Milano, si spostano mura antiche ritrovate nello scavo della M4 per far passare la metro


A Milano è in corso lo spostamento di un tratto di mura medievali ritrovate nello scavo della M4: saranno rimosse per far passare la metropolitana e ricollocate.

A Milano si sta lavorando per spostare le evidenze archeologiche emerse lo scorso marzo dallo scavo della linea della metropolitana M4, nel cantiere della stazione De Amicis. Si tratta del secondo importante ritrovamento del cantiere: è un’antica struttura muraria, di cui si sta adesso studiando l’origine, perché potrebbe essere un tratto delle mura medievali alla Pusterla dei Fabbri, oppure una porzione di reticolo idraulico di epoca tardo antica o medievale. Gli archeologi tuttavia escludono che possa anche trattarsi della fondazione di una torre con funzioni difensive o legate alla presenza dell’acqua in ingresso a Milano. È una struttura ad angolo, e l’asse lungo via De Amicis costituisce verosimilmente l’antica sponda del naviglio di San Girolamo.

Per fare maggiore luce sulle origini della struttura e le sue funzioni, su indicazioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Milano, M4 sta curando la redazione di una pubblicazione monografica che, oltre agli approfondimenti storico topografici, a studi conoscitivi sulla composizione materica e sulla tecnica costruttiva, a cura di esperti della materia, racconterà anche le varie fasi di lavoro in cantiere per lo smontaggio e la sua ricollocazione.

La struttura riemersa dagli scavi della metropolitana è imponente e monumentale sia da un punto di vista delle dimensioni (si presenta con un’altezza di circa 2,5 metri e una lunghezza dei lati di circa 10 metri, con spessore maggiore di 2 metri) sia della sua fattura. È composta infatti da blocchi in pietra lavorati a bugnato, con i segni degli incastri per le “olivelle”, la presenza di elementi funzionali ad un sistema per la regolamentazione delle acque. Si tratta probabilmente di materiali di recupero provenienti da monumenti di epoca romana come il Teatro o l’Anfiteatro.

Come detto, gli operai in queste ore sono al lavoro con le gru per smontare il muro riemerso dallo scavo della stazione De Amicis, che sarà dunque rimosso dalla zona in cui è stato ritrovato e verrà ricollocato nell’area in cui sorgeva l’Anfiteatro: lo spostamento è stato deciso in accordo con la soprintendenza per permettere la costruzione della linea della metropolitana.

“Con questi scavi della metropolitana M4”, afferma Antonella Rainaldi, soprintendente di Milano, “abbiamo ritrovato un’importante testimonianza della Milano medievale nel sistema idrico dei canali delle acque, in un punto nodale, all’ingresso del canale della Vetra in città che proseguiva in San Lorenzo. Ma quello che è singolare è la monumentalità di questo argine, che è realizzato in buona parte in grandi blocchi di pietra in ceppo d’Adda. Questi blocchi sono antichi, di reimpiego, vengono dall’Anfiteatro che era proprio qui vicino”.

“Gli scavi della M4”, fa sapere Marco Granelli, Assessore alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Milano, “hanno permesso di ritrovare dei muri che erano probabilmente realizzati in epoca medievale con pietre romane: sono importanti ritrovamenti. Parte di questo muro, probabilmente il muro spondale del naviglio, sarà nella stazione, parte andrà nel nuovo Parco Archeologico dell’Anfiteatro, che sarà un percorso museale importante per Milano. Quindi una metropolitana che oltre ad aiutarci a viaggiare meglio, viaggiare più velocemente e con aria più pulita, permette anche di ritrovare degli elementi della nostra storia e metterli a disposizione dei nostri concittadini”.

L’area dell’Anfiteatro romano è oggi oggetto di lavori di riqualificazione a cura della Soprintendenza per la creazione del futuro “Pan”, il Parco Amphitheatrum naturae, il più vasto parco archeologico della Lombardia, situato nel cuore della città, tra via Arena e via Conca del Naviglio, al Ticinese. In quell’area sarà creato con il verde, fra siepi e cespugli di bosso, mirto, ligustri e oltre cento cipressi, un nuovo grande giardino ellittico che ricalcherà la pianta dell’antico Anfiteatro, ricostruito sul modello di quello che esisteva in epoca romana: si tratta di un progetto di “archeologia green” ispirato al tema della simbiosi fra vegetazione e resti archeologici.

Nella foto, gli operai durante le operazioni di rimozione dei blocchi.

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