A Milano e Rovereto doppia mostra su Margherita Sarfatti, la critica d'arte che amò Mussolini


Ai più, Margherita Sarfatti (Venezia, 1880 - Cavallasca, 1961), giornalista e attivissima critica d’arte che lavorò soprattutto nel periodo tra le due guerre, è nota per lo più a causa della sua relazione con Benito Mussolini. Ma si tratterebbe di ridurre notevolmente la statura di una delle figure più importanti della cultura del Novecento in Italia, perché Margherita Sarfatti ebbe un ruolo da protagonista assoluta nel dibattito sul rapporto tra classicismo e modernità nell’arte del tempo e nella promozione di molti artisti divenuti poi grandi della storia dell’arte italiana. Adesso, a Milano e a Rovereto, una doppia mostra esplora la sua complessa figura: due rassegne autonome ma complementari, ognuna dedicata ad aspetti diversi di questo personaggio così importante. Si tratta di Margherita Sarfatti. Segni, colori e luci a Milano (a Milano, Museo del Novecento, dal 21 settembre 2018 al 24 febbraio 2019) e di Margherita Sarfatti. Il Novecento Italiano nel mondo (al Mart di Rovereto, dal 22 settembre 2018 al 24 febbraio 2019).

La mostra milanese, curata da Anna Maria Montaldo e Danka Giacon con la collaborazione di Antonello Negri, è promossa e prodotta con il Comune di Milano | Cultura e con Electa, e propone al pubblico un percorso espositivo che, attraverso circa novanta opere dei protagonisti del movimento Novecento Italiano, di cui Margherita Sarfatti fu critica ufficiale e animatrice, permette ai visitatori di seguire le vicende di quella stagione così feconda che vide sorgere gli astri di Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Adolfo Wildt, e ovviamente dei sette artisti che, assieme a Sarfatti, nel 1922 alla Galleria Pesaro di Milano fondarono il movimento (Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Emilio Malerba, Pietro Marussig, Ubaldo Oppi e Anselmo Bucci, che inventò il nome). Le opere vengono contestualizzate da filmati e fotografie, lettere, inviti ai vernissage, libri d’epoca, e anche abiti, vetri e arredi, con un approfondimento da più prospettive sulla Milano degli anni Dieci e Venti nel XX secolo.

Se la mostra milanese si concentra soprattutto su quanto accadde a Milano, quella del Mart, curata da Daniela Ferrari, ha un carattere più allargato: obiettivo è infatti quello di ricostruire il progetto di espansione culturale di Margherita Sarfatti, con particolare attenzione alle mostre organizzate in Europa e nelle Americhe per promuovere lo stile italiano e l’idea di “moderna classicità”. In mostra circa cento opere con capolavori di Boccioni, De Chirico, i sette fondatori di Novecento italiano, ma anche di artisti come Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio Morandi, Medardo Rosso, Gino Severini.

Per informazioni sulle mostre è possibile visitare il sito del Museo del Novecento e quello del Mart di Rovereto.

Nella foto: Margherita Sarfatti con pelliccia, fotografia dello studio Riess di Berlino, 1929, Mart, Archivio del ’900, Fondo Sarfatti (rielaborazione grafica).

A Milano e Rovereto doppia mostra su Margherita Sarfatti, la critica d'arte che amò Mussolini
A Milano e Rovereto doppia mostra su Margherita Sarfatti, la critica d'arte che amò Mussolini

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