La frana di Niscemi colpisce anche il patrimonio culturale: cosa si rischia di perdere


Dopo la frana che ha colpito il centro abitato di Niscemi, la Soprintendenza di Caltanissetta ha effettuato un sopralluogo sul patrimonio storico-artistico. L’assessore Scarpinato assicura interventi rapidi per tutelare chiese, palazzi storici e beni mobili di pregio. Già perduto il Terrazzo del Belvedere, a rischio la biblioteca Marsiano.

In Sicilia, la frana che ha colpito Niscemi, in provincia di Caltanissetta, ha aperto una fase di emergenza che coinvolge non solo la sicurezza delle persone e delle abitazioni, ma anche la tutela del patrimonio storico e culturale della città. In questo contesto si inserisce il sopralluogo effettuato quest’oggi dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Caltanissetta, disposto dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, con l’obiettivo di verificare lo stato di conservazione dei beni artistici e monumentali presenti nell’area interessata dal movimento franoso.

Il governo regionale, guidato da Renato Schifani, è intervenuto fin da subito per garantire assistenza alle famiglie rimaste senza casa a causa del dissesto. Parallelamente, l’attenzione si è concentrata sulla salvaguardia di un patrimonio che rappresenta una testimonianza fondamentale della storia e dell’identità di Niscemi. La ricognizione condotta dai tecnici della Soprintendenza ha interessato in particolare gli edifici di culto, il centro storico e alcuni luoghi simbolo della memoria cittadina.

La frana di Niscemi. Foto: Wikimedia/Gianfrancodp
La frana di Niscemi. Foto: Wikimedia/Gianfrancodp

Uno dei primi siti esaminati è stato la chiesa di Maria Santissima delle Grazie, edificio di grande valore storico e religioso, nelle forme attuali risalente al 1733 ma preesistente alla fondazione della città nel 1626, e dunque considerata la chiesa più antica di Niscemi. Nonostante non siano stati rilevati cedimenti strutturali visibili, si è deciso di trasferire i beni mobili di pregio, disposizione che risponde a un principio di massima cautela. Secondo quanto riferito dalla soprintendente Daniela Vullo, da una prima analisi visiva non emergono, al momento, cedimenti di natura strutturale, nonostante la chiesa si trovi ai margini della cosiddetta zona rossa. Tuttavia, proprio per la sua collocazione e per il rischio potenziale legato all’evoluzione della frana, in accordo con la Curia e con i vigili del fuoco è stata però presa una decisione precauzionale: lo spostamento dei beni mobili di pregio custoditi all’interno dell’edificio.

La Soprintendenza ha già stilato un elenco dettagliato dei manufatti da trasferire, composto da dipinti e statue di particolare valore storico-artistico. Nei prossimi giorni questi beni saranno messi al sicuro nei locali della Curia, presso la chiesa madre, oppure al Museo civico, in modo da preservarne l’integrità e scongiurare danni irreversibili. Si tratta di un’operazione delicata, che richiede tempi rapidi ma anche la massima attenzione, data la fragilità delle opere coinvolte.

Il sopralluogo ha interessato anche il centro storico di Niscemi, dove si concentrano numerosi palazzi di interesse storico sottoposti a tutela, in particolare per quanto riguarda le facciate. Tra questi edifici, uno solo risulta vincolato nella sua interezza: Palazzo Iacona di Castellana, esempio significativo del patrimonio architettonico locale. Anche in questo caso, la Soprintendenza ha avviato una prima valutazione delle condizioni degli immobili, in attesa di eventuali approfondimenti tecnici legati all’evoluzione del dissesto idrogeologico.

Particolarmente complessa appare la situazione della biblioteca “Angelo Marsiano”, che custodisce circa cinquemila volumi, in gran parte dedicati alla storia della città e appartenuti allo storico da cui la biblioteca prende il nome. L’edificio che ospita la raccolta, in via Roma 67, si trova all’interno della zona rossa e, al momento, non è stato possibile avvicinarsi per una verifica diretta delle condizioni dei locali e dei libri. Nei prossimi giorni la Protezione civile e i vigili del fuoco valuteranno le azioni da intraprendere, anche sulla base della documentazione tecnica fornita dalla Soprintendenza, che sta mettendo a disposizione planimetrie e materiali utili per verificare la possibilità di recuperare i volumi. Il recupero dei libri si preannuncia tuttavia complesso, proprio a causa della collocazione dell’edificio nell’area maggiormente colpita dalla frana.

Niscemi, la chiesa di Maria Santissima delle Grazie. Foto: Google
Niscemi, la chiesa di Maria Santissima delle Grazie. Foto: Google
Niscemi, la Biblioteca Marsiano. Foto: Google
Niscemi, la Biblioteca Marsiano. Foto: Google

Sul fronte istituzionale, l’assessore regionale Scarpinato ha ribadito l’impegno della Regione nella tutela del patrimonio culturale di Niscemi. “Abbiamo messo in campo ogni azione utile alla tutela del patrimonio culturale”, ha detto Scarpinato, “e grazie alla sinergia e alla collaborazione tra enti e istituzioni contiamo di arrivare nel più breve tempo possibile alla messa in sicurezza di tutti i beni, testimonianza preziosa della nostra storia”.

Nel quadro dei beni a rischio, emerge anche la perdita già avvenuta del Terrazzo del Belvedere, storica terrazza panoramica costruita nel 1803 con vista sulla piana di Gela e sulla valle del fiume Maroglio. La struttura era già stata ricostruita nel 1921 a seguito di una precedente frana, ma l’attuale dissesto ne ha causato il crollo definitivo. Un episodio che testimonia la fragilità del territorio e la lunga storia di instabilità che caratterizza l’area, e che si aggiunge a un’altra perdita, quella della chiesa delle Sante Croci, che dà il nome all’omonimo quartiere: costruita in stile barocco nel 1710, l’edificio crollò già in seguito ai danni provocati dalla frana del 1997.

Niscemi, il Terrazzo del Belvedere, crollata con la frana. Foto: Pro Loco Niscemi
Niscemi, il Terrazzo del Belvedere, crollata con la frana. Foto: Pro Loco Niscemi

In questo scenario complesso, la tutela dei beni culturali assume un valore che va oltre la conservazione materiale delle opere e degli edifici. Proteggere chiese, palazzi storici, archivi e biblioteche significa salvaguardare la memoria collettiva di una comunità duramente colpita. La frana di Niscemi ha aperto una ferita profonda nel tessuto urbano e sociale, ma ha anche riacceso l’attenzione sulla necessità di una gestione integrata del territorio, capace di coniugare sicurezza, prevenzione e valorizzazione del patrimonio storico. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere l’evoluzione della situazione e per definire interventi strutturali più ampi. Nel frattempo, la Soprintendenza e la Regione fanno sapere che stanno continuando a lavorare in stretta collaborazione per garantire che, accanto all’assistenza alle persone, anche i beni culturali possano essere messi in sicurezza in tempi rapidi.




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