Il Carnevale di Viareggio 2026 si tinge di suggestioni futuriste con Carnevale futurista. Omaggio a Depero, il carro di seconda categoria firmato da Luciano Tomei. Un progetto che intreccia il linguaggio allegorico della grande tradizione viareggina con l’immaginario di Fortunato Depero (Fondo, 1892 – Rovereto, 1960), protagonista del Futurismo italiano e interprete di un’arte capace di fondere movimento, ritmo, colore e spirito ludico.
Il Carnevale e l’opera di Depero condividono infatti molti elementi: il ballo, la musica, l’arte intesa come spettacolo totale e un senso del gioco che diventa espressione di libertà creativa. Depero amava rappresentare il dinamismo della vita moderna, un mondo diviso tra ordine e follia, tra costruzione geometrica e vitalità irrefrenabile. Le sue figure sembrano danzare, animate da un’energia continua, come se fossero immerse in un Carnevale senza fine. Da questa affinità nasce l’idea del carro allegorico, concepito come un invito alla festa, alla fantasia e alla libertà espressiva.
La visione d’insieme è fortemente legata all’esaltazione del colore e delle forme geometriche. Il linguaggio è volutamente stilizzato, con un riferimento dichiarato al Futurismo e un omaggio diretto a Depero non soltanto nel titolo del carro, ma soprattutto nelle scelte estetiche. Il colore è il vero protagonista dell’intera costruzione. Le tinte sono pure, nette, prive di sfumature. Giallo ocra, rosso chiaro, rosso scuro e blu dominano la scena. Ogni figura è costruita attraverso campiture ben definite, senza passaggi graduali. Solo in alcuni casi i colori vengono mescolati per ottenere diverse tonalità della stessa tinta, come accade per il blu, presente in tre varianti che scandiscono i volumi e creano contrasti interni alla composizione.
Le figure cercano la stilizzazione in coerenza con l’estetica di Depero. La struttura del carro è frontale e presenta un tendalino necessario per consentire il movimento del timone. Ai lati, nella parte bassa, a destra e a sinistra, sono collocate una serie di figure modellate ispirate direttamente alle opere dell’artista futurista. Queste figure sono state realizzate con la tecnica della carta a calco, dopo una prima modellazione in creta, secondo un procedimento artigianale che coniuga tradizione e ricerca formale.
Il carro misura 10 metri di lunghezza e 9 metri di larghezza. L’elemento più alto è una ballerina che raggiunge gli 8 metri e 40 centimetri, ispirata a un disegno di Depero. È il personaggio principale, il fulcro narrativo e simbolico dell’intera allegoria. La ballerina rappresenta il Carnevale che danza: è lei a dare ritmo, movimento e senso alla costruzione scenografica. La sua presenza domina la scena e guida lo sguardo del pubblico lungo le linee geometriche e i contrasti cromatici dell’opera.
Davanti, sopra il tartaro, a destra e a sinistra, si trovano due scimmie fissate ruotano fino a 180 gradi. Possono compiere un giro completo o effettuare solo mezzo giro. Tutti i loro movimenti sono manuali, affidati a operatori che ne controllano la dinamica durante la sfilata. Sempre sulla parte superiore del carro compaiono altre sagome colorate, disegni bidimensionali ispirati a Depero, collocati su basamenti e pensati come elementi grafici in movimento nello spazio.
Ai lati si trovano due cavalli con i rispettivi cavalieri, uno blu scuro e uno rosso brillante. Anche questi elementi possono ruotare parzialmente e, attraverso un sistema di leve, simulano un galoppo oscillante simile al movimento di un’altalena. L’effetto complessivo è quello di una macchina scenica in cui ogni figura partecipa a un ritmo collettivo, in un equilibrio tra ordine strutturale e vitalità espressiva.
I figuranti sono parte integrante dell’estetica futurista del carro. I costumi sono stati adattati al corpo umano mantenendo una forte impronta geometrica. Gli uomini indossano una casacca asimmetrica futurista abbinata a pantaloni che partono larghi in vita e si stringono verso il basso, formando una punta. Le donne portano abiti con gonne geometriche che ricordano due triangoli sovrapposti, uno che scende dall’alto verso il basso e uno che sale dal basso verso l’alto. Le gonne sono larghe sulle gambe, si stringono in vita e si riallargano verso le spalle. In testa compaiono copricapi geometrici, trapezi, cerchi o triangoli che rafforzano l’impatto visivo complessivo e traducono in chiave performativa le forme tipiche del Futurismo.
Le maestranze impiegate sono circa venti per il solo aspetto tecnico, tra carpentieri, elettricisti addetti alle luci e all’impianto audio. La stessa squadra che ha realizzato il carro, insieme a personale esterno, presidia l’area intorno e davanti alla struttura durante le sfilate per garantire la sorveglianza e la sicurezza lungo il percorso. Tutti i movimenti del carro sono manuali. Sono presenti diversi movimentisti: alcuni dedicati alle scimmie, altri ai cavalli e tre operatori esclusivamente per la ballerina. Due di questi la fanno ruotare, mentre un terzo, tramite un paranco, muove le sue braccia con un gesto ampio e danzante. Completano la squadra un trattorista, un DJ e i collaboratori tecnici.
Il retro del carro è scenograficamente coerente con il fronte. Un fondale mette in risalto le figure principali e al centro si trova un grande re di denari, alto circa 4 metri e montato a un metro e mezzo da terra. Intorno a lui compaiono triangoli di varie dimensioni e saette, elementi grafici che richiamano il dinamismo futurista. Anche sul retro è presente un secondo re di denari, creando una continuità visiva a 360 gradi e rafforzando l’idea di un’opera concepita per essere osservata da ogni angolazione.
“Auguro che questo sia un Carnevale prima di tutto di sole e di belle giornate”, dice Tomei. “E poi noi esaltiamo con i nostri lavori, la fantasia, la creatività e dedichiamo questi nostri lavori a persone che amano rilassarsi e venire a godere uno spettacolo fatto appunto di estro e di fantasia”.
Classe 1960, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1984, Tomei ha iniziato il suo percorso nel mondo del Carnevale come illustratore per il CarnevalDarsena, per poi approdare ufficialmente alla manifestazione collaborando per otto anni con il costruttore Piero Farnocchia. Nel tempo ha lavorato anche con Arnaldo e Fabrizio Galli. Ha realizzato numerose maschere isolate, mascherate in gruppo e carri di seconda categoria, ottenendo ottimi piazzamenti in classifica. Nel triennio 2021-2023 ha firmato carri di prima categoria. Dal 2022 è affiancato da Antonino Croci, dopo alcune esperienze con altri maestri del Carnevale, e con lui è coautore dei progetti più recenti. Dal 2024 i due gareggiano insieme in seconda categoria, consolidando una collaborazione che nel 2026 trova nel carro dedicato a Depero una sintesi matura di ricerca artistica e spettacolo popolare.
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