Bologna festeggia la conclusione di uno dei cantieri di restauro più significativi degli ultimi anni, quello dedicato al tratto collinare del Portico di San Luca. Questo imponente monumento, che detiene il primato di portico più lungo del pianeta, rappresenta un elemento simbolico imprescindibile per il territorio emiliano, tanto da essere stato inserito, insieme agli altri Portici di Bologna, nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco nel luglio del 2021. L’intervento appena terminato ha richiesto un impegno economico rilevante, quantificabile in un investimento complessivo di 6 milioni e 850mila euro. La copertura finanziaria è stata garantita per la quota maggiore dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, nel suo ruolo di Commissario delegato alla ricostruzione post sisma 2012, il quale ha stanziato 4 milioni e 850mila euro attraverso fondi ministeriali. A questi si sono aggiunti 2 milioni di euro finanziati direttamente dal Ministero della Cultura. Al momento della presentazione dei lavori, è stato precisato che circa 2,5 milioni dei fondi regionali sono già stati erogati per coprire le spese sostenute.
Il cantiere si è sviluppato lungo il percorso che dall’Arco del Meloncello sale gradualmente fino a raggiungere il Santuario della Beata Vergine di San Luca, situato sulla sommità del colle. L’obiettivo primario dei lavori è stato quello di affrontare e sanare in modo definitivo i danni strutturali causati dalle scosse di terremoto che hanno colpito l’Emilia nel 2012. L’opera di ripristino non si è limitata a una semplice riparazione estetica, ma ha mirato a rafforzare la capacità intrinseca della struttura di resistere a eventuali futuri eventi sismici, incrementando così la resilienza complessiva del monumento. L’estensione dell’area d’intervento è stata eccezionale, coprendo circa 1.800 metri lineari di percorso e coinvolgendo ben 341 archi sui 658 totali che compongono l’intera infrastruttura.
Le operazioni tecniche sono state molteplici e hanno riguardato diversi aspetti della conservazione architettonica. In primo luogo, i tecnici si sono occupati della riparazione delle lesioni profonde e del consolidamento strutturale dell’opera. Parallelamente, è stato eseguito il rifacimento completo degli intonaci e delle coperture, elementi fondamentali per la protezione del manufatto dagli agenti atmosferici. Un capitolo di grande rilievo ha riguardato il restauro estetico e scientifico delle lunette decorate. Grazie a un meticoloso lavoro di pulitura e recupero delle parti pittoriche che raffigurano i Misteri, è stata restituita al portico la sua naturale continuità visiva, preservando al contempo l’alto valore simbolico e devozionale che esso riveste per la comunità.
L’operazione è stata resa possibile dal lavoro del Comitato per il Restauro del Portico di San Luca, composto da Arcidiocesi di Bologna, Santuario della Beata Vergine di San Luca, Comune di Bologna e Quartiere Porto-Saragozza. L’Arcidiocesi di Bologna ha operato come Ente attuatore, sotto il coordinamento del Responsabile unico del progetto. La componente tecnica e istituzionale è stata rappresentata dalla soprintendente Francesca Tomba, dai progettisti e direttori dei lavori Maria Luisa Pischedda e Aldo Barbieri, dall’impresa esecutrice guidata da Claudio Candini e dall’ispettore Icomos Olivier Poisson, figura chiave nel percorso di candidatura Unesco del sito.
“Con la conclusione del restauro del tratto collinare del Portico di San Luca restituiamo alla città e al mondo un bene di straordinario valore, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità e al quale ogni bolognese è fortemente legato”, dichiara il sindaco Matteo Lepore. “Un intervento che non è solo una risposta ai danni causati dal sisma del 2012, ma un investimento sul nostro patrimonio culturale e paesaggistico e sulla qualità dello spazio pubblico. È il risultato di una collaborazione solida tra istituzioni, Chiesa, tecnici e imprese, che voglio ringraziare perché dimostra come la cura del patrimonio possa diventare motore di coesione”.
“La conclusione dell’intervento sul Portico di San Luca è una storia di rinascita” afferma l’assessora regionale alla Programmazione Territoriale, Irene Priolo: “dalle ferite del sisma 2012 al pieno riconoscimento del suo valore universale con l’iscrizione, insieme ai Portici di Bologna, nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Il più lungo portico del mondo, che unisce la città al colle e conduce al Santuario della Beata Vergine, torna oggi a essere non solo un capolavoro architettonico, ma il segno concreto di una comunità che ha saputo trasformare la vulnerabilità in forza. La Regione ha sostenuto con convinzione questo progetto: ogni arco riparato, ogni pietra consolidata, ogni affresco riportato al suo splendore racconta la capacità di questo territorio di rialzarsi e di prendersi cura della propria memoria e della propria cultura, valori fondamentali per l’identità e la coesione della comunità”.
Le prospettive future riguardano anche il posizionamento internazionale del sito. Entro la fine del mese di gennaio, verrà presentata ufficialmente all’Unesco una richiesta di modifica dei confini della componente denominata San Luca. La proposta prevede l’estensione dell’area protetta fino a includere una parte del territorio del Comune di Casalecchio di Reno, una mossa volta a rafforzare il legame territoriale e la coerenza del sito Unesco. Contestualmente a questa istanza, verrà richiesto l’inserimento della Torre Garisenda all’interno del sito protetto, ampliando così il perimetro dei beni tutelati sotto l’egida internazionale.
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