Dopo aver colorato di verde le acque di 11 città italiane lo scorso 22 novembre, il movimento internazionale ambientalista Extinction Rebellion ha denunciato presunti abusi delle autorità locali e delle forze dell’ordine in diverse città del Paese. L’azione, che ha visto l’impiego di fluoresceina, un tracciante innocuo comunemente usato dagli idrogeologi, ha attirato l’attenzione dei media nazionali e internazionali e sollevato un nuovo fronte sul diritto di manifestare in Italia, soprattutto in un contesto segnato dalla chiusura della COP30 (la 30° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) in Brasile. Venezia è diventata rapidamente il centro delle polemiche. Secondo quanto riportato dal movimento, 37 persone, tra cui Greta Thunberg, avrebbero ricevuto denunce, sanzioni e un Daspo urbano, senza che alcuna notifica ufficiale fosse stata consegnata agli interessati. Il movimento ha contestato la legittimità dei provvedimenti, sottolineando la mancanza di comunicazioni formali e l’assenza di un reale procedimento giuridico.
“Scopriamo a mezzo stampa che 37 persone sarebbero state denunciate e allontanate da Venezia per un reato che non è mai stato commesso”, spiega Alejandro del gruppo veneziano di Extinction Rebellion. “Siamo al paradosso: la Questura che esegue ordini dal governo e diventa strumento di propaganda politica, rilasciando comunicati stampa sulle conseguenze legali di privati cittadini, come nel caso di Greta, senza nemmeno informare i diretti interessati”.
“La polizia quel giorno ha letteralmente rubato striscioni, bandiere e tamburi pochi minuti dopo l’inizio, senza nemmeno rilasciare un verbale, violando quindi i più elementari diritti costituzionali”, dice Paola, da Venezia. “Sono dovuta andare io stessa in Questura per riceverlo e non ci hanno notificato alcuna denuncia. La notizia che sta girando sulle pagine di tutti i giornali è il frutto di una precisa strategia di propaganda politica e polarizzazione dell’opinione pubblica. Le acque del Canal Grande sono già tornate come prima, a differenza dei danni ambientali causati dalle politiche della Regione Veneto, come le opere costruite per le Olimpiadi o l’inquinamento della raffineria di Marghera”.
Situazioni analoghe si sarebbero verificate in altre città italiane. A Trieste, otto attivisti sarebbero stati portati in Questura, trattenuti per diverse ore e denunciati per manifestazione non preavvisata, nonostante avessero fornito regolarmente i documenti richiesti dalla legge. A Bologna, invece, il movimento segnala che soltanto tre persone hanno materialmente versato la fluoresceina nel canale delle Moline, ma sedici sono state sanzionate con una multa di 50 euro ciascuno per sversamento illecito di rifiuti. Secondo il movimento, la situazione più grave si sarebbe verificata a Roma, dove otto manifestanti raccontano di essere stati pedinati, fermati, perquisiti e, in due casi, portati in Questura e denunciati senza aver compiuto alcuna azione diretta durante la protesta. Tali episodi hanno alimentato un acceso dibattito sul bilanciamento tra ordine pubblico e libertà di manifestazione in Italia.
“Getto di rifiuti?”, racconta invece Veronica da Bologna. “La fluoresceina è un sale regolarmente usato per tracciare corsi d’acqua. Quindi o la fluoresceina è considerata un rifiuto e a quel punto sanzioniamo tutti i subacquei e speleologi di Italia, o la Questura di Bologna sta nuovamente eseguendo degli ordini e abusando del proprio potere”.
“Nessuna di noi è sottoposta alla sorveglianza speciale, eppure continuiamo a essere pedinati, portati in Questura e trattenuti per ore, senza che sia stato commesso alcun reato”, commenta Tommaso da Roma.
“Le acque di tutta Italia sono tornate come prima, inquinate e contaminate. Chi ci governa può continuare a promuovere progetti che deturpano il paesaggio irreversibilmente senza che questo generi preoccupazione”, conclude Extinction Rebellion.
Parallelamente agli sviluppi giudiziari, le proteste hanno generato reazioni politiche forti. Diversi esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, tra cui l’ex presidente del Veneto Luca Zaia e il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, hanno pubblicamente attaccato il movimento e Greta Thunberg. Diversi esponenti politici hanno infatti utilizzato termini come “gretini”, “vandali” e “criminali”. Alcuni commentatori hanno rilevato violazioni del silenzio elettorale da parte di alcuni interventi pubblici. Il movimento sottolinea come la fluoresceina impiegata fosse un tracciante temporaneo, privo di impatto ambientale, e ribadisce la natura pacifica e nonviolenta delle proteste. Allo stesso tempo, denuncia una gestione delle manifestazioni che, secondo Extinction Rebellion, presenta criticità importanti in termini di rispetto delle garanzie democratiche e dei diritti dei cittadini.
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