto da sei mesi a un anno e ammenda da 775 euro a 38.734,50). Tocca ora alla Soprintendenza fare le opportune verifiche.
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| Angelo-Meloni, il Vicariato: “iniziativa del decoratore, non comunicata a chi di dovere” |
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