Il braciere di Milano Cortina potrebbe essere esposto in un museo dopo i Giochi?


Il sindaco Giuseppe Sala lancia l’idea di conservare a Milano il braciere olimpico di Milano Cortina 2026, oggi all’Arco della Pace. Simbolo dei Giochi diffusi, sarà riacceso per le Paralimpiadi e poi potrebbe trovare casa in un museo cittadino.

Il braciere olimpico dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026 potrebbe restare a Milano anche dopo la conclusione dell’evento. L’ipotesi è stata avanzata dal sindaco Giuseppe Sala a margine dell’evento Your Next Milano, dedicato all’impatto dei Giochi olimpici sul Pil cittadino. L’idea, ha spiegato il primo cittadino, è che il braciere oggi collocato all’Arco della Pace possa trovare una sistemazione definitiva in un museo milanese. “Spero che rimanga in un museo milanese, ci stiamo lavorando e stiamo ragionando su dove potrebbe stare”, ha dichiarato, chiarendo che non esiste ancora una destinazione ufficiale ma che la volontà dell’amministrazione è di non farlo sparire dopo la fine dei Giochi.

I Bracieri di Milano Cortina 2026 rappresentano una novità assoluta nella storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali: per la prima volta, infatti, la fiamma brucia contemporaneamente in due città diverse. A Milano il braciere si trova all’Arco della Pace, mentre a Cortina d’Ampezzo è collocato in Piazza Dibona. I due bracieri si sono accesi e si spegneranno in sincronia, a simboleggiare il dialogo costante tra territori differenti che caratterizza questa edizione diffusa dei Giochi.

Realizzati grazie alla partnership con Fincantieri, sponsor di Milano Cortina 2026, i bracieri nascono da un progetto di Marco Balich in collaborazione con Lida Castelli e Paolo Fantin. Il concept rende omaggio al sole come fonte primaria di vita, energia e rinnovamento. Da secoli emblema universale di continuità e rinascita, la Fiamma olimpica viene reinterpretata come cuore di una creazione pensata per il futuro.

Il braciere di Milano Cortina 2026 all'Arco della Pace. Foto: Olympics.com
Il braciere di Milano Cortina 2026 all’Arco della Pace. Foto: Olympics.com

Il design richiama il genio di Leonardo da Vinci e i suoi celebri Nodi, intrecci geometrici che simboleggiano l’armonia tra natura e ingegno umano. Si tratta di un omaggio esplicito al legame storico tra Leonardo e Milano, città simbolo di creatività e innovazione. Dal punto di vista tecnico, i bracieri sono realizzati in alluminio aeronautico, materiale tra i più resistenti e leggeri, e si configurano come strutture dinamiche capaci di generare un movimento di apertura e chiusura. Questo movimento è pensato come metafora della continuità del tempo e dell’alternanza naturale tra giorno e notte.

La geometria della struttura è variabile: il diametro si espande da 3,1 metri in chiusura fino a 4,5 metri in apertura. Il sistema meccanico che consente tale trasformazione integra 244 punti di snodo e 1.440 componenti montati su perni e cuscinetti, dando vita a un complesso dispositivo scenografico e ingegneristico. All’interno, la Fiamma è racchiusa in un contenitore di vetro e metallo e utilizza effetti scenici sostenibili, con assenza di ricaduta di materiali, basso impatto acustico, minime emissioni di fumo e totale sicurezza per ambienti a contatto con il pubblico.

L’accensione dello scorso 6 febbraio ha segnato la conclusione del Viaggio della Fiamma Olimpica, un percorso di 63 giorni attraverso l’Italia che ha toccato 60 città, percorrendo 12mila chilometri in tutte le 110 province della Penisola. È stato uno dei momenti più simbolici e intensi della Cerimonia di Apertura di Milano Cortina 2026, un gesto condiviso che ha marcato ufficialmente l’inizio dei Giochi Olimpici Invernali, celebrando unità, continuità ed energia. In quell’istante la Fiamma si è levata per illuminare Milano, Cortina d’Ampezzo e il mondo, invitando cittadini e visitatori a essere parte di un’occasione storica.

A partire dal 7 febbraio, il braciere all’Arco della Pace è protagonista di un appuntamento quotidiano aperto a tutti. Ogni giorno, allo scoccare di ogni ora dalle 17 alle 23, va in scena uno spettacolo della durata compresa tra i tre e i cinque minuti, accompagnato dalle musiche di Roberto Cacciapaglia. Il rituale si ripeterà fino allo spegnimento della Fiamma olimpica, previsto per il 22 febbraio. Successivamente, il 6 marzo, con l’arrivo della Fiamma paralimpica e in occasione della Cerimonia di Apertura Paralimpica, i due bracieri torneranno ad ardere per l’intera durata dei Giochi Paralimpici, per poi spegnersi definitivamente il 15 marzo al termine della Cerimonia di Chiusura.

Il braciere dell’Arco della Pace non è stato concepito come installazione permanente. Dopo le Olimpiadi verrà riacceso per le Paralimpiadi e poi si spegnerà in modo definitivo alla conclusione dei Giochi paralimpici. A quel punto si aprirà la partita sulla sua destinazione finale. L’ipotesi al momento è la conservazione a Milano con una collocazione museale ancora da definire. Il Comune sta valutando le possibili sedi, ma non è stato annunciato ufficialmente alcun museo. Né al momento esistono ancora ipotesi, anche se la destinazione più plausibile è la Triennale che ospita un museo dedicato al design: potrebbe essere questa la sede più adatta per il simbolo delle Olimpiadi di Milano e Cortina.

Ad ogni modo la linea dell’amministrazione è chiara: evitare che un simbolo così potente e innovativo venga smantellato o disperso. Se il progetto andrà in porto, il braciere potrebbe diventare un elemento permanente della memoria olimpica cittadina, testimone di un’edizione dei Giochi che ha scelto la formula diffusa e il dialogo tra territori come cifra identitaria. La decisione definitiva arriverà solo quando sarà raggiunto un accordo formale sulla sede espositiva, ma l’intenzione di trattenere a Milano uno dei simboli più iconici di Milano Cortina 2026 è già stata messa nero su bianco nelle parole del sindaco.




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