Uffizi, riallestite le sale coi capolavori della Collezione Contini Bonacossi, da Bellini a Bernini


Agli Uffizi sono state riallestite le sale della Collezione Contini Bonacossi, che accolgono capolavori di Andrea del Castagno, Giovanni Bellini, Paolo Veronese, Bernini.

Inaugura oggi, 28 febbraio, per tutti i visitatori della Galleria degli Uffizi di Firenze, il riallestimento delle sale della Collezione Contini Bonacossi, la raccolta che i coniugi Contini Bonacossi donarono allo Stato Italiano nel 1969: ben 144 opere entrarono così a far parte delle gallerie fiorentine. La donazione fu quindi esposta nel 1974 a Palazzo Pitti, dove rimase accessibile (nei locali della Meridiana) fino al 1998. Non si trattava però ancora della sede definitiva, e in quell’anno la collezione fu spostata in via Lambertesca, in alcuni locali di proprietà degli Uffizi, e rimase visitabile solo su appuntamento. Gli spazi, nel 2011, furono connessi al percorso del museo, ma non erano aperti in modo permanente. Queste sale sono state dunque risistemate, aperte senza limiti, e scandite in otto sezioni, ognuna dedicata a un tema: fondi oro, Andrea del Castagno, Bellini, Bramantino, Mobilia, Scultura, Maiolica, Bernini.

La collezione accoglie capolavori di grandi artisti, come spiega Francesca De Luca, funzionario referente della collezione: si tratta di opere “che per eccezionalità e rarità sono pienamente uguagliabili a quelle custodite nelle raccolte della Galleria e si innestano nel patrimonio degli Uffizi, integrando scuole poco rappresentate, come quella lombarda tra Quattro e Cinquecento, oppure quella spagnola del Sei e del Settecento. Come tocchi di luce che da soli illuminerebbero una sala di un museo, qui brillano alcuni capolavori esemplari come la Madonna della neve del Sassetta, il San Girolamo di Giovanni Bellini, la pala del Bramantino, il Ritratto di Giuseppe da Porto col figlio del Veronese, il San Lorenzo martirizzato di Gianlorenzo Bernini”. Quest’ultimo, importante opera giovanile di Bernini, è secondo Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, “il capolavoro più fiorentino del Bernini, che nella posa del santo adagiato sulla graticola rievoca le sculture di Michelangelo sui sarcofagi della Sagrestia Nuova, giustappunto nella chiesa di San Lorenzo”.

Le opere della collezione sono state disposte seguendo la volontà dei coniugi Contini Bonacossi che desideravano che la raccolta fosse esposta tutta assieme. Afferma Antonio Godoli, architetto curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi: “la novità della ristrutturazione museografica delle sale Contini Bonacossi, oggi inserite nel contesto del percorso museale, si basa sul determinante  apporto sia della luce naturale che di quella artificiale”. Il riallestimento è stato possibile grazie al finanziamento degli Amici degli Uffizi e dei Friends of the Uffizi Galleries. Maria Vittoria Colonna Rimbotti, presidente dei due sodalizi, ha dichiarato che “Per le nostre due associazioni è stata una grande gioia poter contribuire al riallestimento di queste sale, permettendo finalmente la visione al pubblico della preziosa collezione in ambienti che la valorizzano”.

Nell’immagine: Gian Lorenzo Bernini, San Lorenzo (1613-1617; marmo bianco, base in legno intagliato e parzialmente dorato; Firenze, Collezione Contini Bonacossi, Gallerie degli Uffizi)

Uffizi, riallestite le sale coi capolavori della Collezione Contini Bonacossi, da Bellini a Bernini
Uffizi, riallestite le sale coi capolavori della Collezione Contini Bonacossi, da Bellini a Bernini


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