Francia, polemica per una performance: pentolaccia con una finta auto della polizia


In Francia diventa un caso nazionale la performance di un gruppo di studenti di un’importante accademia d’arte di Mulhouse, Alsazia: hanno infatti inscenato una pentolaccia con una finta auto della polizia, che è stata dunque presa a bastonate. Indignazione dal mondo della politica, contrariato anche il ministro dell’interno.

Indignazione in Francia per la performance artistica di un gruppo di studenti della Haute École des Arts du Rhin (HEAR), importante accademia d’arte che si trova nella città di Mulhouse, in Alsazia: gli studenti hanno infatti inscenato una pentolaccia dove, al posto della tradizionale pignatta, è stato messo un cartonato di un’auto della polizia, con la conseguenza che i partecipanti all’azione hanno preso a bastonate il finto mezzo delle forze dell’ordine. Sui social è stato diffuso un video in cui si vedono alcuni studenti bendati che colpiscono l’auto di cartone con la scritta “POLICE”, “polizia”.

A indignarsi per prima è stata la sindaca di Mulhouse, Michèle Lutz, del partito dei Républicains, che poche ore fa ha scritto un lungo post sui suoi account social per condannare l’accaduto, definendo la performance una “scena particolarmente scioccante”: “Nell’ambito di quella che è stata descritta come una ‘performance artistica’, il pubblico, incluso uno dei miei vice”, ha detto la prima cittadina, “ha assistito a un’esibizione di cattivo gusto con una gigantesca pentolaccia raffigurante un’auto della polizia. Diversi studenti sono stati invitati a distruggere il veicolo con dei bastoni, incoraggiati da una folla festante. Credo che la libertà di espressione, inclusa la libertà artistica, non possa permettere o giustificare comportamenti così scandalosi. Ho anche appreso che il piano iniziale era quello di dare fuoco a una replica di un camion dei pompieri prima di optare per questa ‘pentolaccia della polizia’. Ieri sera ho informato il Sottoprefetto di Mulhouse di questa situazione, che si è immediatamente recato sul posto per effettuare le opportune osservazioni. Ho inoltre convocato il direttore dell’HEAR per esprimere la mia totale disapprovazione per questi gravi eventi, accaduti in un istituto di istruzione superiore finanziato in gran parte con fondi pubblici, tra cui quello della città di Mulhouse. Inoltre, oggi presenterò una denuncia al Procuratore della Repubblica”. Il post della sindaca si chiude con un messaggio di sostegno alle forze dell’ordine.

La performance degli studenti dell'HEAR
La performance degli studenti dell’HEAR

La prefettura del dipartimento dell’Alto Reno, dove si trova la città di Mulhouse, ha diffuso un comunicato in cui l’opera è definita “oltraggiosa”. “Inscenare un atto vandalico contro un veicolo della polizia è vergognoso”, ha detto il prefetto Emmanuel Aubry, “e non rispecchia i servizi che le forze dell’ordine forniscono ai nostri cittadini. La questione è ora all’attenzione dei tribunali, che faranno il loro lavoro. La polizia nazionale merita elogi, non denigrazione”.

Contrariato anche il ministro dell’interno francese, Laurent Nuñez: “Si tratta di atti francamente inaccettabili”, ha dichiarato. “Commessi da studenti di una scuola pubblica, questi atti sono ancora più scioccanti. Non dobbiamo lasciare che questa ideologia anti-polizia passi inosservata”. Il caso, insomma, è già diventato nazionale. Nel frattempo, nel pomeriggio è stata aperta un’inchiesta, affidata alla polizia di Mulhouse, con l’accusa di oltraggio all’autorità pubblica e insulto alla bandiera francese. Si sono poi susseguiti numerosi i messaggi di condanna di diversi esponenti politici. Spicca in particolare la condanna dell’ex ministro dell’interno Bruno Retailleau, presidente dei Républicains, che ha detto: “È qui che porta l’ideologia di estrema sinistra che sta corrompendo parte delle nostre istituzioni. Si vergogni chi normalizza la violenza contro le nostre forze dell’ordine”. C’è tuttavia anche chi difende gli studenti: il gruppo Mulhouse Cause Commune, lista civica di sinistra, ha espresso “sgomento per la polemica suscitata dalla sindaca di Mulhouse in seguito a una performance artistica simbolica tenutasi presso l’HEAR. […] Questa sequenza rivela un desiderio di manipolazione; per sua stessa natura, e come minimo, l’arte è destinata a mettere in discussione, se non a disturbare. Si può non essere d’accordo con lo scopo di una performance, o non apprezzarla affatto. Dovrebbe sfidarci: questo è lo scopo della cultura. Controllarla o soffocarla invocando finanziamenti pubblici equivale a stabilire una sottomissione politica della creazione artistica”.

In serata è intervenuta anche la direttrice dell’HEAR, Stéphane Sauzedde, che alle ragioni dell’autorità pubblica ha opposto quelle dell’arte. Sauzedde ha espresso il suo rammarico “per il fatto che questa proposta possa essere stata interpretata come degradante o offensiva”. Ha poi ribadito “che la proposta di tre studenti – una rappresentazione simbolica e irrealistica in cartone di un veicolo della polizia, progettata a forma di pentolaccia – riguarda il Carnevale. In quanto tale, rientra pienamente negli ambiti della creatività, della sperimentazione e del dibattito estetico che permeano la storia dell’arte”. Intanto, la polemica si è spostata sui social dove sono già innumerevoli i commenti degli utenti che si stanno esprimendo su questo caso: prevale la libertà dell’arte, che può dunque permettersi di essere disturbante, oppure anche l’arte deve avere dei limiti?




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